Perché avrei voluto mollare il blog e perché, alla fine, torno sempre qui

Scrivo questo post tutto di getto, molto più del solito, perché sono stata (di nuovo) a lungo lontana dal blog, come forse qualcuno avrà notato. Ho pensato spesso, però, a questo spazio, nel bene e nel male. Nel bene, perché per me il blog non è stato solo uno svago, ma è stato anche e soprattutto un modo per migliorare come madre. Ho tante amiche mamme, tante altre ne ho conosciute tra scuola e parco, eppure è attraverso il Web che ho sconosciuto molte altre donne che, anche da lontano, hanno saputo farmi riflettere con i racconti dei problemi delle loro famiglie, così simili ai miei, oppure raccontando delle proprie sfide, paure, vittorie.

Mi hanno consigliato, anche indirettamente, titoli di libri e film che poi hanno lasciato il segno, alcune mamme blogger hanno saputo calmarmi quando avevo un figlio di pochi mesi e già pensavo che potesse crescere viziato, che già lo fosse, che stessi sbagliando tutto.

Così avrei voluto io aiutare altre madri, se possibile.

Inoltre ho avuto la fortuna di poter conoscere brand che si sono interessati al mio piccolo spazio, ho potuto testare i loro prodotti ed allargare le mie vedute, consigliare acquisti e dire la mia sullo shopping, visitare posti nuovi, conoscere le altre mamme blogger e ridere con loro dal vivo, partecipare a eventi piacevoli con la mia famiglia.

Insomma, il blog mi è mancato, in questi mesi.

Allo stesso tempo, però, ho pensato più di una volta di mollare tutto. Chiudere, oscurare, non scrivere più una riga.

Perché, in un periodo in cui avevamo mille spese, ho avuto la fortuna di avere, per la prima volta dopo molto tempo, tanto, troppo lavoro da sbrigare e i pochi minuti liberi volevo dedicarli alla mia famiglia. Non avrebbe avuto senso scrivere di “noi”, se poi quel “noi” non lo stavo davvero vivendo.

Forse ho sbagliato, ma ogni minuto che mi rimaneva, a fine giornata o nei weekend,era carico del senso di responsabilità che avevo nei confronti di padre e figlio, senso di protezione nei loro confronti. Così se non si trattava di farsi le coccole davanti a un film, era la volta di lavatrici da mandare e panni da ritirare e il tempo per scrivere era già svanito nel nulla.

Poi c’è stato anche altro. Tipo il non sentirmi adeguata come madre, non abbastanza da poter dare consigli o raccontare storie. Sopraffatta dai suoi capricci (quelli veri, non la naturale richiesta di voler essere preso in braccio, che dopo la sua nascita mi sembrava così assurda…quanto mi sento stupida…), incapace spesso di gestire la sua impazienza e la mia, finita a minacciarlo quando esagerava o a promettergli regalini pur di farlo calmare.

Tutti i miei ideali andati a farsi fottere, schiacciati sotto il peso di una stanchezza infinita (ho lavorato qualcosa come 10 h al giorno 6gg su 7).

“Più che normale”, direte voi, soprattutto le più clementi, “non devi abbatterti per questo, l’indulgenza con se stesse è uno dei segreti delle mamme più equilibrate”.

“Capirai!”, penserà forse qualche altra madre Factotum, “io lo faccio da anni e di figli ne ho 4, inoltre mio marito lavora lontano e ci vediamo solo 2 volte l’anno. Ah, dimenticavo: non ho nonni a disposizione”. Buon per voi. Ma io ero a pezzi comunque. Troppo per poterne scrivere.

Il fine del mio blog è trasmettere gioia, non l’ansia che mi attanagliava. Vorrei sfruttare il mio spazio per parlare di come migliorare e migliorarsi: come faccio a parlarne se non sperimento prima sulla mia pelle la discesa e la risalita?

Vi assicuro che ci sono stati momenti in cui avrei consigliato ad ogni donna solamente: “Sei stanca e stressata? Scappa più lontano che puoi e dimentica marito e figli”. No, non è da me. Non è questo che si merita il mio blog e chi passa da qui.

Quindi ok, sono sparita e sono tornata, per chi voglia continuare a seguirmi. E’ poco ortodosso, per una blogger. “Non fatelo voi da casa”, come direbbero in tv. Ma poco importa, combatto già per lavoro con Google, indicizzazione, social, SEO e marketing…almeno qui fatemi vivere.

Se siete riuscite a leggere fin qui grazie, vi voglio bene. Spero tanto di tornare a scrivere di nuovo assiduamente di ciò che amo, ma per farlo avevo bisogno di tornare ad amare davvero quello di cui scrivo. E’ complicata, ma forse ha un senso.

3 pensieri riguardo “Perché avrei voluto mollare il blog e perché, alla fine, torno sempre qui

  1. Ciao!!! Bentornata!!! So che non sempre “mal comune è mezzo gaudio”, ma magari ti farò sentiire meno sola sentire come mi sono sentita io quest’anno…ad agosto 2016 sono rientrata al lavoro dopo la mia seconda maternità, con mille dubbi e paure su come avrei potuto conciliare il mio lavoro full time e il ruolo di mamma. Da Agosto a Novembre me la sono cavata perchè godevo ancora della riduzione oraria per l’allattamento …uscivo alle 15e30 dall’ufficio, riuscivo ad andare a ritirare Stella alla scuola materna e Riccardo al nido, potevo portarli al parco, fare merenda insieme, invitare qualche amichetto a giocarea casa…riuscivo a fare le lavatrici ad orari normali , a preparare la cena a orari umani e così via…
    Tutto è degenerato da quando sono tornata a fare le 8 ore…tra l’altro in un ambiente al 90 % maschile e molto competitivo mi sono sentita in dovere di dimostrare che nonostante fossi mamma al lavoro davo il 100% e ho ricominciato a fermarmi a fare gli straordinari e a volte ad andare anche il sabato mattina. Già senza straordinari sono fuori casa dalle 8 alle 18…con gli straoridnari tornavo a casa alle 19, benedicendo i nonni da cui dipendo comunque totalmente , anche senza straordinari. Praticamente vedevo i miei figli la mattina , uscivamo di casa che sembravamo lanciati da un razzo e la sera tornavo a casa che sembrava Hiroshima il giorno dopo…mangiavamo a orari assurdi, mi trovavo a stendere a mezzanotte…e il blog me lo sono totalmente dimenticato…da Gennaio non ho più postato fino a Luglio…Però quando finalmente a Luglio ho scritto un post e ho visto quanto mi ero divertita a farlo e quanta soddisfazione ne avevo ricavato ho deciso di non mollare e mi sono ripromessa due cose:
    1) niente più straordinari, alle 17e30 si va a casa dai miei figli;
    2) troverò il tempo per ritagliarmi dei momenti da dedicare al blog, in fondo è stato grazie a lui che nel 2013 ho reagito al mio secondo aborto, per distrarmi avevo iniziato a scrivere e avevo visto quanto mi faceva bene e mi dava la carica…

    So che anche quest’anno sarà un anno da pazzi, ma magari non come l’anno scorso…se riuscirò a mantenere la promessa del punto 1…alla mia richiesta di part time di 30 ore mi è stato detto no, idem alla richiesta di flessibilità , idem ancora alla richiesta di fare 34 ore …quando ho chiesto allora un aumento di stipendio non hanno saputo dirmi di no, ma mi hanno quasi cazziata perchè insomma “già con quello che prendi non ti devi lamentare, c’è chi prende meno di te” e quindi ho capito che farmi prosciugare tutte le energie da quell’ufficio non ne vale la pena, scelgo me e la mia famiglia.
    Dai che ce la facciamo!!! Essere mamme lavoratrici è dura, perchè poi non vogliamo essere solo mamme e solo lavoratrici, ma vogliamo giustamente lasciarci dello spazio per noi, per lo sport, per la nostra creatività…e le giornate dovrebbero avere 48 h…ma ce la faremo!!! In bocca al lupo per tutto!

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    1. Grazie mille per avermelo raccontato, davvero! Conta molto sapere che può capitare anche ad altre donne, perché a volte mi sento davvero una schiappa, al di là delle solite frasi del tipo “non siamo perfette” ecc…alla fine vedo che ci sono anche tante mamme che con 2 o più figli e un full time fanno di tutto e di più 😦 però boh, forse è anche vero che ogni famiglia e ogni figlio sono diversi gli uni dagli altri…e anche ogni mamma! Al tempo stesso mi dispiace leggere questa storia, perché mi fa capire ancora una volta che al di là degli slogan promozionali sulla famiglia e il ruolo della donna e della mamma in Italia, all’atto pratico ancora succedono queste cose 😡 ho altre due amiche mamme addirittura “SILURATE” dal lavoro dopo la prima o la seconda gravidanza, che sono finite con gli avvocati per far valere i propri diritti…assurdo! Io per prima vorrei il secondo e non ho il coraggio, per motivi legati al lavoro e alla sua precarietà…e mi chiedo quanto sia giusto dover eventualmente far a meno di un secondo figlio, di una seconda vita e gioia in casa per motivi che non dipendono da me o dall’impegno che ho profuso fino ad ora! Comunque non chiedo di avere gli stessi spazi di prima, ma ogni tanto davvero mi serve almeno scrivere due righe qui sopra o andare a correre all’aperto, da sola…altrimenti esplodo e me la prendo anche con marito e figli, sono più nervosa con loro, lo percepisco dalle mie rispostacce 😦 è una cosa che in teoria sappiamo tutte, ma nella realtà finisce che diventa diverso e più complicato! Grazie ancora per le tue parole e davvero dita incrociate per entrambe ❤

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  2. il desideriodicappare lontano e da sola….di mangiare patatine sul divano senza condivisione …… desiderio di comprare u miliadìrdo di cose per me soloepr me……… io ce l’ho tutte e il senso di inadeguatezza mi accompagna inogni momento come un vestito sgualcito…ma siamoun po così noi mamme e dico tutte le mamme chi più chi meno tutte abbiamo i nostri alti e bassi e io dico che se no ci fossero questi momenti saremmo finite..
    intanto ti abbraccio e sono felicissima del tuo ritorno ❤

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