“Il primo respiro”: documentario consigliato a tutte le future mamme [VIDEO]

 Ricordo la prima volta in cui ho pensato di scrivere questo post. Era un mese e mezzo fa circa. Non lo sapevo, ma il giorno successivo mi si sarebbero rotte le acque, con tutto quello che ne è conseguito (ne parlerò poi…ancora non ci riesco, anche se prima o poi avrò bisogno di farlo).
Questo post è rivolto a tutte le mom-to-be, quelle donne con il pancione tondo tondo a cui ormai mancano poche settimane per conoscere il loro “straniero a bordo” ma anche quelle con un pancino che quasi non si vede, proprio agli inizi del loro percorso, che si domandano cosa sarà di loro, cosa le attende, e sognano e immaginano e già parlano con il loro piccino picciò.

Ma ovviamente penso a tutte le mamme in genere e anche ai papà, che forse dando un’occhiata al video che segue potrebbero capire un po’ meglio il nostro mondo, fatto di gioie e sospiri dolcissimi ma anche sofferenza, urla e pianti.
Questo video, “Il primo respiro – Le primer cri“, è un documentario sui diversi modi di affrontare il parto a seconda della cultura di origine della mamma.
Il primo respiro, appunto, la prima volta che l’aria circola nei polmoni di un neonato, la prima volta che una madre incontra gli occhi del suo piccolo, raccontato attraverso scene e situazioni reali che mostrano come tutte le mamme del mondo, di qualunque ceto sociale e paese di origine, siano accomunate da un sottile filo invisibile fatto di speranza, sofferenza, amore e coraggio.
Consiglio davvero a tutti di vederlo, un viaggio tra deserti e ghiacci, tra le terre dei Masai e la foresta amazzonica, dal Giappone alla Siberia in un unica data: il 29 marzo 2006.
In quel giorni avrebbe avuto luogo l’eclissi di sole ben visibile dal nostro pianeta ma non solo: il destino di molte madri e padri sarebbe stato unito dalla nascita dei loro figli, non importa se partoriti dentro l’acqua in mezzo ai delfini (in quella che dev’essere stata un’esperienza da non credere ma sicuramente da vedere…) o in una clinica affollata in una metropoli orientale o ancora a casa, tra amici che cantano e suonano la chitarra in onore del nuovo arrivato. Rischiando la vita pur di avere il parto più naturale possibile, senza ostetriche o dottori di alcun tipo.
Una parte di me soffre, ripensando a questo video bellissimo, guardato quando ancora sognavo un parto naturale. Soffre perché quel sogno mi è stato portato via da ricordi che non sono belli quanto quelli che io e il mio fagiolino meritavamo di avere. Nonostante ciò adoro questo documentario, perchè ricorda a tutti che miracolo incredibile noi donne riusciamo a compiere sempre e comunque, in qualunque condizione, anche quelle più estreme.
Buona visione, se seguirete il mio consiglio mi farebbe piacere sapere cosa ne pensate…

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