Biscotto Plasmon: eliminato l’olio di palma dagli ingredienti, per la gioia delle mamme

Prima che nascesse una mamma, c’era una bambina che aveva a sua volta una madre molto attenta all’alimentazione della sua piccina. Una di quelle che non ti lasciano mangiare troppe merendine confezionate e che il fast food non voleva neanche sentirlo nominare, per intenderci, ma che ogni tanto chiudeva un occhio. Prima che nascesse una mamma, c’era un’adolescente che, come reazione al regime salutista di sua madre, appena ha avuto la possibilità di uscire da sola si è buttata in un fast food, ha chiuso la porta dietro alle proprie spalle e ha buttato via la chiave, rimpinzandosi di schifezze.


Poi la ragazzina è diventata donna ed ha avuto anche un figlio, così le parole di sua madre hanno iniziato ad avere ancora più senso. Prima la spesa si faceva in base a quali prodotti fossero più veloci da cucinare e mangiare, poi ci sono volute decine di minuti, davanti agli scaffali dei negozi, per capire quali omogeneizzati, biscotti o tipi di latte comprare.

Per quanto riguarda l’attenzione all’alimentazione, ci spendo parecchie energie, ma non sono paranoica. Mi pongo allegramente tra quelle madri che puntano sul bio come se non ci fosse un domani e quelle che ogni tanto cedono davanti a una merendina offerta da un amichetto al parco. Ecco, conosco mamme (davvero) che se i figli mangiano un pacchetto di cracker o una fetta di prosciutto di cui non sanno la provenienza, magari ad una festa, si fanno prendere dagli attacchi di panico. Non sono così. Credo che l’importante sia sempre tenersi informati e aggiornati, facendo mangiare il proprio bambino nel modo più sano possibile per la maggior parte dei giorni, contribuendo così alla sua crescita. Se la nostra cucina è abitualmente ricca di cibi sani, anche se ad una festa di compleanno si fa uno strappo alla regola non c’è problema. Di solito cerco di cucinare personalmente le merendine di P., tra torte e biscotti fatti in casa, ma non sempre c’è tempo per farlo, quindi perché non avvalersi dei marchi di cui mi fido?

 

Biscotti Plasmon: nuova gamma senza olio di palma tra gli ingredienti

Biscotti Plasmon: scatola

Se negli anni ’80 mia madre super-salutista era un’eccezione (almeno tra quelle della mia classe alle elementari), oggi siamo tendenzialmente più attente circa gli ingredienti dei cibi industriali che offriamo ai nostri figli. Per questo alcuni genitori si sono rivolti ad una grande azienda come la Plasmon per chiedere di produrre biscotti come quelli che tradizionalmente sono arrivati nelle nostre case per decenni, ma eliminando l’olio di palma tra gli ingredienti. Olio di palma che, diciamolo, non sta simpatico neanche a me. Non rientro tra chi lo vede come il male del secolo, ma neanche ci inzupperei mio figlio dentro. La richiesta comunque è stata accettata, cosa che ha colpito non poco me e le altre mie “colleghe” (basta dare un’occhiata al video qui sotto, per farsene un’idea). L’azienda ha lanciato l’iniziativa #tiabbiamoascoltato, riferita proprio alle richieste dei genitori, ed ha deciso di puntare su olio di girasole e olio di oliva, una modifica che ha fatto però rimanere il famoso biscotto come quello di sempre, quello che tutte abbiamo imparato a conoscere.

“Durante l’ultimo anno abbiamo ascoltato le mamme e abbiamo fatto del nostro meglio per rispondere alle loro richieste, mantenendo al contempo le caratteristiche distintive del Biscotto Plasmon – ha affermato Serena Di Matteo, responsabile Brand & ADV Plasmon e Marketing Manager categoria Biscotti – siamo felici di annunciare che la nuova gamma è pronta e a breve sarà in tutti i punti vendita”.



Non può che farmi piacere, visto che il biscotto Plasmon era uno dei pochi prodotti approvati anche
da mia madre quando ero piccola e visto che P. lo adora. Quando ero piccola, inoltre, con i miei genitori passavamo spesso con la macchina davanti allo stabilimento di Latina, durante il tragitto per alcune delle nostre gite fuori porta, ed io schiacciavo il naso contro il finestrino immaginando cosa potesse esserci lì dentro. Nella mia testa era un po’ come la fabbrica di cioccolato di Willy Wonka, insomma. Così mi si è un po’ stretto il cuore quando ci sono passata per la prima volta con P. seduto sul seggiolino di dietro e gli ho detto: “Vedi, amore, lì fanno i biscotti che mangi tu…”. Ora ogni volta che ci passiamo davanti è lui che sogna ad occhi aperti…



Tra l’altro questo biscotto mi è stato anche utile per lo svezzamento: avevo molta paura del fatto che strozzarsi, lo ammetto, soprattutto lui che ha iniziato molto tardi a masticare. Questo biscotto si scioglieva praticamente in bocca, quindi lo ha aiutato anche a passare dai cibi più liquidi a quelli più solidi. Inoltre l’ho usato anche per “inventarmi” alcune merende proprio poco dopo lo svezzamento: ad esempio versavo uno strato di frutta frullata in fondo ad un bicchiere, ci mettevo sopra lo yogurt bio e completavo il tutto con una copertura di biscotti sbriciolati in cima. Pablito ne andava matto e io riuscivo a fargli mangiare di buon gusto frutta e yogurt. Per maggiori informazioni, comunque, vi consiglio di visitare il sito dell’oasi della crescita, dove troverete altri dettagli al riguardo.
P. potesse

Merenda che usavo durante lo svezzamento:
uno strato di frutta, uno di yogurt e biscotti Plasmon

 

Buzzoole(post nato dalla collaborazione con Plasmon)

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