Cose che dovrei imparare da mio figlio

Ultimamente mi sono accorta di non aver aperto abbastanza la mente, cosa strana per me. Guardare le cose da un’unica prospettiva, la mia, non è da me. Anche perché è la prospettiva più stanca e nera. Come quelle volte in cui mi fisso a preoccuparmi di ciò che mi manca piuttosto che farmi forza con ciò che ho. Non sono mai stata la piccola Pollyanna che con le guance rosa vuole (deve!) trovare per forza il lato buono delle cose, però per una volta vorrei provarci. Le cose belle che ho dovrebbero fare da fondamenta per la mia felicità, per la mia vita.
Vorrei tanto prendere esempio da mio figlio.

Lui si sveglia la mattina e lo sapete qual’è la prima cosa che fa?
Ride.
Perché per lui è iniziata una nuova giornata in cui esplorare tutto il mondo.
Ha un anno, sta iniziando a camminare e prova a parlare.
Perciò se la mia giornata è faticosa, anche la sua non scherza.
Lui si esercita tutto il giorno (io, da quanto ho partorito, mi alleno per sbaglio una volta a settimana): si appende a tutto ciò che lo può sostenere, fa tre-quattro passi, poi si esalta di quel successo, ride, urla di gioia e cade.
Io, trent’anni dopo tutto questo, probabilmente fatti quei quattro passi mi butterei a terra insoddisfatta per non averne fatti sei-sette.

Continua a leggere “Cose che dovrei imparare da mio figlio”