“Cambia il destino dei bambini in fuga dalla guerra” con un SMS o una telefonata

Finalmente riesco a fermarmi per tornare a parlare di solidarietà. L’organizzazione umanitaria INTERSOS, infatti, dal 15 settembre scorso ha lanciato a la campagna di raccolta fondi “Sogno la fine di un viaggio da incubo”, che durerà fino al 15 ottobre e che ha come obiettivo quello di realizzare INTERSOS24, un nuovo centro di accoglienza nella periferia est di Roma, aperto 24 ore al giorno, per minori stranieri non accompagnati. Si tratta di bambini e adolescenti costretti ad affrontare da soli il difficile viaggio lontano dalla propria casa e dal proprio paese di origine.

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Aiutiamo Tenderly e Make-A- Wish® Italia a realizzare il sogno della piccola Angela

Da quando sono madre sono ancora più sensibile a malattie, guerre o calamità che spesso colpiscono i bambini. Guardo i telegiornali, leggo articoli su bimbi privati di sogni e speranze, che lottano con le loro famiglie per non arrendersi e il cuore mi si spezza. Credo che possiate capirmi. Soprattutto se ci penso ora, alle soglie del Natale, quando tutte noi madri facciamo il possibile per realizzare i piccoli e grandi desideri dei nostri figli. Non riesco più a sopportare l’idea di non poter aiutare tutti quei bambini che, in fuga da zone di guerra o negli ospedali, vedono i loro sogni minacciati da problemi troppo più grandi di loro. Continuo a chiedermi cosa possiamo fare, noi, nel nostro piccolo, e così appena posso sono davvero felice di condividere su questo blog iniziative che possano contribuire a rendere più felici i bimbi in Italia e nel mondo.

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Dall’Asia all’Africa: i giochi dei bambini nel mondo. Come adottare a distanza i bimbi meno fortunati [INFOGRAFICA]

Ho parlato recentemente del senso di gratitudine che vorrei che mio figlio cominciasse a interiorizzare, anche se è davvero molto piccolo. Tra il gioco dell’ “albero della gratitudine”, storie che leggiamo insieme e il nostro buon esempio, spero tuttavia che qualcosa rimanga dentro di lui, anche a livello inconscio.

Penso sia ancora più importante il fatto che impari ad apprezzare le gioie di una quotidianità serena, visto il periodo storico in cui viviamo, in cui i tg rimandano le immagini di bambini in fuga dalla guerra o dai cataclismi naturali, bambini ridotti alla fame o rimasti soli al mondo. Ovviamente da quando sono diventata madre sono ancora più sensibile a quelle scene, vorrei stringere uno per uno quei bimbi, proteggerli, urlare a un nemico invisibile (tanto, troppo più grande di me) che deve smetterla. Invece il più delle volte rimango impietrita davanti alla tv. Un morso alla gola, un pugno allo stomaco e il solito quesito: cosa posso fare, nel mio piccolo, per cambiare tutto questo?

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