“Ipse Dixit”: l’idea di un papà che raccoglie le "perle di saggezza" dei bambini

Amica di famiglia: “Mi ha detto mamma che sei stato male…” 
P: “Sì. Ho avuto l’ORSETTO COCCO” 
(mio figlio, 3 anni e mezzo, spiega i disagi dello STREPTOCOCCO) 



Quante frasi dei vostri figli meritano di essere ricordate? Quante volte avete pensato: “Basta, ora compro un quaderno e me le appunto tutte”? Altri genitori, invece, avranno già iniziato a prenderne nota (come la sottoscritta). L’idea è un po’ quella che sta alla base del libro/progetto Ipse dixit: “Un contenitore di frasi dette dai bambini dai due anni in su che serve per riconoscere, analizzare e ricordare le loro paure, i loro dubbi e le loro certezze”. Così lo racconta Lorenzo Baccilieri, che oltre ad essere un esperto di telecomunicazioni è un amante della scrittura e della letteratura (con una “natura umanista intrappolata nel corpo di un informatico”, insomma). Lorenzo, però, è anche e soprattutto il papà di due bambini e con sua moglie e una coppia di amici, anche loro genitori, ha iniziato per gioco a raccogliere “chicche verbali” dei propri figli, con la speranza di creare una sorta di archivio da mostrare loro, una volta che saranno diventati grandi. 

 Poi, però, il gioco si è allargato, tanto da dare origine a una pagina Facebook dove potrete non solo consultare alcune delle frasi migliori finora raccolte, ma anche partecipare attivamente segnalando le “perle di saggezza” dei vostri figli. Ma veniamo a noi: il mio venerdì del libro (di Homemademamma) oggi è eccezionalmente dedicato a un libro “in divenire”. Ipse Dixit, appunto, ovvero il libro che Lorenzo ha deciso di realizzare dopo essersi dedicato in passato soprattutto alla scrittura di recensioni di dischi o libri. La sua idea, che ricorda un po’ grandi “classici” della letteratura nostrana come Io speriamo che me la cavo e Anche le formiche nel loro piccolo s’incazzano, è diventata così una campagna crowdfunding nata dalla collaborazione con Bookabook (qui tutte le informazioni). Al momento mancano, come leggo dal monitor, solo 28 copie all’obiettivo, quindi scrivo con la speranza che noi tutte possiamo aiutare a raggiungere la meta nei 99 giorni ancora rimasti. 

Metabolizzato il dono della parola e aggiustate giorno dopo giorno le ovvie insicurezze di dizione, i bambini dopo i due anni usano la voce per dare libera uscita ai loro pensieri, incalzando i genitori con domande a cui non è sempre facile dare una risposta che li soddisfi completamente.
“Mamma dov’ero io quando tu eri piccola?”
“Babbo? Ma i soldati che muoiono in guerra sono buoni o cattivi?”
Oltre ai dubbi più o meno esistenziali, ci sono una serie di frasi, vere e proprie perle d’ingenuità, a dimostrazione di una logica per certi versi inattaccabile.
“Papà io non voglio invecchiare!”
“Mamma domani vai a comprare dei soldini, mi servono per il mio maialino salvadanaio!”
La raccolta di chicche verbali nasce come un gioco fra genitori, amorevolmente divertiti, ma consapevoli al tempo stesso che in futuro l’archivio di ipse dixit divertirà anche i loro figli diventati grandi.
“Mamma non dire così, mi fai arrostire!”
“Ha urlato talmente forte che mi ha fatto male ai crimpani!” 

L’autore, quello adulto, ha coniato un titolo per ogni frase e ha aggiunto delle riflessioni al suo personale manuale di sopravvivenza per genitori. Sono contenta quando parlo di libri. Sono contenta quando parlo di libri nuovi, freschi, di autori più o meno giovani o più e meno esordienti, ma sono ancora più contenta se, come in questo caso, paro di libri nati dall’idea di un papà

Sapete come la penso sui papà: ok, non sapranno qual è il giocattolo preferito del compagno di classe della materna di nostro figlio, forse non sapranno neanche quando abbiamo precisamente il prossimo appuntamento dal pediatra o dove abbiamo sistemato i ciucci di emergenza, ma sono sempre lì a sostenere noi mamme, come e appena possono, con tanto amore. Spesso, tra l’altro, arginando le nostre ansie più e meno motivate. 

 Ok, a volte sospetto che mio marito (che tanto ormai non mi legge, per disperazione) possa un giorno dimenticare anche la strada di casa, ma non so immaginare la mia vita senza di lui. 

Tornando a noi, ecco come descrive Lorenzo questo progetto: “Genitori, nonni e zii dovrebbero ascoltare di più i bambini per imparare a conoscerli e, perché no, per divertirsi e commuoversi. Ipse dixit è una raccolta di divertenti strafalcioni, dilemmi esistenziali e pillole di saggezza, riportate fedelmente e classificate in base all’età dei giovani autori. Testimonia la logica disarmante e l’inconsapevole ironia dei bambini”

“Non ho mai aperto un blog, non so perché – prosegue – ma sentivo che intorno a quelle frasi sarebbe stato facile scrivere le mie riflessioni. A volte profonde, a volte sarcastiche, comunque sempre personali e sempre senza la pretesa di insegnare qualcosa agli altri genitori. Ispe Dixit è un testo nuovo, diverso, leggero e leggibile. Oltre alle parti scritte il mio “lavoro” consiste nel dare un titolo alle frasi dei bambini. Un incipit che serva da introduzione spiritosa alle boutade dei nostri piccoli. Sono molto soddisfatto che qualcuno che per lavoro giudica le proposte di libri da pubblicare (Bookabook – n.d.r) abbia considerato valida la mia”. 

Voi cosa ne pensate? Io ho dato un’occhiata all’anteprima del libro (qui, anche se, come ha precisato l’autore, si tratta di una bozza non ancora editata), la trovo un’idea valida e spero di avervi invogliato a prendere parte all’iniziativa con un contributo. Tutte le informazioni relative al progetto le troverete qui: https://bookabook.it/prodotto/ipse-dixit/. E’ un’idea da premiare, no? Vi lascio con un’ultima chicca, molto simile a quella della mia peste riportata nell’apertura di questo post: 

Malattie rare. 
“Sei tutto sudato, andiamo subito a fare il bagno che sennò ti becchi una broncopolmonite.” 
“Babbo io non la voglio la moltopolmonite.” 
(Mario, 3 anni)

Immagine in apertura: tratta dalla pagina https://bookabook.it/prodotto/ipse-dixit/

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