Omogeneizzatore Chicco CuociPappa Natural e ricordi dello svezzamento di P.

Finalmente è arrivato il momento tanto atteso: lo svezzamento. Quale omogeneizzatore scegliere, tra i tanti in commercio? Io vi racconto la mia esperienza con il cuocipappa della Chicco

Questo blog è nato con l’intento di aiutare chi, come me, fosse alla ricerca di informazioni utili (o semplicemente consolazione), perciò vorrei spendere qualche parola su prodotti che mi sono stati utili, quelli che ho comprato e che mi hanno accompagnato durante la crescita di P. Oggi ho deciso che è il turno di uno di quegli elettrodomestici che mi sono stati più cari durante il suo primo anno di vita…così caro che quando si è rotto quasi ho pianto, ovvero l’omogeneizzatore della Chicco, il Cuocipappa Natural. A rivedere le foto quasi mi commuovo di nuovo e lo vorrei ancora qui, accanto a me, a farmi compagnia sul divano davanti a un film. Stretti stretti. Anzi, mi chiedo come ho fatto a non parlarne prima…

Cosa serve al nuovo arrivato? Una lista per il corredino del neonato

E’ da un po’ che provo a scrivere qui sopra, lo sa bene Chiara, paziente collaboratrice dello staff di Corredino-neonato.it, a cui volevo dedicare questo post da un po’ di tempo. Ma ho deciso di essere indulgente con me stessa: piuttosto che chiudere il blog, scriverò quando potrò. L’importante è che riesca a mandare i messaggi che voglio. Per questo volevo parlare di un argomento “tirato fuori” proprio da Chiara ma che è stato caro anche a me verso la fine della gravidanza. Un argomento che potrebbe essere utile a molte future mamme che potrebbero passare di qui: il corredino del bambino in arrivo. Quando è stato il mio turno, ammetto di essermi informata molto bene in Rete (una volta tanto non ho fatto la “caotica” zoticona come al mio solito, imponendomi di dare al mio piccolo quell’ordine che spesso da sola non so darmi), perciò quando è stato il momento giusto non ho perso tempo, anzi, l’ho ottimizzato.
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Faccio la valigia…e PARTO: consigli per prepararla in vista del nuovo arrivato.

“La valigia sul letto è quella di un lungo viaggiooooo…” canticchiavamo io e L. pochi giorni prima del parto,neanche un mese fa. “Ecco ho sistemato tutto e finalmente…”…oh no…ecco,si sono rotte le acque! Beh,più o meno è andata così e questa è stata l’ultima visione che ho avuto di casa mia prima di venir chiusa in ospedale per i 4 giorni successivi.
Dunque, premesso che ogni struttura ospedaliera ha le sue indicazioni su cosa portare con sè e cosa no durante il ricovero, andiamo a vedere cosa ci ho messo dentro e cosa occorre basandomi sulla mia esperienza (ad alcune cose non avevo pensato e hanno dovuto portarmele L. o mia madre…magari qualche dritta può evitare a chi legge gli stessi errori!).

La mia valigia…l’ultima immagine di casa prima di affrontare il travaglio in ospedale…

– un completino per bambino per ogni giorno di ricovero (io ne ho preparati 4, in caso di imprevisti..e così è stato..): privilegiate praticità e comodità e tessuti naturali, come cotone, lino o lana, sempre a seconda della stagione in cui si partorisce. Avendo dato alla luce Pablito a marzo pazzerello ho usato uno strato “interno” di cotone (magliettina e mutandine) e lo strato “esterno” di maglina (copri fasce a manica lunga e ghettine). A cipolla, insomma! Quindi: ghettine, copri fasce, calzini e mutandine di spugna sgambate, oltre alla cosiddetta “magliettina della fortuna”, quel camicino di seta o lino (non colorato! Bianco) da usare i primissimi giorni. Scaramanzia a parte credo sia un buon tessuto per isolare la pelle delicatissima dei neonati da altri tipi di stoffa più “aggressivi”.

– camicia da notte: ci sono ospedali che richiedono esplicitamente che la camicia si apra davanti con i bottoni,per facilitare l’allattamento. Nel mio caso non avevo indicazioni precise ma consiglio a tutte decisamente un modello più pratico possibile…non come me, che ho scelto un tipo elegante,di Prenatal,di seta lilla con un bel motivo di perline e paillettes color avorio proprio sul petto, tanto carino quanto scomodo: una volta ho provato ad allattare con quella camicia e per poco non scartavetravo la faccia di mio figlio. Per fortuna avevo un secondo modello di scorta…quello scelto da mia madre,comodo e pratico,che avevo buttato dentro la valigia snobbandolo (“si si,come vuoi tu ma’. Lo porto ma non lo userò mai,sappilo”…ovviamente poi è stato la mia salvezza)
– ciabatte
– copertina per il bimbo
– TUTTI I DOCUMENTI NECESSARI: ci sono analisi richieste dal vostro ospedale? Salmonellosi (specie per il papà se vuole assistere al parto)? Ultime ecografie,monitoraggi,autorizzazione per l’epidurale,analisi del sangue,elettrocardiogramma…?
– maxi assorbenti da parto,io ho preso i miei da Prenatal,li ho pagati un po’ meno rispetto a quanto mi avevano chiesto nelle farmacie…
– mutandone monouso a rete…con cui vi sentirete una sorta di cotechino ma che in realtà sono l’unica soluzione concepibile dopo il parto. A me le hanno fatte usare fino a due giorni dopo aver tolto i punti
– beauty della mamma con detergenti ( a me in ospedale avevano consigliato Saugella come sapone intimo), asciugamani e crema per il seno
– carica batteria cellulare
– reggiseno per allattamento e coppette assorbilatte nel caso fortunato vi occorrano già in ospedale….a me sono servite solo dopo due settimane ma è un’altra storia…
– un libro (io e le mie compagne di stanza l’abbiamo letto nei giorni a seguire,tra una visita e l’altra,tra una poppata e l’altra). Consiglio “il linguaggio segreto dei neonati”,quello che ho finito di leggere ora…

…e…mi sembra basti! OMG…se solo ripenso a quando sono riuscita finalmente a chiudere tutta la valigia…Era appena arrivata l’ora di cominciare il viaggio più bello e impegnativo della mia vita e io neanche ne ero pienamente consapevole…