Aerosol ai bambini per combattere tosse e raffreddore: un mito da sfatare?

Aerosol ai bambini contro tosse e raffreddore: un mito da sfatare? Secondo quanto riportato oggi dall’AdnKronos sì. “E’ utile in caso di broncospasmo e asma bronchiale, laringite e bronchiolite – queste le parole di Italo Farnetani, pediatra di Milano, riportate dall’agenzia – in altre situazioni l’uso è improprio”. Dunque non si tratterebbe di quella panacea di tutti i mali a cui molte mamme (tra cui la sottoscritta) fa appello in caso di tosse, influenza o raffreddore. Tanto che il mio ometto ormai è un esperto e, in barba a molti suoi colleghi di due anni, si regge da solo la mascherina mentre guarda i cartoni. Ormai è “addestrato”.

“Nel caso di virus influenzale o parainfluenzale – ha spiegato Farnetani all’AdnKronos – è utile umidificare l’ambiente, perché si respira meglio in una stanza in cui l’aria non sia secca. Oltre a togliere il dolore al bambino, somministrando paracetamolo, e dargli un decongestionante”. “Quando i più piccoli hanno la tosse – ha aggiunto l’esperto – gli sciroppi sono pressoché inutili, così come i sedativi. E’ importante invece far bere molto i più piccoli, bevande calde ma anche fredde”. Senza dimenticare di tenere pulito il naso con frequenti utilizzi di soluzione fisiologica. Tuttavia l’aerosol non provocherebbe danni ma, al limite, sarebbe inutile, come riportato anche da nanopress.it, dove si legge inoltre che l’Associazione Culturale Pediatri avrebbe evidenziato l’inadeguatezza dell’uso di farmaci cortisonici inalatori, che in Italia spesso vengono prescritti dai pediatri per curare “le infiammazioni delle prime vie respiratorie dei bambini”. Teoria seguita anche dal mio pediatra di base, per dire.
Nell’articolo si cita inoltre di una ricerca che ha fatto parlare di sé verso la fine del 2015, avviata da Antonio Clavenna, responsabile dell’Unità di Farmacoepidemiologia del Laboratorio per la Salute Materno-Infantile all’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri di Milano: tale studio ha infatti mostrato attraverso un’analisi condotta su 520 casi (bambini da 1 a 5 anni di età) con infezioni delle prime vie respiratorie, che le cure con aerosol e cortisone, con cui sono stati trattati alcuni di loro, e quelle con aerosol e soluzione fisiologica, somministrate invece a un altro gruppo, non avrebbero avuto risultati differenti per quanto riguarda la durata dei sintomi.

Secondo Susanna Esposito, direttore dell’Unità di Pediatria ad alta intensità di cura al Policlinico di Milano, l’aerosol potrebbe invece rivelarsi utile in caso di bronchite asmatica, laringite e bronchiolite. Anche il Corriere.it ha riportato una dichiarazione interessante della dottoressa (che tra l’altro è anche presidente della World Association for Infectious Diseases and Immunological Disorders) che troverete qui di seguito. Credo possa essere utile almeno come spunto di riflessione. Come sempre, se avete qualche info. in più condividete! Io riporto solo quanto ho letto, ricordando sempre che, almeno per come la vedo io, è importante informarsi più approfonditamente e consultare sempre gli specialisti di fiducia.

“Ha senso per la cura della bronchiolite, della bronchite asmatica e della laringite – spiega l’infettivologa -, al contrario non serve nella rinofaringite, nella faringo/tonsillite e nell’otite media acuta, i comuni malanni di stagione. Se c’è eccesso di catarro nelle alte vie aeree l’unica pratica efficace sono i lavaggi nasali con una siringa riempita di soluzione fisiologica (10 ml per narice nei lattanti, 5 ml nei neonati), facendo passare il liquido da una narice all’altra: l’obiettivo è evitare la colonizzazione batterica nasale. In caso di bronchite asmatica, con broncospasmi ricorrenti, ovvero un restringimento dei bronchi che provoca grave difficoltà respiratoria, si può procedere con salbutamolo (farmaco broncodilatatore, ndr) e corticosteroidi (cortisone, ndr) in aerosol, mentre per la bronchiolite – un’infezione virale delle ultime diramazioni bronchiali frequente nel primo anno di vita – si fanno cicli solo con la soluzione ipertonica (ovvero acqua purificata con una concentrazione di sali superiore a quella del nostro organismo, che è dello 0,9%, ndr). Nella laringite ipoglottica, con tosse “a foca”, si opta per l’aerosol con soluzione fisiologica e cortisone. È bene aggiungere che la scelta dei corticosteroidi va fatta dal pediatra, perché non tutti hanno la stessa efficacia” (fonte: Corriere.it)

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