I nostri giochi in casa, tra malattia e pioggia

Lei ha superato i 30 da 4 anni (e ancora non ce la fa a dire ad alta voce la sua età tutta d’un fiato). Lui di anni ne sta per compiere 3. Immaginateveli costretti a convivere (ancora una volta) insieme tutto il giorno per 2 settimane, perché lui ha un’otite così brutta che l’otorino ha raccomandato a lei di evitare il nido per questo lungo lasso di tempo (Poi una si chiede come mai mi sia identificata così tanto nella protagonista di Room…) Fuori piove e tira vento. Spesso. Troppo spesso per i gusti di lei. A lui non frega più di tanto. Cosa farà questa strana coppia?

Eccomi finalmente qui a poter riassumere alcuni dei momenti migliori di queste due settimane in cui ho scritto poco e niente, per ovvi motivi. Scrivo qui di seguito un po’ delle idee che ci hanno aiutato a tirare avanti nei momenti di noia più estrema. Sono idee un po’ classiche, forse, che non fanno di me la Mary Poppins del 2016 (ma neanche pretendo di esserlo) e so di mio che in Rete ci sono mamme che una puntina e un elastico creano un flipper fatto in casa che neanche McGyver saprebbe dire come hanno fatto, ma senza pretendere di essere al loro livello offro comunque spunti utili per chi passa di qui in cerca di ispirazione e magari ha poco tempo.

Anzi, a ben vedere sono tutte idee molto semplici, ma proprio per questo non hanno richiesto grande impegno a me e a lui e ci hanno lasciato molto tempo per spassarcela, insomma. Ovviamente prima di tornare a “litigare” per l’ennesimo “nnnnnnnooooooo!” urlatomi in faccia dal nano tutto rosso (ve l’ho detto che non stiamo passando un periodo d’oro con questi fantastici terrible-two-quasi-terrible-three, vero?).

Insomma, ecco qualche idea, che si va ad aggiungere alla lista dei giochi da fare in casa con la pioggia di cui vi avevo parlato (tanto) tempo fa. Avete altre proposte? Se sì, mettetele anche qui nei commenti, tanto figurati se il problema non si presenterà di nuovo e allora avrò più fonti di ispirazione e non mancherò di ringraziarvi!

PASTA DI SALE

Un grande classico che qui non tramonta mai, a quanto sembra. L’abbiamo preparata insieme, ci abbiamo fatto l’impronta della sua manina e poi abbiamo messo queste piccole opere in forno, così da poterle regalare ai nonni. Ne parlo anche perché magari c’è chi può cercare la ricetta, com’è capitato a me. Io ho usato quella che si trova più frequentemente in giro: 100 gr. di farina, 50 gr. di sale fino, 10 ml. di olio (di semi o oliva), 60 ml. di acqua. Impastare tutto e poi, per cuocerla, basta metterla in forno a 130◦ per 4-5 ore. Quella che avanza, invece, può essere messa in frigo e lì dovrebbe conservarsi fino a sei mesi (non lo so, non ci siamo mai arrivati…).

ORIGAMI:

Altro grande classico, anche se il mio 3enne ancora non ce la fa a farlo del tutto da solo…anzi, diciamo che lui preferisce guardarmi e poi giocare con le creazioni, così siamo partiti dalle cose più semplici, che però io prima di qualche settimana fa non sapevo comunque fare. Barca di carta (per il nostro mini Minion) e girandola.

La prima è molto semplice da fare…questo schema dovrebbe già essere abbastanza significativo…

La girandola: spero di spiegare chiaramente ciò che mostra l’illustrazione, considerate che ho impiegato più tempo a scrivere che a farla…

Foto da Pinterest

1. Prendere un quadrato di carta (nel nostro caso aveva un lato bianco e un lato con una fantasia a pois)

2. Piegare il quadrato in modo tale che un angolo possa combaciare con quello opposto e poi ripetere l’operazione per gli altri due angoli, finendo poi per riaprire il foglio

3. Con una matita segnare un punto a circa 1/3 delle diagonali del quadrato così ottenute

4. Tagliare lungo le diagonali realizzate piegando il foglio e fermarsi dove c’è il segno della matita

5. Portare le punte, alternate, verso il centro e fissarle con un po’ di colla

6. Forare il centro con una puntina, ma io preferisco il fermacampioni, per essere più sicura che non sia pericoloso per P. (ok, sono paranoica, va bene??). Comunque il buco al centro dev’essere abbastanza grande da permettere di far ruotare la girandola, ma non troppo grande. E io sì, c’ho messo un po’ a trovare la grandezza giusta

7. Fissare la puntina/fermacampioni ad una cannuccia o ad una matita colorata

 

GIOCATTOLI ANNI ’80 (ma anche ’70-’90)

Sicure di non avere da parte qualche giocattoli di quando eravate piccole? O anche del papà? Ecco, io davo segni di pazzia già da piccola e, alle porte dell’adolescenza, quando ho dovuto/voluto mettere via i giocattoli per fare posto a cd, stereo, computer, libri e stranezze geek, ho dato precise disposizioni ai miei genitori di conservare con cura i miei giocattoli migliori in soffitta perché un giorno mia figlia, la mia adorata figlia femmina che un giorno avrei avuto. Sarebbe stata lei a ereditare quel tesoro. Ok, mi è nato un maschio e il resto è storia, ma dato che qui in casa combattiamo (per lo meno io) contro gli stereotipi maschio-femmina, P. ha scoperto con meraviglia le mie casette tutte rosa, con cui ha giocato per 4 giorni di fila (ora le ha dimenticate, com’è solito fare un po’ con tutto) salvandomi un po’ la vita. Mio marito invece non ha conservato nulla della sua infanzia, in questo senso, ma magari voi potreste essere più fortunate. Maschio o femmina, bambole o macchinette, ai bambini spesso piace semplicemente sapere che quelli sono stati i vostri giocattoli, un tempo. In più giocare con lui con le Polly Pocket (quelle vere, non quelle che ci sono adesso nei negozi) mi ha fatto tornare un po’ bambina ed è stato bellissimo.

 

GHIACCIOLI:

Stupite. Vi vedo stupite. E’ inverno e fai i ghiaccioli? Sì, perché in casa non faceva freddo per niente, perché così ho scoperto di poter far mangiare più che volentieri la frutta al nanetto, perché sono divertenti e colorati e a lui è piaciuto moltissimo fare la spremuta tutto da solo e poi versare il succo nei contenitori che stavano lì in credenza dall’estate scorsa, poverini, a chiedersi  se e quando sarebbero stati scartati e usati. Comunque in alternativa si possono usare anche sei bicchierini di carta,  ma a quel punto dovete assicurarvi che il bastoncino si tenga ben piantato al centro quando li metterete in frigo. Magari in questo modo suggerito da Giallozafferano

Immagine tratta da Giallozafferano.it

Quindi sì, vada per i ghiaccioli anche in inverno, così mamma chiude gli occhi e per un attimo pregusta la lontana estate.

Ah! Avevo trovato la ricetta in Rete, suggeriva di usare la spremuta, per quelli all’arancia, ma di aggiungere anche uno sciroppo da fare in casa con acqua bollita con tanto zucchero. Ho fatto l’errore di seguire quella ricetta (50 gr di zucchero per 4 ghiaccioli…) e mi sono ritrovata P. attaccato ai muri come Spiderman per l’iper-eccitazione da zuccheri. Ho imparato che basta anche solo la spremuta, da mettere in freezer e lasciare finché non si solidifica il tutto. Comunque a quel punto si può usare frutta diversa e vista la calda accoglienza per la novità avevo anche pensato di fare ghiaccioli agli spinaci e ai broccoli per superare la sua diffidenza, ma poi ho mollato l’idea (non del tutto)

 

Ecco…tanto per dire come stava “fatto” dopo la botta di zucchero.
DA EVITARE!

COLLAGE:

Dal momento che il piccolo boss ancora non sa usare le forbici (si limita a fare solo breve linee dritte), è servito un po’ l’aiuto di mamma per tagliare, ma per il resto è andato da solo, attaccando con la colla su un foglio i suoi personaggi dei cartoni preferiti, ricavati dalle riviste che mia madre compra in edicola, sommergendoci. Tra l’altro eravamo riusciti a farne altri con tanti colori, pezzi di foglie…ma non sempre riesco a immortalare tutto.

 

Ovviamente poi mi sono appellata anche a pastelli e pennarelli, ma a lui non piacciono molto, e ovviamente a puzzle, timbrini e stickers. Voi quali altre armi usate per i giorni di malattia in casa?

2 thoughts on “I nostri giochi in casa, tra malattia e pioggia

  1. oh povera, ti credo che non ti passa più!!!
    Comunque le tue sono idee che vanno benissimo: la pasta sale non l'ho ancora mai fatta, mi limito al pongo comprato, però chissà, alla prossima reclusione per malattia potrei provare; i ghiaccioli li faccio con il succo di frutta comprato (manco ci provo a fare io); i collage ormai se li fa da solo, anche se poi la colla è letteralmente OVUNQUE; gli origami sono da sempre una mia passione e quindi ci sbizzarriamo, con l'effetto collaterale che poi non so più dove mettere tutte le nostre creazioni!
    quanto ai giochi che erano miei, ne ho ancora e anche io li uso come jolly, tirandoli fuori nei momenti di disperazione (polly pocket originali compresi, ho anche la valigetta con la città dentro!)

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  2. grazie per la comprensione 😀 ammetto che l'idea degli origami infatti deriva da un vecchio post tuo scritto per non so quale blog (mi sembra fosse un guest post) in cui avevi fatto dei “pupazzetti per dita” (finger puppets, per fare la cosmopolita 😀 ) bellissimi!! Ho provato a rifarli per Pablito ma che te lo dico a fare?….già è tanto se sono riuscita a fare trottola e girandola 😀

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