#EduchiAmo: lettera a mio figlio sull’educazione, atto d’amore di ogni genitore

“I bambini interiorizzano ciò che apprendono sui limiti che ponete loro, ma al loro ritmo (…) ogni limite fissato rappresenta un’occasione di crescita. L’essere costretti a mangiare invece che a giocare, offre l’opportunità di risolvere un conflitto. Se il bambino riesce, è un primo passo vero la fiducia nella propria capacità di risolvere le difficoltà. La fermezza della mamma aiuta a far capire al bambino che le cose hanno uno struttura, che gli eventi hanno un inizio , uno svolgimento e una fine. Questo gli servirà per superare i momenti difficili (…) 
Un “no” non è necessariamente un rifiuto o una prevaricazione, ma può dimostrare fiducia nella sua forza e nelle sue capacità”
(I no che aiutano a crescereAsha Philips)
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Così alla fine ci siamo ritrovati anche noi a questo punto della nostra storia: educare il bambino. Il tempo delle coccole e dei giochi non è finito e non finirà mai, ma ora è anche tempo di fare tutte queste cose alternandole con qualche “no” e una buona dose di “basta così”. E’ da un bel po’, a dire il vero, che questo tempo è arrivato.

La fase dei terrible two ci ha investito come un fiume in piena, quello che era un neonato/lattante decisamente vivace è diventato un bimbo con una personalità forte (di cui vado orgogliosa) che spesso si scontra con le prime regole del vivere comune, con il rispetto per gli altri e per gli oggetti, con quei limiti che è difficile comprendere.
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Lo so, bambino mio, spesso è difficile anche per me accettare i limiti. Sei frutto di due persone che hanno sempre ragionato fuori dagli schemi, ma che al tempo stesso hanno sempre portato rispetto all’altro, cercando di non danneggiare mai il prossimo. Se accetti i nostri consigli, però, vedrai che questo ti servirà nella vita, anche quando penserai il contrario, anche quando ti sembrerà che siano sempre i più forti e i più prepotenti a vincere.

A volte, ultimamente, mi ritrovo a pensare che educare costi molto, ma so anche che è una delle più alte forme d’amore. Perché a volte la stanchezza prende il sopravvvento e io per prima non ho la forza per essere costante, in questo senso.

E’ più facile farti giocare con l’iPad tutto il tempo che vuoi, così io avrei tempo per fare altro. Fosse per te ci passeresti così tanto tempo davanti al MIO tablet che io potrei tranquillamente lavarmi i capelli, farmi una chiacchierata con un’amica al telefono, andare a fare una corsetta e magari sbrigarmela con il cambio di stagione e ti ritroverei ancora lì, incantato davanti ai primi giochi. La tentazione è tanta, piccolo “amico mio”, te lo confesso. Perché mi costa di più litigare con te per farti spegnere quel coso, per non farti diventare dipendente come lo siamo spesso stati io e tuo padre. Mi costa convincerti che un libro sia meglio di quell’affare. A volte mi hai urlato contro, mi hai tirato qualche schiaffo alle gambe, ma io ero lì ad accettare tutto questo per amore.

Sarebbe più facile farti vedere tutta la Tv che vuoi, ora che hai capito le potenzialità della tecnologia.

Non è facile spiegarti che i giochi vanno condivisi con gli amici, che non si alzano le mani sugli altri bambini. Sarebbe più semplice fare spallucce e continuare a controllare gli sms sul cell come ho visto fare ad altre mamme. Non le giudico, però, perché magari in quel momento erano stanche anche loro e sarà capitato anche a me di farlo senza accorgermene, forse.

“Ai miei tempi” (oddio, come mi sento vecchia…) era più difficile trovare così tanti giocattoli a portata di ogni portafoglio. Che vuoi che siano 3 euro per un giornalino con gadget, 1 euro per una macchinetta, 2 euro per un pupazzetto…per molti giorni, negli ultimi tempi, mi sono arresa e, pur di farti star buono, ho ceduto e ti ho concesso piccoli regalini su cui si posava il tuo sguardo, senza parlare dei nonni. Le regole che loro imponevano a me da piccola non valgono per te, ma si dice in giro che sia normale tutto questo. Perciò spesso arrivano a casa nostra “bussando con i piedi” e ti portano in dono giocattoli che io non ricevevo neanche a Natale, tra un po’. Così se ne va in fumo tutto il mio progetto di farti capire il valore delle cose o farti prendere la giusta direzione incentivandoti anche con piccoli “premi” che ti potrebbero dare siddisfazione.

Ho parlato con loro, ho parlato con me stessa (con tuo padre non c’è stato bisogno, perché lui è l’unico che sui regali ci vede lungo e dosa con sapienza la questione): sarebbe più facile darti ciò che vuoi fino a che lo stipendio lo consente, ma diventeresti uno di quei ragazzi e uomini che non accettano i “no”, non accettano il fatto che la vita non sempre ci concede tutto quello che desideriamo.

Mi auguro per te il meglio, ovviamente: un amore felice, una carriera brillante, viaggi e comodità, ma qualunque sarà la tua posizione sappi che ci sarà sempre qualcosa a cui non potrai arrivare e dovrai saper gestire questa frustrazione. Troppa gente, in giro, sempre più ottenebrata dall’immagine falsata della vita che viene amplificata da social e reality, confonde l’essere con l’avere e ammetto di averlo fatto anche io per lunghi periodi. E stavo male, te lo assicuro. Compravo, ottenevo, lottavo per avere e poi la mia mira si spostava sempre più in alto.

Ma anche tu mi stai educando: mi hai insegnato un tipo di amore mai provato prima e mi hai insegnato, senza volere, quanto sia disposta a sacrificarmi per questo stesso amore. Spero di fare un buon lavoro, spero che valga la pensa affrontare la tua rabbia per i miei divieti, informarmi, cercare di capire, studiare, osservarti. Perché credo che ogni genitore che compie questo sforzo, a spese dei suoi nervi, stia facendo un dono al mondo: quello di sperare che stavolta sia la volta buona per creare la famosa “generazione migliore” che aspettiamo ormai da decenni (vogliamo dire “secoli”?). Non era neanche la mia quella buona, a quanto pare, e solo in età adulta ho capito il dono che i miei genitori mi hanno fatto.

Detto questo, vorrei ringraziare le StorMoms che questo mese hanno lanciato il tema #EduchiAMO. Finalmente sono riuscita a lasciare anche io un “segno”, perché ci tenevo davvero molto. Se anche voi volete unirvi, visitate la loro pagina Facebook, dov’è possibile trovare anche tutti gli altri contributi e confrontarsi con nuove e vecchie compagne di viaggio 🙂

4 pensieri riguardo “#EduchiAmo: lettera a mio figlio sull’educazione, atto d’amore di ogni genitore

  1. …ricordo che “ai miei tempi” un ovetto Kinder non era affatto scontato, mentre oggi mia figlia lo snobba dato che nella borsa della nonna ce n'è sempre uno, come anche la bustina dell'edicola che spesso le porto io, dopo una giornata fuori casa per lavoro, per colmare il senso di colpa…
    L'importante è non farsi sopraffare dalla stanchezza e se anche ogni tanto capita, il nostro buon lavoro non ne risente.
    Baci
    Vivy

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  2. No, anzi…a volte so che dietro la facciata di tante buone mamme che scrivono i blog o mi parlano da amiche c'è anche tanta stanchezza che tentano di non far trasparire e ci sarà anche qualche manciata di minuti più del previsto davanti a tablet o in tv…ma in generale mi sembra che tra maggiori informazioni, attenzioni e voglia di cambiare le cose, la nostra generazione di mamme sia davvero niente male e possa far sperare nel futuro. Sentendo i fatti di cronaca lo spero davvero tanto, con tutto il cuore, e mi motiva fare del mio meglio, per amore suo e di tutti ❤

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