Gestire il pianto del neonato: i rischi dell’ignorare o scuotere il bambino

Negli ultimi giorni i giornali on line stanno ponendo sempre maggiore attenzione al pianto del bambino e ai rischi legati al fatto di ignorarlo o, peggio ancora, scuotere il piccolo. Penso siano notizie utili soprattutto per le mamme alle prime armi: nei primi mesi di vista di P. mi sono sentita molte volte ripetere “fallo piangere”. Ora ripensandoci credo che sì, forse avrei potuto resistere oltre, ma sono contenta di non aver dato ascolto a chi mi diceva di perseverare quasi a oltranza.

I rischi che possono derivare dal pianto prolungato sono cosa nota per molte mamme, ma non da tutte e per questo credo valga la pena ripeterli. Come riportato dall’huffingtonpost.it
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Plagiocefalia nel neonato: mettiamo la testa a posto. La nostra esperienza

Il medico guardava attentamente la testa di P., a pochi giorni dalla sua nascita, per la prima visita pediatrica dopo l’uscita dall’ospedale. Un po’ troppo attentamente. Un po’ troppo a lungo.
“Tutto ok?”, ricordo di aver chiesto io, sicura che mi avrebbe risposto: “Sì sì, mi scusi, mi ero assopito” (il primo pediatra che ho scelto per P. è lo stesso che ha cresciuto me e i miei cugini…insomma, non è un giovanotto e ci stava che si addormentasse, ma è molto bravo).
Invece no, non era tutto ok e lui aveva qualcosa da dirmi. Plagiocefalia da posizione. Insomma, la testa di P. era leggermente schiacciata da un lato. Ecco un’immagine tratta dal Web per rendere l’idea:

A tre anni di distanza da quel giorno, mi trovo a ricordarlo e a ricordare le parole del dottore per tranquillizzare alcune mamme che potrebbero vivere la mia stessa esperienza, senza per questo pretendere di scriverci un trattato sopra. Come al solito (non mi stancherò mai di ripeterlo) occorre sempre seguire il parere degli esperti, ma vorrei solo rassicurare chi potrebbe essere preoccupata come all’epoca lo sono stata io.
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Neonato vuole stare sempre in braccio: parte seconda (tre anni dopo)

Mi sono accorta, spulciando tra le pagine più cliccate di questo blog, che uno dei post più letti è quello che ho scritto poco dopo la nascita di P. in cui parlavo/mi lamentavo del fatto che volesse sempre stare in braccio. L’ho riletto e rabbrividisco. Orrore. Lo vorrei cancellare dal web e dalla faccia della Terra ma non mi sembrerebbe corretto. Come tutto il resto del blog, racconta una parte della nostra storia ed è giusto che stia lì, ma è anche giusto che faccia, a quasi 3 anni esatti di distanza, una doverosa precisazione e racconti come sono andate le cose poi. Altrimenti sarebbe un punto di vista incompleto.
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Cosa serve al nuovo arrivato? Una lista per il corredino del neonato

E’ da un po’ che provo a scrivere qui sopra, lo sa bene Chiara, paziente collaboratrice dello staff di Corredino-neonato.it, a cui volevo dedicare questo post da un po’ di tempo. Ma ho deciso di essere indulgente con me stessa: piuttosto che chiudere il blog, scriverò quando potrò. L’importante è che riesca a mandare i messaggi che voglio. Per questo volevo parlare di un argomento “tirato fuori” proprio da Chiara ma che è stato caro anche a me verso la fine della gravidanza. Un argomento che potrebbe essere utile a molte future mamme che potrebbero passare di qui: il corredino del bambino in arrivo. Quando è stato il mio turno, ammetto di essermi informata molto bene in Rete (una volta tanto non ho fatto la “caotica” zoticona come al mio solito, imponendomi di dare al mio piccolo quell’ordine che spesso da sola non so darmi), perciò quando è stato il momento giusto non ho perso tempo, anzi, l’ho ottimizzato.
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