L’ex coniglietta di Playboy mostra la pancia rovinata dopo due figli: la scelta coraggiosa che ci piace [FOTO]

Applausi per Kendra Wilkinson, ex coniglietta di Playboy, una delle più amate tra l’altro: ad aumentare la sua popolarità, negli ultimi giorni, è stata la foto da lei stessa condivisa su Facebook in cui non ha avuto paura a mostrarsi nella sua forma fisica, di certo non più sexy come una volta. Pancia flaccida, parecchie smagliature e un sorriso dolcissimo che ha conquistato molte donne in Rete.

“Ecco cosa hanno fatto i miei due figli…mi hanno resa felice”, ha scritto su Instagram lei che ha avuto il suo secondo figlio (la sua bambina Alijah Mary Baskett) nel maggio 2014. É accaduto in occasione della scorsa festa della mamma, con un messaggio che ha fatto il giro del mondo e fatto sentire meno sole quelle donne che a volte stentano a riconoscere ed accettare il proprio corpo dopo una gravidanza. Una storia che mi ha colpito perché a volte non ho vissuto bene i cambiamenti che ho subito dopo il parto.
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Francia: multe e prigione per i genitori che pubblicano le foto dei figli sui Facebook? Ecco perché…

Pubblicare o meno le foto dei propri figli on line e, in particolar modo, sui social? E’ una domanda che ci poniamo un po’ tutte, come mamme, in particolar modo chi gestisce un blog. Si passa da chi censura le foto dei figli per tutelarne la privacy a chi ne fa un uso forse quasi spropositato, finendo spesso per essere condannata dal giudizio degli utenti (vedi la storia dei “bambini da migliaia di follower”). Come la mettiamo con Facebook, nello specifico? Quanti genitori lo usano per dimostrare il proprio orgoglio (“Guardate come m’è venuto bene ‘sto pupo!”) oppure per aggiornare amici e parenti lontani, che non possono assistere dal vivo a momenti della crescita del bimbo.

Ecco, a “tagliare la testa al toro” ci pensa la Francia, dove al momento autorità e polizia stanno discutendo sulla possibilità di punire i genitori che pubblichino le foto dei propri pargoli senza il permesso dei diretti interessati. Si parla addirittura di multe che potrebbero arrivare fino a 45.000 euro fino a un anno di prigione, come spiegato anche dal The Guardian. I figli potrebbero anche fare causa ai genitori, una volta cresciuti, a caro prezzo per mamma e papà.
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Afghanistan, professore in bici porta i libri ai bambini che non hanno scuole: la storia che ha conquistato il Web


La cultura contro la guerra, contro l’ignoranza che ne è alla base. Un professore che offre una lezione di vita a tanti colleghi ben meno motivati nel resto del mondo, ma che soprattutto porta tanta speranza ai bambini. Questa storia potreste averla già sentita, ma vale la pena di ripeterla e mi ha colpito così tanto da non poterla condividere anche qui sopra.
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“Felice di non essere madre”: l’attrice Ellie Tylor si fa interprete di chi è stanco di trovare troppe foto di mamme e figli sui social

Si chiama Motherhood Challenge e a quanto ho capito è una moda scoppiata su Facebook, anche se non mi sembra sia (ancora) arrivata in Italia. Ma forse sono io ad essere in ritardo. In poche parole si tratta di una sorta di “sfida” tra mamme che condividono sul popolare social network le foto che meglio rappresentano la gioia della maternità, nominandosi a vicenda e dando così il via a un gioco divertente, forse, ma che non è piaciuto a tutti. Soprattutto ai non-genitori. Anche perché può risultare davvero invadente, ammettiamolo.
Sta di fatto che l’attrice comica britannica Ellie Tylor ha voluto ironizzare sulla questione postando una foto, diventata virale, in cui mostra i motivi per cui, invece, è fiera di essere una non-mamma.

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Aerosol ai bambini per combattere tosse e raffreddore: un mito da sfatare?

Aerosol ai bambini contro tosse e raffreddore: un mito da sfatare? Secondo quanto riportato oggi dall’AdnKronos sì. “E’ utile in caso di broncospasmo e asma bronchiale, laringite e bronchiolite – queste le parole di Italo Farnetani, pediatra di Milano, riportate dall’agenzia – in altre situazioni l’uso è improprio”. Dunque non si tratterebbe di quella panacea di tutti i mali a cui molte mamme (tra cui la sottoscritta) fa appello in caso di tosse, influenza o raffreddore. Tanto che il mio ometto ormai è un esperto e, in barba a molti suoi colleghi di due anni, si regge da solo la mascherina mentre guarda i cartoni. Ormai è “addestrato”.

“Nel caso di virus influenzale o parainfluenzale – ha spiegato Farnetani all’AdnKronos – è utile umidificare l’ambiente, perché si respira meglio in una stanza in cui l’aria non sia secca. Oltre a togliere il dolore al bambino, somministrando paracetamolo, e dargli un decongestionante”. “Quando i più piccoli hanno la tosse – ha aggiunto l’esperto – gli sciroppi sono pressoché inutili, così come i sedativi. E’ importante invece far bere molto i più piccoli, bevande calde ma anche fredde”. Senza dimenticare di tenere pulito il naso con frequenti utilizzi di soluzione fisiologica. Tuttavia l’aerosol non provocherebbe danni ma, al limite, sarebbe inutile, come riportato anche da nanopress.it, dove si legge inoltre che l’Associazione Culturale Pediatri avrebbe evidenziato l’inadeguatezza dell’uso di farmaci cortisonici inalatori, che in Italia spesso vengono prescritti dai pediatri per curare “le infiammazioni delle prime vie respiratorie dei bambini”. Teoria seguita anche dal mio pediatra di base, per dire.
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