“Bianca come il latte, rossa come il sangue”: nel libro il ricordo dei primi amori, quelli che non temono nulla

Oggi sarà che sono irrequieta o che sono scatenata, ma sto scrivendo come una pazza e ne approfitto. Torno a parlare di libri e lo faccio con un titolo di cui avevo tanto sentito parlare, l’anno scorso, e che mi sono convinta a leggere dopo aver letto un post della mia cara Mammavvocato: si tratta di…

Bianca come il latte, rossa come il sangue, libro di Alessandro d’Avenia

L’ho finito un anno fa ma non avevo mai avuto il tempo di parlarne, però ora me lo sono ricordato in occasione del Venerdì del libro di Homemademamma. Detto questo, passo al sodo.

Questo romanzo secondo me ha di buono, se lo leggi superati i 30, che ti riporta nel mondo fatato/maledetto dei liceali. Mi ha ricordato i primi amori non dichiarati, quelli che vivevano più di fantasie che di realtà (e dunque anche i più belli e crudeli della nostra vita). Ma anche quell’amore che non temeva la morte, la malattia, il tempo che passa. Tutto eterno, unico, senza “ma” e senza “se”. Diciamo anche che se l’avessi letto in quegli anni lì sarei morta di gioia e sarebbe entrato nelle mie letture del cuore, invece alla luce della mia età l’ho letto con uno spirito di nostalgia e ho trovato anche un po’ noiosi alcuni passaggi un po’ troppo retorici. Utili, però, se si è più giovani. Non perché abbia imparato chissà cosa dalla vita, ma alcune “frasi a effetto” mi fanno meno effetto ora.

Comunque lo stile di scrittura è piacevole e credo che l’autore abbia fatto un buon lavoro con la sua penna. Insomma, ho letto autori di romanzi che sono diventati un cult e sono finiti al cinema (non faccio nomi, ci siamo capiti…) che ti domandi come abbiano fatto a fare i soldi con quella roba banale, invece in questo caso ho trovato molta poesia e romanticismo in quelle pagine, che sono un buon compromesso tra leggerezza e voglia di riflettere.

Un amore adolescenziale che sbatte il muso contro i contorni duri della malattia, un professore ideale (troppo?) che contribuisce a far crescere il protagonista, Leo, a fargli capire cosa è importante e cosa no, dove si nascondano i sogni e quanto sia difficile e importante coltivarli. A costo di soffrire, a costo di non smettere mai di lottare. Non ho visto la trasposizione cinematografica, ma già leggendo il libro già mi sembrava di vedere un film.

Al liceo ho amato Jack Frusciante è uscito dal gruppo, di Enrico Brizzi, e l’ho riletto qualcosa come 3 volte, copiando i passaggi che ho apprezzato di più su molte pagine della Smemoranda mia e delle mie amiche (un must, quando sedevo tra i banchi di scuola, altro che blog!). Rileggendo alcuni frammenti oggi, però, non li trovo più così grandiosi, per quanto piacevoli, e Bianca come il latte, rossa come il sangue mi sembra simile. Può essere tranquillamente letto anche alla nostra età, ma lo consiglierei con più convinzione ancora ai ragazzi.

Il ricordo  di questo libro lo conservo tuttavia nel cuore anche dopo parecchi mesi, la sensazione che mi ha lasciato è stata come quando incontri per caso un amico più giovane che riporta a galla alcune sensazioni che avevi dimenticato, una parte di te lasciata tra i corridoi del liceo ma che rimarrà sempre importante nella nostra vita. Quindi, se vi va, non è male tornare a guardare di nuovo il mondo con quegli occhi lì, quelli di Leo, della sua fedele amica Silvia e della bella e delicata Beatrice (nome, per altro, a me particolarmente caro per ovvi motivi!).

Bianca come il latte, rossa come il sangue: parte della trama del libro

 

Il romanzo racconta in prima persona la storia di Leonardo (meglio conosciuto come Leo), ragazzo di 16 anni innamorato di Beatrice, una ragazza dai lunghi capelli rossi. La vicenda si svolge in circa 270 giorni, iniziando con l’anno scolastico, un breve spezzone delle vacanze estive e il primo giorno di un nuovo anno scolastico. Leo descrive la scuola come una perdita di tempo, ma grazie ad essa ha conosciuto Silvia, la sua fedelissima migliore amica segretamente innamorata di lui. Oltre ad essa giocano un ruolo importante nella sua vita Niko, il suo migliore amico, con cui gioca nella squadra di calcio della scuola, i “Pirati”, Gandalf, il professore di religione, i suoi genitori, ed il “Sognatore”, un giovane supplente di storia e filosofia con cui Leo ha inizialmente un rapporto controverso.Leo all’inizio lo considera uno “sfigato”, ma l’insegnante riuscirà col passare del tempo a coinvolgerlo nelle sue lezioni e a fargli capire l’importanza dei sogni. (il resto potete scoprirlo leggendo oppure sulla pagina apposita di Wikipedia) 

5 thoughts on ““Bianca come il latte, rossa come il sangue”: nel libro il ricordo dei primi amori, quelli che non temono nulla

  1. Beh, lo spero tanto ❤ sai che per i libri mi segno tanti titoli di quelli che suggerisci e poi pian piano arrivano tutti a casa nostra (o io o mio marito, spesso è incasinato e provvedo io a fargli trovare qualche regalino!) in generale mi ritrovo spesso nelle tue considerazioni...da qui arriva il "cara", ormai sei quasi come una vicina di casa. Solo più simpatiche di quelle che effettivamente vivono nel mio comprensorio 🙂 un giorno ne parlerò!

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