Come organizzare i giocattoli in 6 facili mosse (dopo Natale, ma non solo…)

E’ trascorsa qualche settimana dal Natale e dall’Epifania e forse vi siete già occupate delle pulizie che inevitabilmente seguono le feste natalizie. O forse no. Forse avete già fatto spazio, prima che il Natale arrivasse, ai nuovi giocattoli che sarebbero giunti in dono, perché siete mamme super-organizzate ed esperte, ma se siete capitate su questo post potreste, invece, essere in cerca di ispirazione per mettere tutto in ordine dopo l’ondata di regali portati da amici, parenti, Babbo Natale e Befana. Ecco perché mi trovo a scrivere oggi di un argomento che, comunque, è utile tutto l’anno (noto che lo spazio a disposizione per i giocattoli sembra sempre troppo poco un po’ per tutte, soprattutto dopo avvenimenti speciali)

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Il sottotetto diventa mansarda e da più valore alla tua casa

Dopo aver parlato, lo scorso novembre, di finestre “non convenzionali”, idee eco-friendly DIY e tanto altro, oggi si torna ancora sui progetti che possono rendere la nostra casa più accogliente e suggestiva, dandogli anche più valore sul mercato. Avete mai pensato, ad esempio, a sfruttare meglio un sottotetto per ricavarne una mansarda?

Mansarde: personalmente, questa parola mi fa pensare subito a grandi finestre e lucernari, arredamento minimalista o in legno, momenti intimi, dettagli importanti.

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Mio figlio non crede a Babbo Natale (di già). Cosa fare?

Mio figlio non crede a Babbo Natale. A neanche 5 anni. Avevo questo sospetto ma è stato definitivo il fatto di averlo sentito dire: “Babbo Natale non esiste!” a una bimba di 2 anni, che indicava a sua nonna, con il ditino, quali giocattoli avrebbe chiesto al panciuto bontempone che tutti amiamo. Con sommo disprezzo della nonna della piccola, che non ha avuto pietà né per me (che ero evidentemente basita per questa rivelazione a bruciapelo) né per il fatto che mio figlio sì, è più grande di sua nipote, ma non è comunque un uomo adulto, grosso e vaccinato. Ci ha guardato malissimo, ha tappato le orecchie alla bimba e poi se n’è andata via dicendo ad alta voce: “Ecco perché non voglio che mia nipote vada a scuola…poi incontra bambini così che le rovinano il Natale”.

Sbollita la mia rabbia verso la donna, ho chiesto al mio piccoletto come mai quell’uscita. “Me l’ha detto M.”, ha risposto. Dove “M.” sta per un suo amico di scuola un po’ più grande di lui, dotato di fratello adolescente che avrà pensato bene di chiarire il fatto al suo fratellino più piccolo e magari un po’ rompiscatole. E ora sono qui a pagarne le conseguenze. “Mamma, non l’ho mai visto! Dov’è, eh?!?”, mi ha chiesto. Non bastano i Babbi Natali nei centri commerciali. Non basta avere l’Elf on the Shelf che ogni anno ci ricorda che lui è lì per controllare che P. faccia il buono e che riceva i giusti doni. Evidentemente non bastano i libri illustrati sul tema, non è bastata la visita alla Casa di Babbo Natale o i gli omini di pan di zenzero che lasciamo sul tavolo, da quando è piccolo, per dire grazie a Babbo Natale quando passerà per casa nostra. No. Mio figlio a 4 anni è evidentemente già un seguace dell’empirismo.

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Idee per pacchetti natalizi fai da te [FOTO]

Vi ho parlato dello scetticismo di mio figlio nei confronti di Babbo Natale. Ebbene, tra gli accorgimenti che ho deciso di adottare per fargli credere nella “magia” (ricordo che ha solo 4 anni e mezzo…ci può stare che sogni ancora un po’, no?), c’è anche un’attenzione particolare nel modo in cui impacchetto i suoi regali. O per meglio dire quelli che gli ha portato Babbo Natale in un sacco di juta, perché poi gli altri doni li hanno palesemente comprati per lui amici e parenti, lui lo sa e, da madre che lo conosce, posso dire che la cosa lo aiuta a credere nella logicità della questione 🙂 l’idea che Babbo Natale sia passato di casa in casa a lasciare regali per lui lo lasciava non poco perplesso. Quindi “il colpo grosso” lo fa Santa Claus, agli altri regali ci pensa chi gli vuole bene, per farla breve. Al momento è tornato a parlare con tono entusiasta del Grande Boss, mi chiede come fa a volare con la sua slitta, come farà ad entrare in casa se non abbiamo il camino e come fa a fare il giro del mondo in una notte sola. Cose così. A me piace vedere quella luce nei suoi occhi e spero duri ancora un po’…

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November home projects #4: consigli per gestire un trasloco con i bambini senza perdere la serenità

Siamo arrivate alla fine di Novembre e all’ultimo appuntamento con la rubrica settimanale che ci ha accompagnato per tutto il mese. Abbiamo parlato di finestre e infissi non convenzionali, idee per ristrutturare il bagno in modo low cost e spunti per ottenere una casa più eco-friendly con soluzioni fai da te. In mezzo, poi, c’è stato anche il tempo per parlare di gadget e soluzioni, per le amanti della tecnologia, per ottenere una SmartHome senza troppe rivoluzioni o spese eccessive.

trasloco con bambini figliMa cosa accade quando cambiamo casa? Un trasloco è già di per sé impegnativo, lo è ancora di più dopo l’arrivo di uno o più figli. Non solo dal punto di vista organizzativo (tutto si complica avendo in casa nanetti che corrono o aprono i pacchi che stavamo per chiudere), ma anche da quello emotivo, se i bambini sono abbastanza grandi da capire cosa sta succedendo intorno a loro. O quantomeno abbastanza grandi da percepirlo. Ci sono passata quando P. aveva 15 mesi. Per me il problema, all’epoca, è stato soprattutto legato al dover seguire i lavori, preparare i cartoni e tutto ciò che rimaneva da imballare e dover tenere d’occhio un bimbo che aveva da poco imparato a camminare e metteva ancora in bocca tutto ciò che, in giro per casa, attirava la sua curiosità. Viti e bulloni compresi (…e una volta c’è mancato davvero poco…).

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