Neonato vuole stare sempre in braccio, è normale??

UPDATE: ATTENZIONE, SE CAPITATE DI QUI LEGGETE PURE LA MIA ESPERIENZA, SCRITTA A POCHI GIORNI DAL PARTO, MA IL RACCONTO PROSEGUE CON UNA DOVEROSA PRECISAZIONE SCRITTA 3 ANNI DOPO (CHE TROVATE QUI). LE COSE SONO CAMBIATE NON POCO. VI CONSIGLIO INOLTRE IL POST SUI RISCHI DELL’IGNORARE IL PIANTO DEL NEONATO

Io stavolta non c’entro! Non posso aver viziato mio figlio in 10 giorni di vita, di cui 4 passati in ospedale, per di più!

Continua a leggere “Neonato vuole stare sempre in braccio, è normale??”

Divento mamma…chi mi aiuta??

Divento mamma…chi mi aiuta? Come ho fatto a non averci pensato in tutti questo tempo? Nove mesi passati tra dubbi, paure, perplessità, a cercare negli occhi delle altre donne le risposte che non avevo io, senza riuscire davvero a sfogarmi…e ora, quasi alla fine della mia gravidanza (e solo la parola mi sembra ancora enorme…) penso che avrei dovuto fare la cosa che da sempre mi riesce meglio: scrivere! Scrivere scrivere scrivere, sperando di trovare in rete la solidarietà che a volte manca nella nostra vita reale. Purtroppo, poi, spesso manca proprio tra le donne, paradossalmente. Ma di questo preferisco parlarne più avanti. Per ora, in questi mesi, ho scritto solo a Lui, il Lui che dorme e scalcia e spesso si muove nella mia pancia quasi fosse una star del cinema dentro il suo personale loft di Manhattan. Da quando ho saputo che c’era, che stavolta non era una mia paura fondata su qualche famoso “giorno di ritardo”, gli scrivo qualche riga appena posso con la speranza che un giorno possa capire che periodo splendido e terribile abbiamo passato insieme. Solo che lui non può rispondermi e io invece in questi mesi ho sempre avuto bisogno di tante risposte, anche se ora le cose vanno meglio, perchè mi sono informata, ho letto anch’io quella valanga di libri consigliati, riviste specializzate, ho fatto domande…ecco, mi ha aiutato anche e sopratutto confrontarmi con altre donne per capire cosa dovevo fare, da che parte dovevo cominciare, come avrei dovuto affrontare quella gravidanza che, seppur cercata, mi stava per trasformare da figlia unica “mamma-come-si-cucina-il-polpettone” a mamma che lava il corredino per la valigia da portare in ospedale.
Mi sono rivolta a tante donne…

A mia nonna ma è stato inutile: “erano altri tempi”, “non ricordo”, “ah ho detto questo? No, volevo dire quest’altro…”

A mia madre ma i suoi racconti finiscono spesso con lei nelle vesti di madre-eroina stile Fantine de I Miserabili fino ad arrivare alle recriminazioni su quanto io avrei dovuto capirla di più durante l’adolescenza, quando le urlavo contro, e che ora, finalmente, solo ora FORSE potrò capirla. Ma neanche troppo, perché io sono comunque più fortunata di quanto lo fosse lei alla mia età, grazie ai sacrifici dei miei poveri genitori…

Alle amiche.
A quel punto abbiamo:

  • Le mamme TERRORISTE: non vogliono farti fare false illusioni su come sarà la tua vita nei prossimi mesi e questo è un obiettivo nobile, però è anche pesante quando ti senti raccontare sin da subito tutte le “brutture” legate alla maternità, dal “ti verrà un culo come una portaerei, preparati”, “io non sono più tornata fisicamente quella di prima” al “non dormirai mai più”, “scordati il sesso degno di questo nome”, “goditi le ultime cenette al ristorante perché mangiare fuori sarà un inferno”. Però poi sono le stesse che, non si sa come, nonostante le borse sotto gli occhi e capelli sfibrati, ti dicono che avere un bambino è, nonostante tutto una benedizione…e dal sorriso che fanno mi fido. Però mi terrorizzano comunque…
  • Le mamme che LA-FANNO-FACILE: al contrario, c’è chi te la fa anche troppo facile. Per loro…beh, non dicono che sia stata una passeggiata all’aria fresca ma in fondo lo rifarebbero mille volte, quel percorso. Nausee? Sì, un po’…ogni tanto…”e pensa che infatti mi sono DIMAGRITA i primi tre mesi”. E magari tu al terzo mese, nonostante vomitassi come Linda Blair, avevi già guadagnato sei kg a forza di abbuffarti di quelle fette biscottate che davano un po’ di sollievo al tuo stomaco. Lavoro? “Ho approfittato della maternità per aprire la mia attività in proprio. Alla fine ho lasciato il lavoro che avevo prima (contratto a tempo indeterminato, 13ima, 14ima, ferie pagate) perché così posso lavorare da casa e gestirmi gli appuntamenti di lavoro e il piccolo”. “Ma dai, non ti preoccupare, uscita dalla clinica mi ricordo che ero già come ai tempi del liceo…magra come un chiodo”. “Mah…se ti devo dire…questa epidurale sarà poi così necessaria?…io ho avuto un parto naturale, dolore sopportabile…sarà durato un paio d’ore ma mi sono volate”. Ora, se da un lato queste amiche hanno l’indubbio vantaggio di tranquillizzarti come farebbe la nonna (“va tutto bene e andrà sempre tutto bene, piccola mia…”) dall’altra ti demoralizzano quando ti accorgi che tu, invece: ingrassi a vista d’occhio anche bevendo solo tè e camomilla, stai chiaramente per essere mandata a casa senza maternità da un posto di lavoro precario dove i capi ti fanno mobbing da quando hanno saputo che eri “in età da marito” (e quindi figli), senza contare di quando sarai in sala parto a urlare all’ostetrica di doparti con qualunque droga possibile e ripenserai alle loro parole o di quando allatterai e prenderai altri cinque chili nonostante le previsioni di chi “durante l’allattamento consumi tanto! vedrai che dimagrirai in poco tempo”. Controindicazione, dunque, del rivolgersi a questo tipo di amiche: si rischia un pesante crollo dell’autostima…ma poi, sarà tutto vero quello che dicono?
  • Amiche SENZA FIGLI: e senza cuore, aggiungerei. Perché spesso non provano empatia, anzi, ci tengono bene a guardarti con compassione, durante gli aperitivi e a sentirsi in dovere di dire la loro su quanto faccia schifo la maternità, nonostante abbiano davanti proprio una donna incinta. Come se tu non fossi lì con la tua pancia o se stessero parlando di un’altra persona non presente. A volte mi sono ritrovata a pensare: “ma avrà capito che io sono incinta?”. Sì, ci sarà anche qualche azzurra e zuccherosa eccezione dell’amica che sospira invidiandoti e chiedendosi quand’è che anche lei potrà stringere tra le braccia il suo fagotto d’amore ma molte (tante) altre senza pietà proferiranno i loro verdetti. Con cui, per altro, in fondo sei anche d’accordo, in parte. “Mah…io finché non avrò un contratto stabile e una buona posizione sul posto di lavoro non me la sento proprio. Ma sai che paura all’idea di non saper cosa dargli da mangiare l’anno prossimo?”. Sì, lo so che paura. Quella che provo io quando mi addormento e il pupo scalcia senza sapere che sta per venire al mondo in una famiglia dove nessuno dei due genitori ha un contratto fisso. Grazie per avermelo ricordato, ora mi sento più tranquilla! Oppure: “No, io devo prima fare i miei viaggi, le mie esperienze…per esempio quest’anno vado in Polinesia. Tu?”. “Io quest’anno ho speso in analisi e visite molto più di quanto costerà a te vivere un mese in Polinesia servita e riverita” – ma questo non lo dici – “quindi staremo a Circeo a casa al mare dei suoi e andrò in spiaggia solo negli orari sfigati, per via del poppante”. Oppure: “No ma per carità, ho fatto tanto per arrivare a questa forma fisica ora vado a farmi SBRINDELLARE da un ragazzino? A proposito, hai visto i miei nuovi jeans super aderenti sul sedere? Come li trovi? Ho dovuto solo stringerli un po’ sui fianchi…”
Poi ho scoperto un mondo dove il “mal comune-mezzo gaudio” regna sovrano: il web! Dove basta digitare sui motori di ricerca le parole chiave: “gravidanza” + “ragadi”/”cistite”/”grasso”/”nausea”/”sciatica” e mille altri tipi di sciagure correlati per aprire un mondo di blog e forum dove altre mamme, probabilmente perchè lontane dai riflettori, si sfogano e urlano i loro problemi e si danno consigli per risolverli. 
Certo, poi occorre sempre sentire il proprio ginecologo (ops! Scusate, “GINE”. Perché nel glossario della mamma-multitasking diventa “gine”), prima di prendere qualunque decisione in fatto di farmaci o terapie ma diciamo che almeno umanamente senti di non essere più sola. 
Ora, non pretendo che questo spazio possa rispondere alle domande che anche io mi ponevo e mi pongo (però magari a molte sì) ma spero soprattutto che possa aiutare ME a scaricarmi da un po’ dalle ansie che si avvicinano con l’avvento del parto…e magari aiutare altre ragazze nella mia situazione a distrarsi e a pensare che non sono sole. Nel bene e nel male…