Idee per organizzare un baby shower tra giochi e decorazioni

Si parla tanto di Baby Shower come di una moda tipicamente anglosassone, effettivamente nata in America, con cui le amiche della futura mamma festeggiano l’arrivo del nuovo arrivato ma, diciamolo, ormai è tendenza anche qui in Italia da un bel po’. Tanto che in circolo ci sono tante società di organizzazione eventi che già da parecchio tempo si sono attrezzate per aggiornare i loro servizi ed includere tra i pacchetti anche questo nuovo tipo di festeggiamento.

Avendo lavorato nel settore eventi in passato, consiglio sempre di rivolgersi a professionisti a chi può permetterselo economicamente e a chi non avesse tempo per organizzare la cosa personalmente, ma avendo anche organizzato con alcune amiche un baby shower per una futura mamma che mi era molto cara, posso raccontare la nostra esperienza e dare qualche consiglio a chi abbia tempo e voglia di mettersi all’opera per mettere in piedi un pomeriggio e una serata da ricordare.
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Come ci si sente dopo il parto? La mia esperienza e la nostra #storiadiprotezione

Camici bianchi, codice rosso, pareti grigie, cielo azzurro che ancora si vede dalle finestre: ero in ospedale e il parto non stava decisamente andando come avevo immaginato fino ad allora. Niente, a dire il vero, stava andando come avevo previsto (qui il racconto di come sono andate le cose, per chi se lo fosse perso). Me l’avevano detto eh, intendiamoci. Al corso preparto, il gruppo delle mie amiche già madri, i libri che avevo letto, quelli scritti dagli esperti. Eppure una parte di me continuava a ripetersi che a ma non sarebbe accaduto.

Ricordo il giorno della sua nascita soprattutto per il dolore che ho provato, la paura, lo smarrimento. Poi è arrivato quel cesareo di urgenza e alla fine lui. Non ho avuto modo di stringerlo a me, come credevo, me l’hanno portato subito via dopo avermi fatto appena intravedere quella palletta grigia e arrabbiata che piangeva forte. “Questo è suo figlio, è nato alle 18,06”, mi hanno detto. Stop. Poi il sonno, mi sono addormentata mentre ancora i medici si davano un gran da fare sulla mia pancia.

Solo dopo alcune ore che sembravano interminabili ho potuto vederlo. Ma anche in quel caso, oltre a pensare che era un bel bambino ed era in salute, la mia prima preoccupazione è stata quella di allattarlo il prima possibile, farlo attaccare a quel seno che rifiutava. Ansia da prestazione, non stavo rispondendo al mio primo ruolo di madre, ovvero nutrirlo. I giorni in ospedale ero più concentrata su quell’aspetto che sulla mia creaturina.

Poi, finalmente, a casa. Ed è lì che è nato davvero mio figlio. E’ lì che è nata la mamma che è in me.

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Neonato vuole stare sempre in braccio: parte seconda (tre anni dopo)

Mi sono accorta, spulciando tra le pagine più cliccate di questo blog, che uno dei post più letti è quello che ho scritto poco dopo la nascita di P. in cui parlavo/mi lamentavo del fatto che volesse sempre stare in braccio. L’ho riletto e rabbrividisco. Orrore. Lo vorrei cancellare dal web e dalla faccia della Terra ma non mi sembrerebbe corretto. Come tutto il resto del blog, racconta una parte della nostra storia ed è giusto che stia lì, ma è anche giusto che faccia, a quasi 3 anni esatti di distanza, una doverosa precisazione e racconti come sono andate le cose poi. Altrimenti sarebbe un punto di vista incompleto.
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I 10 errori da neo-mamme più comuni

Questo post lo scrivo con un po’ di anticipo rispetto alla festa della mamma ma lo dedico a tutte quelle neo-mamme che, come me, non sono abituate a sentirsi definire come tali, vista la novità, ma che iniziano a starci comode in questo ruolo. Anche quando si lamentano.
Alle mamme primipare che, come me, dopo il primo anno passato con il dolce tiranno si guardano indietro e tirano le somme su quanto sia stato bello ogni singolo giorno, anche quello più faticoso, e quanto sia stato facile commettere errori già in soli 12 mesi.

Ecco qui, quindi, i più comuni errori da neo mamma, che ho raccolto sulla base dell’esperienza mia, delle amiche e delle mamme che ho letto in rete. Tranquille, future mamme, non vi fate prendere dall’ansia perché ovviamente il tono è goliardico (forse) e il resto è tutto in discesa, tra poco vi godrete il pupo più bello che c’è e le emozioni più incredibili di tutta la vostra vita.
Però non dite che non vi ho messo in guardia.
Siete d’accordo, mamme senior? Volete aggiungere altro?

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“Il linguaggio segreto dei neonati”: libro utile per le neomamme

Sulla scia della maternità, che ormai sta assorbendo ogni secondo delle mie giornate, ultimamente sono sempre più attirata dalle “istruzioni per l’uso” dei nanerottoli, anche se poi spesso non riesco ad applicarle così facilmente al mio caso specifico. Ma io insisto e così mi sono imbattuta ne Il linguaggio segreto dei neonati, di Tracy Hogg. 

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