“Resilienza”: parola magica per genitori e figli

Resilienza. Una parola tornata di moda, negli ultimi 2-3 anni. Praticamente da quando è nato P.
Sto leggendo un libro, Il metodo danese per crescere bambini felici ed essere genitori sereni, di cui spero di parlarvi presto, che cita spesso questo concetto. Sì, lo so che mi ero ripromessa di non leggere più “guide genitoriali”, ma il titolo mi ha incuriosito troppo e al momento penso che non sia così male… E’ capitato, quindi, che negli ultimi giorni abbia pensato spesso a questa parola, pronunciandola tra me e me. Resilienza.

“In psicologia, la resilienza è una parola che indica la capacità di far fronte in maniera positiva a eventi traumatici, di riorganizzare positivamente la propria vita dinanzi alle difficoltà, di ricostruirsi restando sensibili alle opportunità positive che la vita offre, senza alienare la propria identità. Sono persone resilienti quelle che, immerse in circostanze avverse, riescono, nonostante tutto e talvolta contro ogni previsione, a fronteggiare efficacemente le contrarietà, a dare nuovo slancio alla propria esistenza e perfino a raggiungere mete importanti.

E qui arriviamo a ciò che interessa noi genitori: crescere bambini resilienti significa renderli, in futuro, uomini e donne fiduciosi, la cui forza d’animo non vacillerà davanti alle avversità della vita. Una capacità, questa, utile in un mondo in cui i divorzi sono all’ordine del giorno, la paura generata dai devastanti attentati può minare la sicurezza dei più giovani (ma non solo) nei confronti dell’altro. I lavori cambiano, si perdono e ci si deve spesso reinventare, la salute è messa sempre più a rischio da fattori ambientali e così via. Non c’è bisogno che vi spieghi il resto, già lo sapete no?
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Il passeggino diventa “Super” in poche mosse [VIDEO]

Idea bellissima che non posso condividere qui sopra, quella mostrata dal video che troverete in fondo al post, in cui vengono illustrati alcuni semplici accorgimenti utili a trasformare un normale passeggino in un “aggeggio” degno dell’Ispettore Gadget. Ormai ne vediamo di tutti i colori, in commercio, ma c’è sempre qualcosa che si può migliorare, anche con pochi rimedi casalinghi.

Ormai il 3enne non ne vuole sapere di stare sul passeggino, anche se tutt’ora conservo il modello ad ombrello per le scarpinate più faticose, soprattutto fuori città. Quando ero incinta ho scelto con emozione, come ogni buona primipara che si rispetti, il mitologico trio. Una cosa di cui non immaginavo neanche l’esistenza, prima di diventare mamma. Per me il trio era solo quello composto da Marchesini, Lopez e Solenghi, poi ho dovuto aprire gli occhi e imbarcarmi nella scelta del modello. Ho optato per il trio Otutto dell’Inglesina, con tutti i suoi pro e i suoi contro (tipo che è un “caterpillar” e non è proprio l’ideale per girare tra i vicoli stretti di Roma, fatti di sampietrini e marciapiedi larghi pochi millimetri…).

Ma nel frattempo il passeggino per noi sta per diventare un ricordo, con mio grande rammarico, perché nonostante abbia odiato per tanto tempo dover stare ad aprirlo e chiuderlo, caricarlo in macchina e pulirlo ogni 3 per 2, mi dispiace un po’. Mi da conferma del fatto che è un pezzo della sua infanzia che se ne va, insieme alla fine del nido :’)
Sono molto nostalgica, ultimamente…dovrei fare il secondo figlio? Vabbè, non apriamo questo capitolo, piuttosto ecco le idee condivise sul canale Youtube di WhatsUpMoms

Il papà ancora non ha imparato come si apre e chiude il passeggino? Non aspettate che vi chieda aiuto (probabilmente non lo farà), piuttosto aggiungete alcuni adesivi colorati con le semplici istruzioni. Papà, non me ne vogliate…
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Togliere il pannolino: le 10 cose che avrei dovuto sapere circa lo spannolinamento

Chiedo venia, so di essere sparita da un po’ (ma so che dormite comunque la notte, tranquille!). Ci sono molte cose che vorrei raccontarvi, post e mail a cui vorrei rispondere, ma sono alle prese con un corso di formazione professionale che (spero!) potrebbe migliorare anche questo blog, oltre che il mio lavoro, ma che mi sta anche lasciando mezza viva e mezza morta di stanchezza. Il resto del tempo, come potete immaginare, lo passo dietro a Pablito. Che, tra l’altro, ha finalmente tolto il pannolino (almeno di giorno)! Ecco la nostra storia…e in fondo al post le mie profonde riflessioni in 10 pratici punti, per le lettrici più pigre 🙂 

Sì, so che questo genere di post lo avrete letto già tante volte, se seguite le mamme blogger, ma il bello del nostro “settore” è proprio che ogni mamma vi può dire la sua: tutte abbiamo un bambino diverso, noi stesse lo siamo e abbiamo tempistiche differenti. Così funziona per lo spannolinamento, sia per quanto riguarda il figlio che la madre: ci sono quelle che se la possono e vogliono prendere comoda, chi deve sbrigarsi visto l’imminente arrivo di un fratellino che complicherebbe la questione, c’è chi teme l’inizio della scuola materna (pannolini banditi!), chi deve coniugare lo spannolinamento con gli impegni di lavoro e così via.

Perciò vi dico la mia, anche perché, come spesso accade, l’esempio di mio figlio può consolare davvero tutte: se c’è una cosa che lui può fare più tardi degli altri bambini, per pigrizia o solo per far impazzire me, la farà! Comunque a quanto sembra anche noi alla fine ce l’abbiamo fatta, in queste settimane. Quindi c’è speranza per tutti.

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Festa della mamma: le 10 idee regalo da evitare (salvo eccezioni)

Si avvicina la festa della mamma e il Web trabocca di molti post e articoli sulle idee regalo che possano aiutare anche i più indecisi davanti agli scaffali dei negozi. A proposito, invito chi passa di qui a lasciare eventuali link nei commenti, se avete idee (più serie delle mie!) da suggerire. Io offro il mio piccolo contributo dicendo la mia su cosa NON regalarle, così magari si procede per esclusione…


Premesse: A) ovviamente si parla in toni ironici, lo dico per evitare polemiche sterili e poco auto-ironiche B – (legato al primo punto) ritengo abbastanza ovvio che ogni regalo sia ben accetto da una mamma, se fatto dai propri figli, soprattutto quando piccoli, o dai propri compagni. Il post infatti ovviamente si riferisce a noi figi diventati adulti, che spesso abbiamo anche poco tempo da dedicare alla questione tra un impegno e l’altro. Oppure ai papà/mariti che vogliano rendere speciale il giorno dedicato alla propria “dolce metà”. Non stiamo parlando di lavoretti fatti a mano o gadget comprati dai bimbi, che valgono più di ogni altra cosa al mondo ❤ io ho finalmente ricevuto la mia prima collana di pasta e non riesco a sperarmene…no, qui mi rivolgo a noi grandicelli…  C – tutti questi consigli decadono nel caso in cui sia stata proprio mamma a chiedervi un regalo specifico (a volte succede)
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L’amore della mamma favorisce lo sviluppo del cervello del bambino

Dopo aver parlato di quanto possa nuocere ai bambini il fatto che il loro pianto venga ignorato o quanto siano controproducenti le sculacciate, finalmente arriva una buona notizia: viceversa, infatti, arriva la conferma del fatto che le mamme che sanno elargire a piene mani amore ai propri figli possono contribuire non solo alla loro sana crescita dal punto di vista affettivo, ma anche allo sviluppo del loro cervello.

A rivelarlo è stato uno studio della Washington University pubblicato su pnas.org (Proceedings of the National Academy of Sciences): sono stati presi in esame 127 bambini, osservati dall’età prescolare fino all’adolescenza, e sono stati sottoposti a diverse scansioni cerebrali. La cura che la mamma rivolgeva loro, invece, è stata osservata dal vivo o attraverso dei video.
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