Vacanze in famiglia: gli effetti sullo sviluppo dei bambini

Si avvicinano le vacanze di Natale. Alcune famiglie rimarranno a casa, altre ne approfitteranno per viaggiare. Le vacanze in famiglia, quando è possibile concedersele, sono essenziali sia per bambini che per genitori: non solo assicurano un break dalla routine e un po’ di relax per gli adulti, rappresentano per i bambini anche una parte fondamentale dello sviluppo. Se vi serve la motivazione giusta per decidere se regalarvi o meno una vacanza, sarà utile conoscere i risultati della ricerca condotta da HomeToGo, che si è rivolta a medici, esperti e genitori che viaggiano con i più piccoli per capire quali sono gli effetti delle vacanze sullo sviluppo dei bambini identificando le aree di crescita coinvolte.

Tutti gli effetti delle vacanze sullo sviluppo dei più piccoli.

Le esperienze che i bambini vivono durante i periodi di vacanza attivano importanti componenti neurochimici che influenzano positivamente lo sviluppo celebrale, tra cui gli oppiacei endogeni, l’ossitocina e la dopamina. Queste sostanze neurochimiche aiutano a ridurre lo stress, attivano i sentimenti di vicinanza e generosità e contribuiscono a un senso di benessere.
Stati emozionali e circuiti istintuali sono inoltre stimolati: la ricerca di risorse e la sperimentazione di divertimento e dominanza sociale. Questi si comportano come i muscoli, quanto più sono allenati maggiore è la loro influenza sulla formazione della personalità e dell’intelligenza sociale, ovvero la capacità di relazionarsi con gli altri, e del comportamento orientato sugli obiettivi, che può durare per tutta la vita.

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Le vacanze contribuiscono all’aumento nei bambini della salute mentale e fisica ed il quoziente intellettivo ad essa associato. Inoltre, il cambiamento di ambiente stimola l’attività del lobo frontale favorendo l’apprendimento e incrementando diverse funzioni tra cui le capacità di concentrazione e di organizzazione.

Il contatto con nuovi ambienti migliora la concentrazione, specie se si tratta di aree verdi e luoghi immersi nella natura. Uno studio condotto dall’Università dell’Illinois ha, infatti, evidenziato che attenzione e concentrazione nei bambini aumentano già solo dopo i primi 20 minuti trascorsi nella natura. Inoltre, la pressione sanguigna e lo stress si riducono, con effetti positivi sui bambini con ADHD (Attention Deficit Hyperactivity Disorder). Il contatto con la natura, poi, offre opportunità per lo sviluppo cognitivo ed emotivo, aiuta a rafforzare la capacità di esplorazione, contribuisce a risolvere i problemi, e, soprattutto, aiuta i bambini a differenziare tra il momento del dovere e quello del tempo libero.

Nice concept for childhood dreams

Il cambiamento di ambiente e la possibilità di fare nuove esperienze, con l’abbandono della routine quotidiana e la formazione di differenti abitudini temporanee, o anche solo l’organizzazione di una vacanza, stimola la creatività permettendo ai bambini di osservare cose ed eventi da una diversa prospettiva.Al tempo stesso ricercatori e pediatri sostengono che vi sia un aumento nel livello di felicità nei bambini durante una vacanza o la sua preliminare pianificazione con i genitori. Tutto questo genera aspettative di viaggio, emozioni positive che si riflettono anche sulle interazioni familiari.

La Dott.ssa Gabriele Haug-Schnabel, esperta del comportamento umano, afferma che: «Per molte persone, vale quanto segue: vacanze, ma anche brevi tour o escursioni, regolari producono un miglioramento della soddisfazione della vita, Life Satisfaction. Visitare nuovi luoghi e confrontarsi con realtà differenti aiuta ad abbattere i pregiudizi e rendere più comprensivi, permettendo di allentare i vincoli della realtà quotidiana».

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A tal proposito, le vacanze, durante le quali momenti ed esperienze si consumano senza alcuna fretta e in un’atmosfera serena, influenzano positivamente le dinamiche familiari, non incentivate, al contrario, dal moderno stile di vita, i ritmi frenetici e i numerosi impegni quotidiani. In vacanza i genitori possono conoscere ancor meglio punti di forza e debolezze dei propri figli potendosi dedicare completamente ai bambini, che si sentono considerati e amati.

Questo migliora la comunicazione e la comprensione in famiglia e, non solo aiuta a rafforzare i legami familiari ma anche, aumenta il livello di autostima influenzando lo sviluppo della persona, prima durante la fase adolescenziale e più tardi in età adulta. La Dott.ssa Haug-Schnabel aggiunge in merito: «I bambini imparano viaggiando con i genitori che l’affidabilità e la fiducia possono esplicarsi non solo un contesto familiare o domestico, ma ovunque».

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“Cambia il destino dei bambini in fuga dalla guerra” con un SMS o una telefonata

Finalmente riesco a fermarmi per tornare a parlare di solidarietà. L’organizzazione umanitaria INTERSOS, infatti, dal 15 settembre scorso ha lanciato a la campagna di raccolta fondi “Sogno la fine di un viaggio da incubo”, che durerà fino al 15 ottobre e che ha come obiettivo quello di realizzare INTERSOS24, un nuovo centro di accoglienza nella periferia est di Roma, aperto 24 ore al giorno, per minori stranieri non accompagnati. Si tratta di bambini e adolescenti costretti ad affrontare da soli il difficile viaggio lontano dalla propria casa e dal proprio paese di origine.

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Togliere il ciuccio a 4 anni: ecco come ce l’abbiamo fatta

Togliere il ciuccio a 4 anni: si può. Aggiungerei anche “si deve”, ma non voglio mettere pressione a chi, com’è accaduto a me, si sente già una madre di m…a perché non riesce a tenere testa alle crisi di astinenza di suo figlio/sua figlia. E’ passato qualche tempo da quando è accaduto, ma voglio comunque raccontare la mia esperienza, che spero possa essere utile a chi passa di qui.

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Back to School Party per alleggerire il rientro in città

Come potrete immaginare, se avete letto qualche altro post su questo blog, sono stata una di quelle che si è incuriosita particolarmente per la filosofia Hygge lungo il 2017. Sì, almeno per curiosità ho voluto leggere Il metodo danese per crescere bambini felici ed essere genitori sereni , di cui ho detto anche la mia sul blog Il vino e le viole, che vi consiglio caldamente di seguire (perché lo amo e so che non ve ne pentirete).

Non solo: ho letto avidamente anche Hygge. La via danese alla felicità e  Il metodo danese per vivere felici. Hygge , di cui magari un giorno vi racconterò, anche se oramai non vanno più in voga, credo. Insomma: una pazza, forse. Tra le cose che ho apprezzato di questa “filosofia di vita” c’è sicuramente l’aspetto conviviale. A quanto sembra i danesi amano condividere i momenti liberi, festeggiare insieme ogni ricorrenza utile e tengono in casa una scorta di cibarie per eventuali ospiti, a cui offrono anche una coperta calda per ripararsi nelle giornate più fredde. Far sentire gli ospiti a casa loro è fondamentale e sono pienamente d’accordo.

Al di là del fatto se questo può essere o meno veritiero (non ho mai vissuto in Danimarca, spero “non ce la diano a bere”), ho voluto condividere il più possibile ogni giornata che questa estate ci ha offerto con i miei amici più cari, per quanto questo abbia significato spesso ripulire casa prima e dopo che i bambini l’avessero messa a ferro e fuoco e dover tornare di corsa al supermercato perché, in un eccesso di entusiasmo, avevo dato fondo a tutto ciò che avevi nel frigo. Ma, anche se con un po’ di stanchezza, posso dirmi pienamente felice delle giornate che abbiamo trascorso insieme e ho deciso di celebrare la vita con i miei affetti più cari appena possibile. Qui torniamo a noi, al Back to School Party.

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Perché avrei voluto mollare il blog e perché, alla fine, torno sempre qui

Scrivo questo post tutto di getto, molto più del solito, perché sono stata (di nuovo) a lungo lontana dal blog, come forse qualcuno avrà notato. Ho pensato spesso, però, a questo spazio, nel bene e nel male. Nel bene, perché per me il blog non è stato solo uno svago, ma è stato anche e soprattutto un modo per migliorare come madre. Ho tante amiche mamme, tante altre ne ho conosciute tra scuola e parco, eppure è attraverso il Web che ho sconosciuto molte altre donne che, anche da lontano, hanno saputo farmi riflettere con i racconti dei problemi delle loro famiglie, così simili ai miei, oppure raccontando delle proprie sfide, paure, vittorie.

Mi hanno consigliato, anche indirettamente, titoli di libri e film che poi hanno lasciato il segno, alcune mamme blogger hanno saputo calmarmi quando avevo un figlio di pochi mesi e già pensavo che potesse crescere viziato, che già lo fosse, che stessi sbagliando tutto.

Così avrei voluto io aiutare altre madri, se possibile.

Inoltre ho avuto la fortuna di poter conoscere brand che si sono interessati al mio piccolo spazio, ho potuto testare i loro prodotti ed allargare le mie vedute, consigliare acquisti e dire la mia sullo shopping, visitare posti nuovi, conoscere le altre mamme blogger e ridere con loro dal vivo, partecipare a eventi piacevoli con la mia famiglia.

Insomma, il blog mi è mancato, in questi mesi.

Allo stesso tempo, però, ho pensato più di una volta di mollare tutto. Chiudere, oscurare, non scrivere più una riga.

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