#MeAtMyBest No.3, “Miracle Morning”: cambia la vita un mattino alla volta. Prima delle 8:00

Prendetemi per pazza, ma recentemente ho preso a svegliarmi un’ora prima del solito. Colpa di Hal Elrod e del suo libro The miracle morning (sottotitolo: “Trasforma la tua vita un mattino alla volta prima delle 8:00”). Un libro che, a mio avviso, o lo frulli fuori dalla finestra dopo il primo capitolo, più o meno, oppure diventa una sorta di Bibbia da consultare nei momenti di necessità. L’ho iniziato a leggere con curiosità e una certa dose di scetticismo, finendo poi per alzarmi ormai da alcune settimane alle 6 di mattina e indispettirmi quando non riesco a farlo.

Un libro che abbraccia concetti più ampi come meditazione, mindfulness, la legge dell’attrazione e li coniuga con l’organizzazione manageriale del tempo e il benessere fisico. Un testo che aggiunge un tassello alla mia “campagna” #MeAtMyBest, ovvero migliorare alcuni aspetti della mia vita piano, ma con decisione (leggi qui il #MeAtMyBest N°1 e qui il #MeAtMyBest N°2, dedicato alla cura della casa e il Metodo Konmari)

Ma procediamo con ordine: Hal Elrod, l’autore, è un giovane uomo che ha saputo raggiungere traguardi incredibili nel suo lavoro, diventando life coach quando aveva meno di 30 anni, superando con un successo le conseguenze di un incidente automobilistico potenzialmente mortale, risollevandosi (economicamente e psicologicamente) dopo una crisi economica (quella del 2007) che ha rischiato di ridurlo in povertà. Almeno così la racconta lui, intenzionato a condividere con il mondo i segreti del suo successo. Tra cui, ovviamente, svegliarsi più o meno alle 6 e praticare con costanza la sua formula divenuta celebre con il termine “Miracle Morning”. Basta dare un’occhiata ai social per capire quanto la sua idea abbia raccolto i favori di un certo tipo di pubblico di tutto il mondo, dalle casalinghe agli imprenditori. 
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“Thankful November”, un Albero della Gratitudine per grandi e bambini: cos’è e spunti per realizzarlo in casa [FOTO]

Conoscete il “Thankful Tree“? Ecco di cosa si tratta, a cosa può essere utile, come realizzarlo con i bambini (anche piccoli) e come crearne uno anche per noi adulti (il mio risultato in fondo al post…)

Il gratitude journal qui ormai è di casa. Annotare i motivi per cui essere grati ogni giorno, o quasi, aiuta a focalizzare sugli aspetti positivi della vita, che possono sfuggire in mezzo a caos, impegni e notizie sempre più demoralizzanti diffuse dai giornali. Rafforza la nostra autostima, perché vengono messi in rilievo tutti i piccoli grandi obiettivi che siamo riusciti a raggiungere, aiuta a porre l’attenzione sugli aspetti davvero importanti della propria vita e ad apprezzare i propri punti di forza, piuttosto che concentrarsi, come spesso accade, su ciò che ci manca. Ma può un bambino di tre anni o poco più capire la gratitudine, quando spesso anche per gli adulti è difficile farlo?

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#MeAtMyBest No.1: porsi obiettivi e raggiungerli…prima del 2017

Buoni propositi. Accadeva all’inizio dell’anno e, ovviamente, è successo di nuovo a settembre, al rientro delle vacanze. Non ho voluto, stavolta, fare una lista infinita di obiettivi difficili da raggiungere, per vederli poi affievolire nella mente man mano che le settimane passano, che le vacanze diventano un ricordo e che la stancante routine prende il posto all’entusiasmo.

Questa, infatti, una delle prime regole che mi sono data e che possono esserci utili: pochi obiettivi, ma tutti SMART, ovvero Specifici, Misurabili, Attuabili, Realistici e definiti nel Tempo. Vorrei condividere qui sopra, passo dopo passo, la mia esperienza in questo percorso iniziato a settembre e che ha già portato i suoi frutti, devo ammetterlo. Per questo ho deciso di registrare qui i progressi riscontrati come donna, madre e lavoratrice freelance (con tutto il caos che ne consegue), con la speranza che possano essere utili a chi ha le mie stesse necessità, a chi le ha affini o chi cerca comunque il modo per migliorare (#MeAtMyBest, appunto…me stessa al meglio!).

Gli obiettivi
 
Ne parlo in base alla mia esperienza, come dicevo, e dopo essermi documentata. Spero, nei prossimi giorni e settimane, di scendere più nello specifico. Parto dal’aspetto più importante: quali sono i nostri obiettivi? In cosa dobbiamo migliorare davvero? Tutti possiamo trovare la risposta guardandoci veramente dentro, senza lasciarci influenzare da ciò che gli altri vorrebbero da/per noi. Dire “voglio essere più felice” o “voglio essere una persona migliore” non basta. Qual’è la nostra idea di felicità e che tipo di persona vogliamo diventare? Solo così è possibile capire cosa ci manca davvero. Non solo, una volta individuati i “macro-obiettivi” (ad esempio: per essere felice vorrei avere un rapporto di coppia migliore o vorrei un lavoro più soddisfacente), è possibile procedere con l’individuazione di sotto-obiettivi.

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Mindfulness: vivi qui e ora. Significato, libri e esercizi che mi sono stati utili

Eccomi qui, stavolta il lunedì non è sinonimo di stress, ma anzi, per me è arrivato come una bella giornata: P. è potuto tornare a scuola a giocare con i suoi amici e abbiamo un po’ interrotto la simbiosi delle ultime due settimane, che da una parte è stata bellissima, dall’altra è stata un po’ pesante. Abbiamo colorato le nostre giornate con giochi, risate, litigate concluse con un abbraccio, balli improvvisati sulla musica dei Beatles, ma non sempre mamma era davvero serena.

Tanti pensieri, tante preoccupazioni che si affacciavano nella sua testa. Poco tempo per capire cosa fare per risolvere certi problemi, che richiederebbero almeno qualche minuto per ragionare con calma. Ma dato che ho iniziato il 2016 all’insegna della positività e dell’ottimismo, quindi ho deciso anche io di abbracciare, per quanto ci riesca, l’approccio Mindufulness che va tanto di moda ora. Dopo averne sentito parlare qui e là ho deciso di voler approfondire la questione, al momento da autodidatta, leggendo articoli e alcuni libri che mi hanno iniziato a far capire il ragionamento sotteso a questa “filosofia di vita”, anche se non credo sia del tutto giusto definirla così.
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