Ciuccio, angelo o demone?

Ho allattato mio figlio quasi per un anno. Sono passati solo tre mesi da allora eppure mi sembra una vita e mi manca. Chi mi segue sa quanto ho lottato per allattare e quanto ci tenessi, mio figlio non voleva attaccarsi all’inizio (poi è diventato un’idrovora), così non gli ho fatto neanche vedere un ciuccio all’orizzonte. Avevo paura che si sostituisse al mio seno. Avevo paura che ci avrebbe allontanato, che lo avrebbe inibito nel parlare e nell’usare la bocca per scoprire il mondo intorno a lui. In più avevo letto molto riguardo la possibilità di insegnargli a calmarsi senza aiuto esterno, ci sono state letture che paventavano addirittura l’ipotesi che un bambino abituato ad appoggiarsi a “stampelle” esterne a se stesso potesse un domani diventare dipendente da stampelle ben più pericolose come alcool o fumo.

Non so, ci vedo un pizzico di terrorismo, ma all’epoca ero anch’io una neo mamma molto terrorizzata. Sta di fatto che nei mesi successivi, quando mio figlio si attaccava a me tutta la notte e tante, forse troppe, volte al giorno, anche se amavo quel momento non volevo che mi usasse come ciuccio umano e cercavo di proporgli quello di plastica, se proprio non riuscivo a calmarlo diversamente. Niente, ormai era tardi, lo odiava, faceva una faccia disgustata e lo sputava.

Quando ho smesso di allattare, lui si è accontentanto di quel piccolo amico ed ora cerco di capire come fare per sfruttarne le potenzialità senza abusarne.
Poi mi chiedo: ma questo piccolo oggetto all’apparenza innocente, sempre presente su bavaglini, bomboniere, spille e iconografia varia, è davvero da demonizzare come facevo io? In fondo spesso mi aiuta a impedire che si metta in bocca le mani quando sono particolarmente sporche, lo usa per addormentarsi ora che non ha più il mio seno, lo aiuta quando gli fanno male i dentini.
Personalmente cerco di usarlo con parsimonia e discrezione, combatto con un marito che a volte lo usa da “silenziatore” (e comunque a volte il piccoletto urla così forte ma così forte che la gente non ci crede che si possa urlare così, magari solo per un capriccio…ed è difficile mantenere la pace interiore-zen e non cedere alla tentazione di usare il ciuccio per calmarlo).
Il mio solo timore, infatti, è che possa diventare dipendente, che possa essere sempre più difficile poi toglierlo quel vizio. Anche se sento anche molte mamme che sono riuscite a toglierlo senza troppi drammi.
Comunque in generale vorrei che le mamme fossero lasciare libere di scegliere cosa è meglio per il proprio bambino. Informate, ma libere. Invece mi scontrò sempre con le fazioni “pro” e “contro” che si sentono di essere una migliore dell’altra.
Ho provato la stessa sensazione durante l’allattamento, quando me ne sono sentita dire di tutti i colori. Secondo me un compromesso esiste, anche in questo caso.
E voi? Che ne pensate?
Questa riflessione nasce dallo spunto offerto della campagna #inviaggioconChicco. Presto ci saprò dire cosa ne pensano le altre, restate collegate

5 pensieri riguardo “Ciuccio, angelo o demone?

  1. Noi siamo ricorsi al ciuccio fin dal primo mese, forzandolo a prenderlo, perchè lo aiutava molto con le coliche e a non patire il ma d'auto e perchè in alternativa ciucciava il ditino.
    Io, da ditino dipendente, ho pensato che fosse ancora più pericolos per la dentatura e difficile da abbandonare come abitudine ed ho optato per il ciuccio.
    Ora che ha due anni e mezzo lo usa per addormentarsi, calmarsi (sempre più raramente) o quando ha paura ed in auto.
    Per il resto, lo abbandona in giro.
    Confido nelle sue capacità per l'abbandono definitivo, visto che tutte le mie paranoie sul pannolino si sono rivelate inutili e in una settimana lo ha tolto di giorno, dopo tre mesi anche di notte, senza più incidenti (capitano ma molto raramente), molto prima che lo proponessi io.
    Secondo me, il meglio sta sempre nel mezzo e nell'adattare le teorie al carattere ed ai bisogni dei nostri figli!

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  2. Io purtroppo non ho avuto il piacere di allattare mio figlio, ho dovuto subito utilizzare il tiralatte per dargli quello che avevo perchè mio figlio, nato un pò prima del tempo, non aveva voglia di attaccarsi e tirare (è nato pigro) le ho provate di ogni ma niente se lo attaccavo al seno non prendeva peso e così per forza di cose lo tiravo così vedevo quanto ne prendeva e poi andavo di aggiunta!!! così per due mesi…da incubo!!! Il ciuccio l'ho dato da subito e lui l'ha preso…anche per noi è stato fonte di salvezza nei momenti delle coliche, dei dentini, della nanna, anche se la notte non gli interessava più di tanto…Poi poco prima dei due anni feci un viaggio di due giorni io e lui da soli e presi il treno…con quel ciuccio una disperazione cadeva ovunque!!! Tornati a casa, non aveva ancora due anni l'ho tagliato, lui usava solo quelli in caucciù…l'ha trovato nella scatolina rotto e non ha fatto una piega, l'ha rimesso dentro e se l'è dimenticato in una settimana…sono felice di averlo fatto entro i 2 anni perchè mi stavo accorgendo che si stava attaccando troppo al ciuccio…credo che dopo sarebbe stato davvero difficile…

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