Parola all’esperto #1: qualche dritta per aspiranti mamme fotografe

Partiamo dal presupposto che ero una maniaca delle foto già di mio. Da quando, però, è arrivato il mio nanetto, mi è presa una strana sindrome per cui in soli due mesi ho già riempito per due-tre volte la memoria dell’iPhone e usato non so neanche io quante memory card per immortalare ogni singola espressione e faccina buffa. “Guarda, sta facendo le pernacchie, passami la macchinetta”, urlo al mio maritozzo, dall’altra parte di casa. “Ooooh (con tono incantato) ha il broncetto…passami il cellulare!”. “Oh! Che bello che è, si sta sforzando per fare la cacca. Macchinetta!”. “Sorride nel sonno!” “…dorme!” “…respira!” eccetera eccetera.

Questo per dire che è importante, secondo me, essere a conoscenza di qualche dritta per evitare di limitarsi a immortalare la testolina del nostro zuccherino, che si è girato dall’altra parte proprio mentre mamma stava per scattare, oppure per mostrare agli amici foto migliori di quella in cui “Matteo va a cavallo. Controluce ma vi assicuro che è lui”. Per fortuna le applicazioni degli smartphone ci vengono incontro. Ormai basta scattare una foto mediocre e lavorarci sopra con le più svariate applicazioni per ottenere un risultato decente.

Ma vuoi mettere con uno scatto di quelli veri? Dopo svariati tentativi con la mia reflex dalle potenzialità mai pienamente sfruttate, ho pensato di rivolgermi a una fotografa di bambini professionista, Francesca De Benedetti, che dopo tanto lavoro ormai la sa lunga su come destreggiarsi tra mocciosetti e macchinette fotografiche.

Perciò eccola qui a rispondere ad alcune mie curiosità che spero possano essere utili anche a voi.

Come è possibile mettere a loro agio i bimbi davanti all’obiettivo? Raccontargli qualcosa? Farli parlare? Hai qualche idea da suggerire?

Per farli sentire a loro agio dategli qualsiasi cosa in mano! Un peluche, un lecca lecca, anche una mela… qualsiasi oggetto li rende molto più disinvolti. Li chiamiamo PROPS qui. Qualsiasi props, vi aiuterà sicuramente!

Cosa fargli indossare? Lasciar scegliere loro o indirizzarli? Ci sono colori più indicati?

Colori non particolarmente adatti sono il bianco (…bianco!) perché crea problemi con l’esposizione. Da evitare anche magliette con fantasie troppo ricche che distolgono l’attenzione dai soggetti e loghi troppo grandi. Insomma, la semplicità viene prima di tutto

Come attirare la loro attenzione o curiosità?

Io racconto loro storie e me ne invento davvero tante! Poco tempo fa, ne ho trovata una che per ora sembra funzionare in quasi tutti i casi.
Insomma la storia è che un topolino dispettoso si è infilato nell’obiettivo della mia macchina fotografica e non c’è verso di tirarlo fuori e li loro hanno un’espressione davvero buffa, scettici e incuriositi.
Poi proseguo dicendo che questo topolino cambia colore e proprio ieri un bimbo si era accorto che era diventato BLU. Qui scatto di nuovo, perché hanno un’espressione meravigliata. Poi chiedo loro di guardare bene e riesco ad ottenere qualche scatto con i loro occhi perfettamente puntati nell’obiettivo.
E alla fine con fare incalzante chiedo: “Di che colore è adesso?” e succede sempre che dicano un colore buffo e scoppino in una bella risata! E lì dovete essere pronti a scattare.
Per i bimbi più piccolini, diciamo fino ai 9-12 mesi, qualsiasi suono è perfetto:“Bu”, “PA PA”, “TA TA”.
Ed efficacissimi sono i sonaglietti, agitati dal papà per esempio, verso l’alto e possibilmente il più vicino possibile alla macchina fotografica.
Se non riuscite a farli ridere, non preoccuparvi. Soprattutto non ricorrete alla classica frase “cheese”. Foto ed espressioni naturali sono sicuramente meglio dei “sorrisi finti”

Come riuscire a farli star fermi?
Niente di più sbagliato che provare a farli star fermi, piuttosto farli “scatenare” e poi provare a reindirizzare, senza forzarli, la loro attenzione. Magari con una seggiolina, un biscottino o un peluche lasciato li proprio dove vorresti fotografarli.

Come giocare con la luce? Dove deve battere, rispetto al fotografo o al soggetto?
La luce è davvero la risorsa più preziosa, intendo la luce naturale. Quella morbida diffusa da una finestra sicuramente è la luce da ricercare quando si fotografano i bimbi. Quindi se siete dentro casa, aprite le finestre e fate entrare più luce naturale possibile. Io non sono per la regola “la luce dietro al fotografo”, piuttosto radente rispetto ai soggetti.
Sempre per quanto riguarda la luce, ci sono delle ore della giornata da prediligere, in estate e in inverno?
La luce migliore, soprattutto in estate,è la luce al tramonto, che si posa morbida sulla pelle dei bimbi senza creare delle ombre troppo forti sui loro musetti.Un’atra luce molto bella è quella dell’alba, ma io, ancora non ho mai trovato il coraggio di buttare le miei bimbe giù dal letto alle sei di mattina per fotografarle!
Al contrario da evitare sicuramente è la luce diretta. Se vi ritrovate a dover scattare una foto d’estate a mezzogiorno quando il sole è molto alto, cercate una zona d’ombra o aspettate la prima nuvola che passa.

Quali location consigli?
Spiagge, prati, sabbia. Posto sicuramente poco affollati dove possono correre e divertirsi!

E’ possibile creare un “set” a casa propria, magari riuscendo così anche a far sentire il bambino più coinvolto in un gioco? Hai qualche esempio pratico per chi ha meno fantasia? Non so, magari rispolverare i vestiti di carnevale anche se è passato da un pezzo…
Perché no?!? Mettete una bella coperta stesa per terra e lasciate che il vostro bimbo si sdrai comodo su questa.
Un altro rimedio fai da te per creare uno studio setting a casa: dalla parte opposta della finestra dalla quale entra la luce, tenete un asciugamano o canovaccio bianco aperto (magari chiedete aiuto a vostro marito). Funzionerà benissimo per eliminare le ombre sul viso…come uno di quei grandi riflettori fotografici!

Come comportarsi nella classica situazione di feste (Natale, compleanni ecc…) in cui in bambino è già abbastanza “stimolato” tra parenti e amici? Come fare a scattare belle foto ricordo senza rischiare di stressarlo?
Il mio consiglio è scendere al loro livello, insomma mettersi nei loro panni. Sedetevi o piegatevi verso il basso. I risultati si vedranno subito, dopo il primo scatto.

…gli splendidi figli di Francesca, la sua più grande ispirazione…
…con dei gioielli così come fai a non volerli immortalare ogni minuto???

 

3 pensieri riguardo “Parola all’esperto #1: qualche dritta per aspiranti mamme fotografe

  1. Visto quanto è diventata brava la nostra Francesca? Una professionista di cui vado sempre molto orgogliosa :') ora però bisogna fare un pezzo sul portare i bimbi, Fra!!

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