Libri sulle emozioni per bambini di 4 anni

A quasi un anno di distanza da quando ho parlato di libri sulle emozioni per bambini (di 3 anni…o giù di lì) torno sull’argomento per aggiornarci un po’ sulle new entry arrivate nel frattempo tra gli scaffali della libreria del 4enne. Eh sì, il tempo passa, mannaggia.  Si torna a parlare di emozioni e di libri (più o meno famosi) che possono aiutare i bambini in età pre-scolare a comprenderle. Tra l’altro, per chi si fosse perso lo scatto sul mio canale Istagram o Facebook…ecco il nuovo angolo di lettura creato in camera dello gnomo! E con questo abbiamo rosicchiato anche gli ultimi cm di spazio disponibile, credo…

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Libri per bambini di 3 anni sulle emozioni e la paura, tra pesci, gattini e scatoloni da chiudere bene

Tornare a scrivere in occasione del Venerdì del Libro per me è una buona notizia: vuol dire che ho ritrovato tempo, anche se poco, da dedicare a quello che davvero mi piace fare, ovvero leggere e leggere al mio piccoletto. Questa settimana, infatti, torno a parlare di libri che ho scelto insieme al 3enne. Ultimamente sto cercando libri che mi aiutino ad affrontare con lui la gestione delle emozioni, visto che ancora lo vedo incapace di gestire soprattutto, a volte, la rabbia, la delusione, i “no” oppure la frustrazione per non saper fare qualcosa (costruire con i Duplo, disegnare come si deve…lui già aspira a dipingere come Leonardo, da quello che ho potuto notare) eccetera eccetera.

Quando lavoravo nei laboratori teatrali con i bambini piccoli, una delle cose che più amavo era sfruttare quello strumento per avvicinarli a certe emozioni, fargliele vivere attraverso testi, personaggi e piccole scenette, e poi tornare alla vita di tutti i giorni, ma più arricchiti. Così penso che possano fare i libri. Così avviene, in fondo, anche quando noi adulti leggiamo un testo che ci fa riflettere.

Non ho ancora trovato libri per la sua età che affrontino rabbia e gestione dei “no”, ma credo di aver letto tra le mie amiche blogger che ce ne sono molti in giro al riguardo (avete titoli e suggerimenti? Sparateli nei commenti, please!). Ho però trovato tre libri molto carini che in qualche modo trattano la gestione dei sentimenti che ancora lui non conosce pienamente (e forse neanche noi adulti…ma sto divagando), due dei quali ruotano intorno al concetto di paura.
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Togliere il pannolino: le 10 cose che avrei dovuto sapere circa lo spannolinamento

Chiedo venia, so di essere sparita da un po’ (ma so che dormite comunque la notte, tranquille!). Ci sono molte cose che vorrei raccontarvi, post e mail a cui vorrei rispondere, ma sono alle prese con un corso di formazione professionale che (spero!) potrebbe migliorare anche questo blog, oltre che il mio lavoro, ma che mi sta anche lasciando mezza viva e mezza morta di stanchezza. Il resto del tempo, come potete immaginare, lo passo dietro a Pablito. Che, tra l’altro, ha finalmente tolto il pannolino (almeno di giorno)! Ecco la nostra storia…e in fondo al post le mie profonde riflessioni in 10 pratici punti, per le lettrici più pigre 🙂 

Sì, so che questo genere di post lo avrete letto già tante volte, se seguite le mamme blogger, ma il bello del nostro “settore” è proprio che ogni mamma vi può dire la sua: tutte abbiamo un bambino diverso, noi stesse lo siamo e abbiamo tempistiche differenti. Così funziona per lo spannolinamento, sia per quanto riguarda il figlio che la madre: ci sono quelle che se la possono e vogliono prendere comoda, chi deve sbrigarsi visto l’imminente arrivo di un fratellino che complicherebbe la questione, c’è chi teme l’inizio della scuola materna (pannolini banditi!), chi deve coniugare lo spannolinamento con gli impegni di lavoro e così via.

Perciò vi dico la mia, anche perché, come spesso accade, l’esempio di mio figlio può consolare davvero tutte: se c’è una cosa che lui può fare più tardi degli altri bambini, per pigrizia o solo per far impazzire me, la farà! Comunque a quanto sembra anche noi alla fine ce l’abbiamo fatta, in queste settimane. Quindi c’è speranza per tutti.

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Storielle per bambini di 2-3 anni: i libri che ci hanno tenuto compagnia tra pioggia e malanni

Eccomi di nuovo a parlare di libri, ma stavolta si tratta di letture per bambini. Qui sono quasi finite le due settimane di reclusione che P. ha dovuto trascorrere a casa per via dell’otite. Ovviamente insieme a me, h 24 salvo rare eccezioni grazie all’intervento divino dei nonni. Dunque potete solo immaginare quello che ho dovuto inventare per intrattenerlo, soprattutto nei giorni di pioggia, visto che quando c’è stato il sole e non ha tirato vento siamo schizzati fuori come razzi per approfittarne. Ma sono state occasioni rare. Per il resto abbiamo alternato momenti di amore estremo tipo “siamo-la-coppia-più-bella-del-mondo” a momenti in cui sembravamo Jack e Wendy di Shining. Ovviamente lui era Jack.

Così, tra una cosa e l’altra, abbiamo avuto però tante occasioni per leggere. Devo dire che P. aveva perso un po’ l’attenzione per i libri, con mio rammarico. Quando leggevamo insieme si distraeva, mi chiedeva di fare altro…eppure io ero così orgogliosa di quella piccola peste che si fermava solo davanti a un libro. Poi ho pensato che forse aveva bisogno di nuovi stimoli e nuove letture e in libreria ho trovato tre libri intitolati “Storielle per bambini di…” 1, 2, 3 anni (a seconda delle età). Li ho sfogliati, ho visto che le storie trattavano argomenti molto “in voga” in questo periodo in casa nostra e così, essendo a cavallo tra i due e i tre anni, ho comprato i due relativi volumi.
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“Un sottomarino in paese”: un libro pacifista per esorcizzare la paura per la guerra e tornare a sperare

Siamo in un periodo storico che definire “difficile” è dire poco. Non avrei mai voluto dover spiegare a mio figlio il concetto di guerra. E’ difficile filtrare le informazioni che riceviamo ogni giorno, soprattutto dopo gli attentati di Parigi. Al tempo stesso noi genitori abbiamo il dovere e l’opportunità di creare una generazione migliore, che possa scoprire la strada che farà evitare gli errori dei propri predecessori. E’ un obiettivo che, credo, si siano posti i bravi genitori da centinaia di anni…eppure eccoci qui, ancora impotenti davanti alle immagini sempre più violente e terrificanti trasmesse dai telegiornali.

E’ a quanto punto che arrivano persone come Vanessa Navicelli, giovane autrice che ha cercato di trovare una chiave ottimista e ironica per parlare ai bambini della guerra e della pace, magari anche per esorcizzare le loro paure, dargli un motivo per sperare che il bene vinca sempre. Almeno loro possono e devono ancora credere nel lieto fine. Vanessa ha pensato così di scrivere Un sottomarino in paese, una storia a sfondo pacifista, umoristica, romantica, adatta a lettori “dai 6 ai 100 anni” (ma anche meno di 6 anni, se qualcuno aiuta il piccolo) che tocca anche il tema dell’integrazione e che io ho avuto il piacere di leggere.
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