Mindfulness: vivi qui e ora. Significato, libri e esercizi che mi sono stati utili

Eccomi qui, stavolta il lunedì non è sinonimo di stress, ma anzi, per me è arrivato come una bella giornata: P. è potuto tornare a scuola a giocare con i suoi amici e abbiamo un po’ interrotto la simbiosi delle ultime due settimane, che da una parte è stata bellissima, dall’altra è stata un po’ pesante. Abbiamo colorato le nostre giornate con giochi, risate, litigate concluse con un abbraccio, balli improvvisati sulla musica dei Beatles, ma non sempre mamma era davvero serena.

Tanti pensieri, tante preoccupazioni che si affacciavano nella sua testa. Poco tempo per capire cosa fare per risolvere certi problemi, che richiederebbero almeno qualche minuto per ragionare con calma. Ma dato che ho iniziato il 2016 all’insegna della positività e dell’ottimismo, quindi ho deciso anche io di abbracciare, per quanto ci riesca, l’approccio Mindufulness che va tanto di moda ora. Dopo averne sentito parlare qui e là ho deciso di voler approfondire la questione, al momento da autodidatta, leggendo articoli e alcuni libri che mi hanno iniziato a far capire il ragionamento sotteso a questa “filosofia di vita”, anche se non credo sia del tutto giusto definirla così.

Dato che al momento sono anche intenzionata a rispolverare il mio inglese un po’ arrugginito, ho pensato di unire l’utile al dilettevole  d ho puntato su alcuni ebook gratuiti: A History of Mindfulness, Five Minute Meditation – Mindfulness, Stress Relief, and Focus for Absolute Beginners di Lisa Shea, ma soprattutto 31 Day Mindfulness Challenge. L’ultimo è davvero utile, perché propone semplici esercizi quotidiani utili per iniziare a capire il meccanismo.

Mindfulness è la traduzione di “sati” che in lingua pali (il linguaggio utilizzato dal Buddha per i suoi insegnamenti) significa essenzialmente consapevolezza, attenzione, attenzione sollecita. Queste qualità dell’essere possono venire coltivate attraverso la meditazione. Il concetto di Mindfulness deriva dagli insegnamenti del Buddismo (Vipassanā), dello Zen, e dalle pratiche di meditazione Yoga, ma solo dagli anni settanta negli Stati Uniti per opera di un medico del Massachusetts: Kabat-Zinn, questo modello è stato assimilato ed utilizzato come paradigma autonomo in alcune discipline mediche e psicoterapeutiche italiane, europee e d’oltre oceano. (Wikipedia)

Buddismo, yoga, zen, psicoterapia…era chiaramente roba per me, insomma! 🙂 Per farla molto molto breve, avete presente, per esempio, quando fate la doccia o pranzate e pensate a tutt’altro, senza godervi né il getto dell’acqua sulla pelle né il sapore del pasto sulla lingua? Ecco, ormai vivo troppo spesso così, preoccupandomi del futuro (anche immediato) invece di godermi il presente, il momento. Senza contare i pensieri negativi, quelli in cui sono iper-critica verso me stessa, in cui vedo solo il lato più pesante e negativo. Peniseri inutili, tra l’altro, che non fanno che pesare e ritardare la velocità con cui riesco ad agire realmente ai problemi. Soffermarsi sulle proprie sensazioni, sui fatti, sulla semplice constatazione che anche i momenti negativi fanno parte della vita e vanno accolti, senza giudicarli, aiuta a guardare tutto con maggior distacco e, quindi, lucidità.

Al momento tendo a identificarmi con i miei pensieri più cupi, che però non sono sempre generati da fatti reali. Anche allontanare forzatamente quei pensieri, però, paradossalmente non aiuta, come invece accade quando li includiamo nella nostra vita. Non so se sono riuscita a spiegarmi, ma se c’è qualcuno che passa di qui e può farlo meglio di così, come sempre è il benvenuto e spero possa lasciare un commento qui di seguito, così da poter approfondire l’argomento.

31 Day Mindfulness Challenge mi è piaciuto in modo particolare perché suggerisce 31 sfide giornaliere che già danno i primi risultati. Come realizzare il proprio gratitude journal, su cui segnare quotidianamente (o quasi, comunque con costanza) almeno tre motivi per cui la giornata appena trascorsa ci ha donato un po’ di felicità. Può essere ballare con P., aver finalmente preso un caffè con un’amica che non vedevamo da tempo, l’abbraccio dei propri genitori o del proprio compagno o qualche altra soddisfazione che magari sarebbe volata via, se non ci fossimo soffermati a pensarci sopra e a metterla nero su bianco.

Oppure spegnere cellulari, tv, radio e gustarsi un pranzo concentrandosi sul sapore di ogni boccone, cosa che aiuta anche a non ingrassare o mangiare in modo compulsivo, tra l’altro. Sembra facile ma, almeno per me, non lo è. Usare talvolta la mano sinistra (o destra, per i mancini) per compiere azioni quotidiane come pettinarsi, così che il nostro cervello sia obbligato a prestare maggiore attenzione a quello che stiamo facendo. Ringraziare chi ci sta intorno o comunque sfruttare qualche occasione per dirgli quanto gli siamo grati, come se potessimo non rivederlo mai più. So che qui il gesto scaramantico ci sta bene, ma in effetti troppe volte diamo per scontato tutto, anche le persone. In questo senso, anche la art therapy che pure va tanto di moda adesso (detto in parole povere, i disegni da colorare per gli adulti) rientra nell’ottica mindfulness. Un modo che molti, tra cui me ultimamente, trovano utile per allontanare l’ansia e lo stress, tirando fuori anche il proprio lato creativo e concentrandosi sull’attività del momento. Ormai ce ne sono molti in commercio, ne avrete visti parecchi in giro sugli scaffali delle librerie. Consiglio di provare.

Five Minute Meditation è un approccio davvero semplice verso la meditazione ed il concetto di base è: vuoi dirmi che non hai anche solo 5 minuti per meditare? Inteso come il soffermarsi esclusivamente sul proprio respiro, sulle proprie sensazioni, senza lasciare che i nostri pensieri ci distraggano. Di solito se parliamo di meditazione ci vengono in mente asceti, monaci buddisti, ampi pantaloni di lino e morbidi cuscini su cui sedere, ma in realtà, come suggerisce il libro (e non solo lui) si può meditare camminando, standosene sdraiati nel letto cinque minuti prima di andare a dormire. C’è il rischio di addormentarsi, ma…

Cinque minuti, in fondo, li sprechiamo in tanti modi, social network in prima linea, impossibile non trovarli. La mia difficoltà sta proprio nel non riuscire ad allontanare i pensieri per 5 minuti. Cavolo, per 300 secondi io non riesco ad evitare che si affollino nella mente pediatra, lavoro, spese, telefonate da fare ecc ecc. Però piano piano, con la pratica, sto migliorando e spero di poter approfondire la questione, arrivando anche ad allungare il tempo.

Tra l’altro sto cercando di avvicinarmi all’approccio Mindfulness perché ho davvero molte cose da riorganizzare, nella mia vita, che al momento è un po’ sottosopra e mi servono energie e concentrazione. Invece sento che spesso le energie se ne volano dietro questioni a cui dedico troppo tempo, per quel che valgono. Vorrei essere più presente “qui ed ora” per godermi davvero una cena, una passeggiata primaverile, il sole che inizia a scaldarmi sempre di più la pelle. Troppo spesso mi sento una sorta di automa che fa solo quello che va fatto, che non si gode pienamente neanche quei rari momenti di relax e spensieratezza, anzi. Quasi mi danno fastidio, quasi mi fanno sentire in colpa perché mi distraggono dalla produttività. Così finisce che, al contrario, sono ancora più stanca di quanto dovrei, perché non mi sono presa neanche quella pausa per rigenerare i pensieri. Penso di voler tornare sull’argomento, appena posso, perché sento di essere solo all’inizio. Nel frattempo, se volete dedicarvi allo yoga, per rimanere in tema “come-migliorare-se-stessi”, vi consiglio anche un post molto interessante di Mammavvocato. Insomma, qui la volontà per cambiare le cose la stiamo usando tutta. Voi ne sapete qualcosa in più? Avete altri suggerimenti?

6 thoughts on “Mindfulness: vivi qui e ora. Significato, libri e esercizi che mi sono stati utili

  1. Ecco, la pensiamo allo stesso modo!
    Il pensiero positivo è potente.
    Da anni, marito ed io, la sera prima si spegnere la luce, ci raccontiamo tre cose belle successe durante il giorno: ti assicuro che anche nelle giornate più schifose le tre cose belle ci sono.
    E da quando facciamo questo gioco, sono più felice perché più consapevole della bellezza della vita, anche se siamo messi alla prova da mille difficoltà e complicazioni!!

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  2. Infatti ho trovato il tuo consiglio perfettamente in linea con questo periodo della mia vita!! Penso di proporlo anche a mio marito, anche a lui farebbe bene 🙂 W le scintille di gioia!

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  3. Finalmente ho letto con calma il tuo post! In effetti, mi pare che ciò che faccio io quando sono al corso di yoga o pratico yoga a casa, sia in sintonia con l'approccio mindufulness, anche se quest'ultima parola non la sopporto perchè non riesco nè a pronunciarla, nè a sciverla senza doverla copiare!
    Io trovo che anche lo sport, soprattutto se all'aria aperta, aiuti a concentrarsi sull'attimo. L'arrampicata, in particolare, è maestra di concentrazione sul singolo gesto e momento. Quando sono fuori casa, in gita o anche solo a fare un giro in bicicletta con mio figlio, è proprio questo che sperimento: mi godo l'attimo, se posso fotografo la bellezza e la poesia di ogni angolo, fiore, cielo o del sorriso di mio figlio…solo che poi, nel resto della quotidianità, come tutti, vado troppo di fretta.Un pò vorrei fermarmi e fare ordine, un pò la testa è sempre piena di pensieri che solo la fatica fisica ed il lavoro riescono a tenere lontani, così facendo però non riesco ad elaborarli…in altre parole, un casino, come scrivi tu! Chissà se trovo la versione italiana del libro sui 31 esercizi quotidiani…grazie mille per la citazione, sono contenta che il post ti sia piaciuto e…grazie!

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  4. Ahahaha anche io all'inizio non me la ricordavo mai come parola ahahaha comunque si, sport e soprattutto sport come l'arrampicata credo che favoriscano assolutamente la concentrazione sul momento! Sapevo che comunque tu è questa mentalità eravate in linea 😉 sicuramente ci saranno anche libri i italiano…penso un bel po' anche! Infatti ora ne pprimediero qualcuno anche io 😉

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