Giochi da tavolo per bambini di 4 anni: qualche consiglio da mamma a mamma

Non avendo scritto per molto tempo sul blog, ho tante novità. Una di queste è il fatto che il quasi-4enne si sta appassionando ai giochi da tavolo. La cosa mi entusiasma non poco, visto che sia io che mio marito siamo pazzi per i giochi da tavolo e dopo i primi anni di vita spessi dietro a libri sensoriali, barattoli della calma ecc. diciamo che ora si passa alla “roba forte”, che piace anche a mamma e papà. Ok, non potrà unirsi a noi per una partita a Citadel o Anno Domini (e se non sapete di cosa sto parlando andate a correre ai ripari subito. Io aspetto qui…), ma ora miracolosamente riesce a star fermo qualche minuto e si entusiasma come capita rare volte. I vostri bimbi che giochi amano, tra quelli per i più piccoli? Avete qualche nome da consigliare? Io vi dico le nostre ultime “ossessioni”, tra l’altro molti dei giochi che indicherò sono abbastanza datati (ma ancora in commercio) e si trovano a buoni prezzi.

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Babbo Natale pop up da scaricare [PDF]

Ok, sono ufficialmente confusa, con questa storia di Babbo Natale. Voi come vi regolate? Per far credere ai bimbi che esista davvero, intendo. Il mio ha quasi 4 anni e già ha i suoi dubbi.

“Mamma, mi compri i pupazzi Paw Patrol?”
“Se fai il bravo te li porta Babbo Natale…”
“Ok. Me li compri?”

Sto sentendo teorie che non avrei mai immaginato, alcune dotate di senso, mentre altre mi lasciano perplessa. Vi dico come si sono sempre regolati i miei genitori, regalandomi un’infanzia felice: zii, zie e amici mi regalavano quello che volevano, poi arrivavano i regali di Babbo Natale (cioè “il pezzo forte”) dietro cui si celavano la mia mamma e il mio papà. Stop. Erano loro il mio Babbo Natale Official.

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“Thankful November”, un Albero della Gratitudine per grandi e bambini: cos’è e spunti per realizzarlo in casa [FOTO]

Conoscete il “Thankful Tree“? Ecco di cosa si tratta, a cosa può essere utile, come realizzarlo con i bambini (anche piccoli) e come crearne uno anche per noi adulti (il mio risultato in fondo al post…)

Il gratitude journal qui ormai è di casa. Annotare i motivi per cui essere grati ogni giorno, o quasi, aiuta a focalizzare sugli aspetti positivi della vita, che possono sfuggire in mezzo a caos, impegni e notizie sempre più demoralizzanti diffuse dai giornali. Rafforza la nostra autostima, perché vengono messi in rilievo tutti i piccoli grandi obiettivi che siamo riusciti a raggiungere, aiuta a porre l’attenzione sugli aspetti davvero importanti della propria vita e ad apprezzare i propri punti di forza, piuttosto che concentrarsi, come spesso accade, su ciò che ci manca. Ma può un bambino di tre anni o poco più capire la gratitudine, quando spesso anche per gli adulti è difficile farlo?

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Il passeggino diventa “Super” in poche mosse [VIDEO]

Idea bellissima che non posso condividere qui sopra, quella mostrata dal video che troverete in fondo al post, in cui vengono illustrati alcuni semplici accorgimenti utili a trasformare un normale passeggino in un “aggeggio” degno dell’Ispettore Gadget. Ormai ne vediamo di tutti i colori, in commercio, ma c’è sempre qualcosa che si può migliorare, anche con pochi rimedi casalinghi.

Ormai il 3enne non ne vuole sapere di stare sul passeggino, anche se tutt’ora conservo il modello ad ombrello per le scarpinate più faticose, soprattutto fuori città. Quando ero incinta ho scelto con emozione, come ogni buona primipara che si rispetti, il mitologico trio. Una cosa di cui non immaginavo neanche l’esistenza, prima di diventare mamma. Per me il trio era solo quello composto da Marchesini, Lopez e Solenghi, poi ho dovuto aprire gli occhi e imbarcarmi nella scelta del modello. Ho optato per il trio Otutto dell’Inglesina, con tutti i suoi pro e i suoi contro (tipo che è un “caterpillar” e non è proprio l’ideale per girare tra i vicoli stretti di Roma, fatti di sampietrini e marciapiedi larghi pochi millimetri…).

Ma nel frattempo il passeggino per noi sta per diventare un ricordo, con mio grande rammarico, perché nonostante abbia odiato per tanto tempo dover stare ad aprirlo e chiuderlo, caricarlo in macchina e pulirlo ogni 3 per 2, mi dispiace un po’. Mi da conferma del fatto che è un pezzo della sua infanzia che se ne va, insieme alla fine del nido :’)
Sono molto nostalgica, ultimamente…dovrei fare il secondo figlio? Vabbè, non apriamo questo capitolo, piuttosto ecco le idee condivise sul canale Youtube di WhatsUpMoms

Il papà ancora non ha imparato come si apre e chiude il passeggino? Non aspettate che vi chieda aiuto (probabilmente non lo farà), piuttosto aggiungete alcuni adesivi colorati con le semplici istruzioni. Papà, non me ne vogliate…
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Come costruire un autolavaggio per macchinine giocattolo [DIY]

Negli ultimi mesi il 3enne gioca quasi sempre con una sola cosa: il giradischi. Esatto: vinili vecchi che ha trovato in camera mia, soprattutto dei Beatles ma non solo, coprono ogni angolo della sua stanza e lui trascura i suoi giocattoli più di quanto facesse prima. Unici giocattoli che tiene ancora in considerazione sono le macchinine, il che lo rende ai miei occhi un po’ meno simile a Benjamin Button e un po’ più vicino ai suoi coetanei 🙂
Non che voglia tarpare le ali alla sua passione per la musica, ma quando poi attacca il “mostro” ai bambini del parco con “Tu lo conosci il disco dei Pink Floyd?”, ricevendo in cambio occhiate perplesse da parte dei suoi coetanei, allora cerco di ricordargli che ha pur sempre 3 anni, incentivando per questo il suo amore per le macchinine. Proprio per questo ho costruito per lui un autolavaggio, con pochissimi elementi a disposizione in giro per casa e ho coniugato un’altra sua grande passione. L’AUTOLAVAGGIO, appunto.

Quel luogo mitico che adora. Quando mio marito deve lavare la macchina, per il piccoletto è un giorno di festa e inizia a saltellare in giro mentre il papà si prepara. In effetti anche a me, da piccola, affascinavano quei rulli che giravano, l’acqua, quegli enormi meccanismi…
Il risultato sembra abbia funzionato: il 3enne ci ha giocato anche per 20 minuti di fila, il che per me è un miracolo, al momento. Quindi voglio condividere qui sopra il mio entusiasmo e l’idea, sperando possa essere utile a qualcuno.

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