November home projects #4: consigli per gestire un trasloco con i bambini senza perdere la serenità

Siamo arrivate alla fine di Novembre e all’ultimo appuntamento con la rubrica settimanale che ci ha accompagnato per tutto il mese. Abbiamo parlato di finestre e infissi non convenzionali, idee per ristrutturare il bagno in modo low cost e spunti per ottenere una casa più eco-friendly con soluzioni fai da te. In mezzo, poi, c’è stato anche il tempo per parlare di gadget e soluzioni, per le amanti della tecnologia, per ottenere una SmartHome senza troppe rivoluzioni o spese eccessive.

trasloco con bambini figliMa cosa accade quando cambiamo casa? Un trasloco è già di per sé impegnativo, lo è ancora di più dopo l’arrivo di uno o più figli. Non solo dal punto di vista organizzativo (tutto si complica avendo in casa nanetti che corrono o aprono i pacchi che stavamo per chiudere), ma anche da quello emotivo, se i bambini sono abbastanza grandi da capire cosa sta succedendo intorno a loro. O quantomeno abbastanza grandi da percepirlo. Ci sono passata quando P. aveva 15 mesi. Per me il problema, all’epoca, è stato soprattutto legato al dover seguire i lavori, preparare i cartoni e tutto ciò che rimaneva da imballare e dover tenere d’occhio un bimbo che aveva da poco imparato a camminare e metteva ancora in bocca tutto ciò che, in giro per casa, attirava la sua curiosità. Viti e bulloni compresi (…e una volta c’è mancato davvero poco…).

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Vacanze in famiglia: gli effetti sullo sviluppo dei bambini

Si avvicinano le vacanze di Natale. Alcune famiglie rimarranno a casa, altre ne approfitteranno per viaggiare. Le vacanze in famiglia, quando è possibile concedersele, sono essenziali sia per bambini che per genitori: non solo assicurano un break dalla routine e un po’ di relax per gli adulti, rappresentano per i bambini anche una parte fondamentale dello sviluppo. Se vi serve la motivazione giusta per decidere se regalarvi o meno una vacanza, sarà utile conoscere i risultati della ricerca condotta da HomeToGo, che si è rivolta a medici, esperti e genitori che viaggiano con i più piccoli per capire quali sono gli effetti delle vacanze sullo sviluppo dei bambini identificando le aree di crescita coinvolte.

Tutti gli effetti delle vacanze sullo sviluppo dei più piccoli.

Le esperienze che i bambini vivono durante i periodi di vacanza attivano importanti componenti neurochimici che influenzano positivamente lo sviluppo celebrale, tra cui gli oppiacei endogeni, l’ossitocina e la dopamina. Queste sostanze neurochimiche aiutano a ridurre lo stress, attivano i sentimenti di vicinanza e generosità e contribuiscono a un senso di benessere.
Stati emozionali e circuiti istintuali sono inoltre stimolati: la ricerca di risorse e la sperimentazione di divertimento e dominanza sociale. Questi si comportano come i muscoli, quanto più sono allenati maggiore è la loro influenza sulla formazione della personalità e dell’intelligenza sociale, ovvero la capacità di relazionarsi con gli altri, e del comportamento orientato sugli obiettivi, che può durare per tutta la vita.

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Le vacanze contribuiscono all’aumento nei bambini della salute mentale e fisica ed il quoziente intellettivo ad essa associato. Inoltre, il cambiamento di ambiente stimola l’attività del lobo frontale favorendo l’apprendimento e incrementando diverse funzioni tra cui le capacità di concentrazione e di organizzazione.

Il contatto con nuovi ambienti migliora la concentrazione, specie se si tratta di aree verdi e luoghi immersi nella natura. Uno studio condotto dall’Università dell’Illinois ha, infatti, evidenziato che attenzione e concentrazione nei bambini aumentano già solo dopo i primi 20 minuti trascorsi nella natura. Inoltre, la pressione sanguigna e lo stress si riducono, con effetti positivi sui bambini con ADHD (Attention Deficit Hyperactivity Disorder). Il contatto con la natura, poi, offre opportunità per lo sviluppo cognitivo ed emotivo, aiuta a rafforzare la capacità di esplorazione, contribuisce a risolvere i problemi, e, soprattutto, aiuta i bambini a differenziare tra il momento del dovere e quello del tempo libero.

Nice concept for childhood dreams

Il cambiamento di ambiente e la possibilità di fare nuove esperienze, con l’abbandono della routine quotidiana e la formazione di differenti abitudini temporanee, o anche solo l’organizzazione di una vacanza, stimola la creatività permettendo ai bambini di osservare cose ed eventi da una diversa prospettiva.Al tempo stesso ricercatori e pediatri sostengono che vi sia un aumento nel livello di felicità nei bambini durante una vacanza o la sua preliminare pianificazione con i genitori. Tutto questo genera aspettative di viaggio, emozioni positive che si riflettono anche sulle interazioni familiari.

La Dott.ssa Gabriele Haug-Schnabel, esperta del comportamento umano, afferma che: «Per molte persone, vale quanto segue: vacanze, ma anche brevi tour o escursioni, regolari producono un miglioramento della soddisfazione della vita, Life Satisfaction. Visitare nuovi luoghi e confrontarsi con realtà differenti aiuta ad abbattere i pregiudizi e rendere più comprensivi, permettendo di allentare i vincoli della realtà quotidiana».

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A tal proposito, le vacanze, durante le quali momenti ed esperienze si consumano senza alcuna fretta e in un’atmosfera serena, influenzano positivamente le dinamiche familiari, non incentivate, al contrario, dal moderno stile di vita, i ritmi frenetici e i numerosi impegni quotidiani. In vacanza i genitori possono conoscere ancor meglio punti di forza e debolezze dei propri figli potendosi dedicare completamente ai bambini, che si sentono considerati e amati.

Questo migliora la comunicazione e la comprensione in famiglia e, non solo aiuta a rafforzare i legami familiari ma anche, aumenta il livello di autostima influenzando lo sviluppo della persona, prima durante la fase adolescenziale e più tardi in età adulta. La Dott.ssa Haug-Schnabel aggiunge in merito: «I bambini imparano viaggiando con i genitori che l’affidabilità e la fiducia possono esplicarsi non solo un contesto familiare o domestico, ma ovunque».

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November home projects #3: consigli e idee fai-da-te per una casa eco-friendly

Novembre mese della casa: ormai mi sto davvero sbizzarrendo, tra idee per trasformare la nostra abitazione in una Smart Home super-efficiente che riduca al massimo i consumi e massimizzi i livelli di sicurezza della nostra famiglia, e altrettanti spunti per ristrutturare i bagni in modo “low cost” oppure rendere finestre e infissi meno convenzionali e più suggestivi attraverso qualche accorgimento. Si torna così con questa mini-rubrica, nata grazie alla consulenza di edilizia365.it. Oggi si parla di uno dei miei argomenti preferiti: le idee fai-da-te per rendere la propria abitazione più “green” e più accogliente. Un posto migliore dove vivere, nel rispetto di sé e degli altri.

Grazie al riuso e riciclo creativo, infatti, è possibile di ridurre la quantità di rifiuti prodotti e realizzare nuovi oggetti riciclati a costo zero. Ci sono molti accorgimenti che tutti possono applicare, senza essere professionisti del fai da te, a partire da elementi che utilizziamo tutti i giorni.

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Giornata mondiale dell’infanzia: le storie di quei minori senza diritti

Il 20 novembre ricorre l’anniversario della Convenzione ONU sui Diritti dell’infanzia, approvata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite nel 1959. Eppure siamo ancora ben lontani dall’ideale di un mondo dove ogni bambino della Terra possa essere considerato tutelato, lo sappiamo.

In occasione di questa ricorrenza, vorrei condividere qui di seguito alcune storie tratte da una ricerca realizzata da INTERSOS e Mixed Migration Platform,  pubblicata lo scorso settembre, che indaga sulle ultime sfide in ambito di protezione dei minori non accompagnati in Giordania, Libano e Grecia.

Bambini e adolescenti, costretti ad affrontare da soli un viaggio estremamente rischioso ”di età compresa tra i 15 e i 17 anni di età, soprattutto maschi, che fuggono dalla guerra, dalla leva obbligatoria imposta da Assad, e ragazze che scappano per paura delle violenze che possono subire”, come ha spiegato ad ANSAmed Luigi Achilli, autore della ricerca.

In tutto 66 ragazzi per la maggior parte siriani. Poche voci rispetto al fiume di minori in continuo arrivo in Giordania, Libano e Grecia, costretti a superare le stesse difficoltà anziché entrare in un percorso protetto: ”violenze, abusi, sfruttamento del lavoro minorile e sessuale, assenza di documentazione, arresti e detenzioni, discriminazioni, difficoltà di accedere ai servizi, pochi centri di protezione dedicati ai più piccoli”.

Anche in Grecia, Paese Ue, i minori non accompagnati non hanno vita facile. Solo nel 2016 sono arrivati 100.624 minori. La maggior parte afghani, curdi iracheni, pakistani. Anche qui mancano luoghi protetti, ”spesso vengono inseriti nei centri di detenzione’‘, ha spiegato Alba Cauchi, responsabile Programma nel Paese ellenico di Intersos. Per questo motivo in tanti ”preferiscono mentire sulla propria età, perché una volta certificata e stabilita vengono indirizzati verso centri da cui è molto più difficile uscire’‘. (fonte: AnsaMed)

Il materiale e le storie che seguono sono tratte dalla ricerca “On my own” e spero possano aiutarci a riflettere. A cercare di capire se e come possiamo, nel nostro piccolo, aiutare a migliorare lo stato di cose. Donazioni, volontariato (o anche solo capire da che parte stare…) possono essere il primo passo?

Lavoro minorile

Hamza aveva 16 anni quando lasciò il suo villaggio vicino alle alture del Golan siriano. Nel 2013 è fuggito con i suoi nonni e tre sorelle più giovani dopo la morte dei suoi genitori, quando la sua casa fu bombardata. Attraversarono legalmente il confine con la Giordania e qui la famiglia ha vissuto in una casa fatiscente con due camere da letto, alla periferia di Irbid, non lontano dalla casa in cui suo zio si è trasferito subito dopo lo scoppio della guerra in Siria.

Il ragazzo ha lavorato per sostenere l’intera famiglia anche se, all’inizio, suo zio gli aveva fornito qualche aiuto finanziario. Tuttavia, questo aiuto si è esaurito, lo stipendio dello zio era appena sufficiente a coprire i bisogni della sua famiglia. Così Hamza ha dovuto abbandonare la scuola e trovare un lavoro irregolare come venditore ambulante in un locale mercato, affrontando il rischio di sfruttamento e detenzione.

Sfide per l’ingresso e lo stato legale

Nour aveva 10 anni quando è arrivata in Giordania con suo padre, sua madre e due
fratelli. Era il 2012, all’inizio della crisi siriana. Secondo il padre di Nour,
in quel momento era più facile: “La Giordania era molto accogliente, i confini erano aperti. La parte difficile stava arrivando in Giordania. Abbiamo percorso una strada lunga e pericolosa.

Siamo stati trasportati dalla frontiera a Raba ‘al Sarhan [il centro di transito gestito congiuntamente dal governo giordano e UNHCR]. Lì siamo stati registrati con l’UNHCR e poi trasferiti a Zaatari”. La famiglia si è stabilita alla periferia di Amman e qui la madre di Nour ha dato alla luce un terzo figlio.

Due anni dopo essere entrati in Giordania, tuttavia, la mamma di Nour è dovuta tornare in Siria per visitare sua madre, gravemente malata. A causa della sua salute, la nonna di Nour voleva vedere sua figlia per l’ultima volta.

La madre di Nour viaggiò verso la Siria con il suo figlio più piccolo, lasciandosi dietro Nour e il resto della famiglia. Qualche mese dopo, in seguito alla morte di sua madre, la mamma di Nour ha cercato di ricongiungersi con gli altri in Giordania, ma il confine era già chiuso.

Nonostante diversi tentativi, la donna non è mai riuscita a rientrare nel confine
della Giordania. Nour, suo padre e suo fratello hanno continuato a vivere insieme fino a che le autorità giordane non hanno catturato il padre, deportato poi in Siria.

Nour e suo fratello sono stati accolti da una zia che viveva in Giordania, in chiara violazione del principio CRC (Convention on the Rights of the Child) che delinea l’impatto negativo del separare i minori dai loro genitori, a meno che per la loro stessa protezione.

Lavoro minorile nella valle del Bekaa

Aisha a 13 anni è già diventata il “capofamiglia”: “Io sono la persona che si prende cura di loro”, risponde quando le viene chiesto chi si occupa dei suoi tre fratelli. Sono tutti più giovani di lei: hanno sei, sette e nove anni.

Aisha e i suoi fratelli sono giunti in Libano con i loro genitori, sono entrati legalmente nel paese con un visto turistico. I loro genitori hanno portato i bambini nella Valle della Beqā e sono tornati in Siria da soli, promettendo di tornare da loro dopo un paio di settimane, ma non l’hanno mai fatto.
Ora i bambini vivono in un edificio incompiuto con muri grezzi e non verniciati nella “Bekaa Valley”. Il padre ha dato loro dei soldi, che però non sono durati a lungo. Aisha dovrebbe andare a scuola con i suoi fratelli minori, invece passa le sue giornate lavorando. Ha lavorato per la prima volta in una fabbrica di marmellata sei giorni alla settimana, dalle sei del mattino alle sei del pomeriggio.

Il suo stipendio era già magro (8 $ al giorno), ma è stato reso ancora più miserabile dal fatto che 2$ dovevano andare al coordinatore del campo che “affitta” le persone
ad agricoltori vicini e ad altri datori di lavoro.

Dopo un paio di mesi, Aisha ha lasciato il lavoro perché ne ha trovato uno nuovo in una fattoria, in un campo nella valle della Bekaa. I minori sono pagati meno degli adulti, quindi c’è una forte richiesta di lavoro minorile. Aisha ha spiegato che la paga era ancora molto bassa, ma che “almeno potevo rimanere con i miei fratelli dopo aver finito il turno alle 15:00 “.

Alla fine, Aisha ha lasciato anche questo lavoro, troppo estenuante e troppo lontano da casa sua. Fortunatamente i loro vicini ed altre famiglie aiutano lei e i suoi fratelli per cavarsela.

Mancanza di documentazione

Hamza e Mahmood hanno entrambi 17 anni (al momento della ricerca n.d.r). Hanno lasciato la Siria alla fine di ottobre 2016 e sono entrati in Libano una settimana dopo, una volta che le misure restrittive di registrazione e di entrata era già entrato in vigore (il che ha ulteriormente complicato i criteri già irrealizzabili ed il bisogno di documentazione necessaria per regolarizzare la loro permanenza nel paese).

Come molti altri i minori non accompagnati prima di loro, se ne sono andati per una combinazione di motivi, inclusa la volontà di fuggire dalla coscrizione forzata per mano del Daesh, sperando di trovare un lavoro per sostenere le loro famiglie. Hanno attraversato il confine separatamente e in modo irregolare con l’aiuto di contrabbandieri. Si sono poi incontrati per la prima volta in Libano, dove hanno condiviso un appartamento insieme con altri minori a Bourj Hammoud, una città a nord-est di Beirut.

Al momento di questo progetto di ricerca, i ragazzi non avevano alcuna fonte di sostegno a parte l’assistenza in denaro dell’UNHCR che stavano ricevendo. Inoltre, quando hanno trovato lavoro, gran parte del loro stipendio era destinato ai loro parenti in Siria. Sono diventati una fonte chiave di sostentamento per le loro famiglie a casa. Nessuno dei due aveva parenti in Libano.

Secondo loro, tuttavia, è stata la mancanza di documenti ad aumentare la loro vulnerabilità. Come Hamza ha sottolineato, “noi viviamo nella paura di essere arrestati e picchiati [dalle autorità] ogni volta che usciamo delle nostre case per il cibo. Anche avvicinarsi all’ambasciata siriana è pericoloso: un GSO (General Security Office, un “posto di controllo di sicurezza generale”) è proprio accanto all’ingresso dell’ambasciata. […]

Noi ci spostiamo solo nella nostra zona di Bourj Hammoud perché sappiamo dove si trovano i checkpoint del GSO”. Limitare i loro movimenti, tuttavia, si è rivelato inefficace. I raid notturni sulle case dei rifugiati sono frequenti in molti comuni libanesi. Durante uno di questi raid, Hamza fu arrestato e temporaneamente trattenuto.

Foto in apertura: dal sito Intersos

Smart Home: i dispositivi essenziali per ottenere una casa sicura con consumi limitati (a Natale, ma non solo)

Ok, a quest punto è chiaro che sto attraversando un momento di “pazzia” per la casa, ma è anche vero che sto lavorando molto per renderla il più accogliente e sicura possibile. Inoltre, con l’arrivo del freddo, ultimamente ci sta piacendo più del solido rifugiarci nel nostro nido e avvertire quel senso di protezione e serenità. Così, dopo aver parlato di idee low cost per ottenere un bagno da favola con senza spendere enormi budget e dopo aver presentato alcune idee per portare la luce naturale in casa grazie a finestre non convenzionali, oggi tocchiamo un argomento decisamente più hi-tech. Parliamo di smart home.

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