Libri per bambini di 3 anni sulle emozioni e la paura, tra pesci, gattini e scatoloni da chiudere bene

Tornare a scrivere in occasione del Venerdì del Libro per me è una buona notizia: vuol dire che ho ritrovato tempo, anche se poco, da dedicare a quello che davvero mi piace fare, ovvero leggere e leggere al mio piccoletto. Questa settimana, infatti, torno a parlare di libri che ho scelto insieme al 3enne. Ultimamente sto cercando libri che mi aiutino ad affrontare con lui la gestione delle emozioni, visto che ancora lo vedo incapace di gestire soprattutto, a volte, la rabbia, la delusione, i “no” oppure la frustrazione per non saper fare qualcosa (costruire con i Duplo, disegnare come si deve…lui già aspira a dipingere come Leonardo, da quello che ho potuto notare) eccetera eccetera.

Quando lavoravo nei laboratori teatrali con i bambini piccoli, una delle cose che più amavo era sfruttare quello strumento per avvicinarli a certe emozioni, fargliele vivere attraverso testi, personaggi e piccole scenette, e poi tornare alla vita di tutti i giorni, ma più arricchiti. Così penso che possano fare i libri. Così avviene, in fondo, anche quando noi adulti leggiamo un testo che ci fa riflettere.

Non ho ancora trovato libri per la sua età che affrontino rabbia e gestione dei “no”, ma credo di aver letto tra le mie amiche blogger che ce ne sono molti in giro al riguardo (avete titoli e suggerimenti? Sparateli nei commenti, please!). Ho però trovato tre libri molto carini che in qualche modo trattano la gestione dei sentimenti che ancora lui non conosce pienamente (e forse neanche noi adulti…ma sto divagando), due dei quali ruotano intorno al concetto di paura.

Non che il mio nanetto dimostri mai di aver chissà quanta paura, anzi, ma mi accorgo che lo rincuora sapere che altri bambini o animaletti sono fallibili, che possono aver bisogno di prendere coraggio per affrontare certe situazioni. Me ne rendo conto quando lo vedo così stranamente assorto in quei racconti, più del normale, desideroso di non perdere neanche una parola. Lui, che di solito si distrae con un niente. Comunque, ecco i titoli:

“Emozioni”: un libro per bambini…come pesci!

Emozioni: libro per bambiniIl primo titolo la dice lunga: “Emozioni”. L’ho scelto perché, parlando di un bambino di tre anni, al momento la grafica e l’uso dei colori conta tanto quanto, se non più, delle parole. C’è il pesce spaventato, quello furioso, quello timido e così via ed ogni pesce disegnato (senza parole, se non quella riferita all’emozione in questione) rende l’idea del sentimento a cui fa riferimento, non solo per i colori scelti e per l’espressione del pesciolino, ma anche per il tratto usato in questo libro di Mies Van Hout. Tra l’altro noi facciamo spesso un gioco: io scelgo il pesce e il piccoletto interpreta quell’emozione, come ad un provino.

Lui finta di piangere se il pesciolino è triste, saltella se è felice, urla forte se è furioso, il che mi sembra lo aiuti a tirare fuori quello che ha dentro, oltre che divertirlo per qualche minuto. Ovviamente parlo da mamma, non da psicologa o pedagogista, ma da chi osserva il suo bambino con il cuore e ha imparato a conoscerlo un bel po’.

Emozioni: libro per bambini illustrato
…”senza parole, se non quella riferita all’emozione in questione”…
Emozioni: libro per bambini come pesci
Vi sembra abbastanza nervoso, questo pesce? 🙂

“Facciamo Bù!”: il libro per bambini coraggiosi

 

Amo la casa editrice La Coccinella da quando sono piccola, visto che già nei gloriosi anni ’80, mi nutrivo dei loro libri “bucherellosi”, che erano tra i miei preferiti. Ora passo la palla a mio figlio con questo libricino divertente, che esorcizza alcune delle paure più comuni tra i giovanissimi lettori. L’uomo nero, la strega cattiva, il lupo…chi l’ha detto che non possiamo essere noi a spaventarli e a mandarli via, dentro uno scatolone che papà Sole richiuderà al mattino? Una bella metafora, tra l’altro, anche per noi genitori. Capo ufficio, parenti serpenti, amici ingombranti, pericoli di varia natura che purtroppo ci si parano davanti sempre più spesso…proviamo a fargli “Bù” anche noi? Magari a voce bassa, mentre siamo soli in macchina…altrimenti ci ricoverano in manicomio.

Anche in questo caso, comunque, il libro è stato anche lo spunto per un gioco in giardino, durante la festa dei 3 anni di una nostra amichetta: su cartoncino sono stati stampati i protagonisti “cattivoni”, alcuni bambini sono stati chiamati a interpretare quei personaggi, mentre gli amici gli dovevano urlare in coro “Buuuuu!” per far finire quelle figure dentro lo scatolone delle paure. Devo dire che ha funzionato, a loro è piaciuto.

 

 

“Mirtillo non vuole fare la nanna”

 

Mirtillo è davvero simile a mio figlio: non tanto per la paura del buio o dei mostri, ma perché pur di non farci allontanare dalla sua cameretta si inventerebbe qualunque scusa. “Mamma, ho sete, mi porti l’acquaaaa?”, “Papà, mi devo soffiare il nasooo!” e così via. Quindi per lui sapere che anche Mirtillo fa lo stesso con mamma e papà gatto lo consola e rende quel micio un vero amico.

In questo caso Mirtillo ha paura dei misteriosi rumori che sente nella sua stanza e di alcune strane ombre che, in realtà, nascondono solo il disordine della sua cameretta. Altro elemento che lo rende “realistico”. Ma insieme alla sua mamma e al suo papà recita una formula magica, riportata alla fine del libro, che scaccia tutte le paure e che anche noi tre recitiamo insieme. A meno che non siamo impegnati a combattere per fargli mettere il pigiama e lavare i denti oppure per convincerlo a dormire mentre è sdraiato sul divano accanto a noi mentre vediamo un film. Perché diciamolo, non tutte le sere ci mettiamo a letto tipo Famiglia Cuore. Ma la favola della buona notte cerchiamo di non farla mancare…

 

2 pensieri riguardo “Libri per bambini di 3 anni sulle emozioni e la paura, tra pesci, gattini e scatoloni da chiudere bene

  1. I libri della Coccinella li abbiamo anche noi, perchè erano quelli miei e dei miei fratelli, sempre degli anni '80!
    Mirtillo lo abbiamo scoperto in biblioteca e ogni tanto ne prendiamo uno: a me piacciono molto, al ricciolino non tantissimo perchè ora dice che i colori “sono da femmina”. Tanta fatica per allontanare stereotipi di genere e poi questo, sigh! Il primo non lo conosco proprio ma sembra efficace. Io posso consigliarti “Che rabbia!” di Mireille D'Allancé, Babalibri (c'è sia in formato grande che piccolo), che per mio figlio è stato un buon modo per capire come gestire questa emozione e riconoscerla anche quando è la mamma ad arrabbiarsi per qualche marachella id troppo.

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