Mio figlio non crede a Babbo Natale (di già). Cosa fare?

Mio figlio non crede a Babbo Natale. A neanche 5 anni. Avevo questo sospetto ma è stato definitivo il fatto di averlo sentito dire: “Babbo Natale non esiste!” a una bimba di 2 anni, che indicava a sua nonna, con il ditino, quali giocattoli avrebbe chiesto al panciuto bontempone che tutti amiamo. Con sommo disprezzo della nonna della piccola, che non ha avuto pietà né per me (che ero evidentemente basita per questa rivelazione a bruciapelo) né per il fatto che mio figlio sì, è più grande di sua nipote, ma non è comunque un uomo adulto, grosso e vaccinato. Ci ha guardato malissimo, ha tappato le orecchie alla bimba e poi se n’è andata via dicendo ad alta voce: “Ecco perché non voglio che mia nipote vada a scuola…poi incontra bambini così che le rovinano il Natale”.

Sbollita la mia rabbia verso la donna, ho chiesto al mio piccoletto come mai quell’uscita. “Me l’ha detto M.”, ha risposto. Dove “M.” sta per un suo amico di scuola un po’ più grande di lui, dotato di fratello adolescente che avrà pensato bene di chiarire il fatto al suo fratellino più piccolo e magari un po’ rompiscatole. E ora sono qui a pagarne le conseguenze. “Mamma, non l’ho mai visto! Dov’è, eh?!?”, mi ha chiesto. Non bastano i Babbi Natali nei centri commerciali. Non basta avere l’Elf on the Shelf che ogni anno ci ricorda che lui è lì per controllare che P. faccia il buono e che riceva i giusti doni. Evidentemente non bastano i libri illustrati sul tema, non è bastata la visita alla Casa di Babbo Natale o i gli omini di pan di zenzero che lasciamo sul tavolo, da quando è piccolo, per dire grazie a Babbo Natale quando passerà per casa nostra. No. Mio figlio a 4 anni è evidentemente già un seguace dell’empirismo.

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Vacanze in famiglia: gli effetti sullo sviluppo dei bambini

Si avvicinano le vacanze di Natale. Alcune famiglie rimarranno a casa, altre ne approfitteranno per viaggiare. Le vacanze in famiglia, quando è possibile concedersele, sono essenziali sia per bambini che per genitori: non solo assicurano un break dalla routine e un po’ di relax per gli adulti, rappresentano per i bambini anche una parte fondamentale dello sviluppo. Se vi serve la motivazione giusta per decidere se regalarvi o meno una vacanza, sarà utile conoscere i risultati della ricerca condotta da HomeToGo, che si è rivolta a medici, esperti e genitori che viaggiano con i più piccoli per capire quali sono gli effetti delle vacanze sullo sviluppo dei bambini identificando le aree di crescita coinvolte.

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“Cambia il destino dei bambini in fuga dalla guerra” con un SMS o una telefonata

Finalmente riesco a fermarmi per tornare a parlare di solidarietà. L’organizzazione umanitaria INTERSOS, infatti, dal 15 settembre scorso ha lanciato a la campagna di raccolta fondi “Sogno la fine di un viaggio da incubo”, che durerà fino al 15 ottobre e che ha come obiettivo quello di realizzare INTERSOS24, un nuovo centro di accoglienza nella periferia est di Roma, aperto 24 ore al giorno, per minori stranieri non accompagnati. Si tratta di bambini e adolescenti costretti ad affrontare da soli il difficile viaggio lontano dalla propria casa e dal proprio paese di origine.

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Togliere il ciuccio a 4 anni: ecco come ce l’abbiamo fatta

Togliere il ciuccio a 4 anni: si può. Aggiungerei anche “si deve”, ma non voglio mettere pressione a chi, com’è accaduto a me, si sente già una madre di m…a perché non riesce a tenere testa alle crisi di astinenza di suo figlio/sua figlia. E’ passato qualche tempo da quando è accaduto, ma voglio comunque raccontare la mia esperienza, che spero possa essere utile a chi passa di qui.

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Back to School Party per alleggerire il rientro in città

Come potrete immaginare, se avete letto qualche altro post su questo blog, sono stata una di quelle che si è incuriosita particolarmente per la filosofia Hygge lungo il 2017. Sì, almeno per curiosità ho voluto leggere Il metodo danese per crescere bambini felici ed essere genitori sereni , di cui ho detto anche la mia sul blog Il vino e le viole, che vi consiglio caldamente di seguire (perché lo amo e so che non ve ne pentirete).

Non solo: ho letto avidamente anche Hygge. La via danese alla felicità e  Il metodo danese per vivere felici. Hygge , di cui magari un giorno vi racconterò, anche se oramai non vanno più in voga, credo. Insomma: una pazza, forse. Tra le cose che ho apprezzato di questa “filosofia di vita” c’è sicuramente l’aspetto conviviale. A quanto sembra i danesi amano condividere i momenti liberi, festeggiare insieme ogni ricorrenza utile e tengono in casa una scorta di cibarie per eventuali ospiti, a cui offrono anche una coperta calda per ripararsi nelle giornate più fredde. Far sentire gli ospiti a casa loro è fondamentale e sono pienamente d’accordo.

Al di là del fatto se questo può essere o meno veritiero (non ho mai vissuto in Danimarca, spero “non ce la diano a bere”), ho voluto condividere il più possibile ogni giornata che questa estate ci ha offerto con i miei amici più cari, per quanto questo abbia significato spesso ripulire casa prima e dopo che i bambini l’avessero messa a ferro e fuoco e dover tornare di corsa al supermercato perché, in un eccesso di entusiasmo, avevo dato fondo a tutto ciò che avevi nel frigo. Ma, anche se con un po’ di stanchezza, posso dirmi pienamente felice delle giornate che abbiamo trascorso insieme e ho deciso di celebrare la vita con i miei affetti più cari appena possibile. Qui torniamo a noi, al Back to School Party.

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