Plagiocefalia nel neonato: mettiamo la testa a posto. La nostra esperienza

Il medico guardava attentamente la testa di P., a pochi giorni dalla sua nascita, per la prima visita pediatrica dopo l’uscita dall’ospedale. Un po’ troppo attentamente. Un po’ troppo a lungo.
“Tutto ok?”, ricordo di aver chiesto io, sicura che mi avrebbe risposto: “Sì sì, mi scusi, mi ero assopito” (il primo pediatra che ho scelto per P. è lo stesso che ha cresciuto me e i miei cugini…insomma, non è un giovanotto e ci stava che si addormentasse, ma è molto bravo).
Invece no, non era tutto ok e lui aveva qualcosa da dirmi. Plagiocefalia da posizione. Insomma, la testa di P. era leggermente schiacciata da un lato. Ecco un’immagine tratta dal Web per rendere l’idea:

A tre anni di distanza da quel giorno, mi trovo a ricordarlo e a ricordare le parole del dottore per tranquillizzare alcune mamme che potrebbero vivere la mia stessa esperienza, senza per questo pretendere di scriverci un trattato sopra. Come al solito (non mi stancherò mai di ripeterlo) occorre sempre seguire il parere degli esperti, ma vorrei solo rassicurare chi potrebbe essere preoccupata come all’epoca lo sono stata io.
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Giocattoli: i pericoli da conoscere

Sono una mamma un filino ansiosa, chi mi conosce lo sa, ma sto cercando di modificare questo atteggiamento man mano che P. cresce, per non trasmettergli le paure che io ho ereditato dai miei genitori. Tuttavia penso, come sempre, che informarsi sia la migliore arma per difendersi dagli incidenti domestici e anche un semplice giocattolo, si sa, può essere pericoloso se non possiede alcuni requisiti di sicurezza. Spetta a noi genitori tenere sott’occhio il prodotto e l’uso che ne fa il bambino. Per questo condivido con piacere un’infografica realizzata da amicopeluche.it che può essere utile a tenere a mente alcuni aspetti da non sottovalutare.

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Aerosol ai bambini per combattere tosse e raffreddore: un mito da sfatare?

Aerosol ai bambini contro tosse e raffreddore: un mito da sfatare? Secondo quanto riportato oggi dall’AdnKronos sì. “E’ utile in caso di broncospasmo e asma bronchiale, laringite e bronchiolite – queste le parole di Italo Farnetani, pediatra di Milano, riportate dall’agenzia – in altre situazioni l’uso è improprio”. Dunque non si tratterebbe di quella panacea di tutti i mali a cui molte mamme (tra cui la sottoscritta) fa appello in caso di tosse, influenza o raffreddore. Tanto che il mio ometto ormai è un esperto e, in barba a molti suoi colleghi di due anni, si regge da solo la mascherina mentre guarda i cartoni. Ormai è “addestrato”.

“Nel caso di virus influenzale o parainfluenzale – ha spiegato Farnetani all’AdnKronos – è utile umidificare l’ambiente, perché si respira meglio in una stanza in cui l’aria non sia secca. Oltre a togliere il dolore al bambino, somministrando paracetamolo, e dargli un decongestionante”. “Quando i più piccoli hanno la tosse – ha aggiunto l’esperto – gli sciroppi sono pressoché inutili, così come i sedativi. E’ importante invece far bere molto i più piccoli, bevande calde ma anche fredde”. Senza dimenticare di tenere pulito il naso con frequenti utilizzi di soluzione fisiologica. Tuttavia l’aerosol non provocherebbe danni ma, al limite, sarebbe inutile, come riportato anche da nanopress.it, dove si legge inoltre che l’Associazione Culturale Pediatri avrebbe evidenziato l’inadeguatezza dell’uso di farmaci cortisonici inalatori, che in Italia spesso vengono prescritti dai pediatri per curare “le infiammazioni delle prime vie respiratorie dei bambini”. Teoria seguita anche dal mio pediatra di base, per dire.
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