Come creare supereroi con i rotoli di carta igienica

Sono sempre stata attratta dalle menti più creative/blogger che riuscivano a costruire un impero (o semplicemente un castello da principesse) partendo dai semplici tubi dei rotoli della carta igienica. Ebbene, nel mio piccolo anche io sono riuscita ad allietare un intero weekend piovoso grazie a ciò che avevo messo da parte nei giorni precedenti. Ne sono nati tanti simpatici supereroi che ho realizzato su richiesta del principino, mentre lui mi osservava e collaborava quanto basta (non ha ancora molta capacità di concentrazione, spesso inizia a fare una cosa con me e poi si lancia a fare altro lì accanto!). A volte mi sono ispirata a immagini trovate sul web, in altri casi ho inventato di sana pianta, il che mi ha dato particolarmente soddisfazione, ovviamente.

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Togliere il ciuccio a 4 anni: ecco come ce l’abbiamo fatta

Togliere il ciuccio a 4 anni: si può. Aggiungerei anche “si deve”, ma non voglio mettere pressione a chi, com’è accaduto a me, si sente già una madre di m…a perché non riesce a tenere testa alle crisi di astinenza di suo figlio/sua figlia. E’ passato qualche tempo da quando è accaduto, ma voglio comunque raccontare la mia esperienza, che spero possa essere utile a chi passa di qui.

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Back to School Party per alleggerire il rientro in città

Come potrete immaginare, se avete letto qualche altro post su questo blog, sono stata una di quelle che si è incuriosita particolarmente per la filosofia Hygge lungo il 2017. Sì, almeno per curiosità ho voluto leggere Il metodo danese per crescere bambini felici ed essere genitori sereni , di cui ho detto anche la mia sul blog Il vino e le viole, che vi consiglio caldamente di seguire (perché lo amo e so che non ve ne pentirete).

Non solo: ho letto avidamente anche Hygge. La via danese alla felicità e  Il metodo danese per vivere felici. Hygge , di cui magari un giorno vi racconterò, anche se oramai non vanno più in voga, credo. Insomma: una pazza, forse. Tra le cose che ho apprezzato di questa “filosofia di vita” c’è sicuramente l’aspetto conviviale. A quanto sembra i danesi amano condividere i momenti liberi, festeggiare insieme ogni ricorrenza utile e tengono in casa una scorta di cibarie per eventuali ospiti, a cui offrono anche una coperta calda per ripararsi nelle giornate più fredde. Far sentire gli ospiti a casa loro è fondamentale e sono pienamente d’accordo.

Al di là del fatto se questo può essere o meno veritiero (non ho mai vissuto in Danimarca, spero “non ce la diano a bere”), ho voluto condividere il più possibile ogni giornata che questa estate ci ha offerto con i miei amici più cari, per quanto questo abbia significato spesso ripulire casa prima e dopo che i bambini l’avessero messa a ferro e fuoco e dover tornare di corsa al supermercato perché, in un eccesso di entusiasmo, avevo dato fondo a tutto ciò che avevi nel frigo. Ma, anche se con un po’ di stanchezza, posso dirmi pienamente felice delle giornate che abbiamo trascorso insieme e ho deciso di celebrare la vita con i miei affetti più cari appena possibile. Qui torniamo a noi, al Back to School Party.

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Cattivissimo Me 3, tra anni ’80, fallimenti, speranze e unicorni da inseguire

Siamo riusciti, come promesso al piccoletto, a portarlo a vedere Cattivissimo Me 3 il 24 agosto, giorno dell’uscita del film nelle sale italiane, anche se solo ora riesco a scriverne. Beh, siete ancora in tempo a correre al cinema, se già non lo avete fatto (so che molte mamme hanno i fucili dei loro figli puntati alla testa e molti adulti appassionati del lungometraggio non avranno resistito a vederlo il prima possibile).

Che dire: a mio marito è piaciuto moltissimo, a suo dire è il migliore dei tre film dedicati a Gru & family, e anche il 4enne è impazzito per il nuovo cattivone di turno, Balthazar Bratt, eppure io qualche dubbio l’ho avuto, a voler essere pignola, anche se in generale mi sentirei di consigliare assolutamente questo film.

Di seguito la trama, poi le mie riflessioni…

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Perché avrei voluto mollare il blog e perché, alla fine, torno sempre qui

Scrivo questo post tutto di getto, molto più del solito, perché sono stata (di nuovo) a lungo lontana dal blog, come forse qualcuno avrà notato. Ho pensato spesso, però, a questo spazio, nel bene e nel male. Nel bene, perché per me il blog non è stato solo uno svago, ma è stato anche e soprattutto un modo per migliorare come madre. Ho tante amiche mamme, tante altre ne ho conosciute tra scuola e parco, eppure è attraverso il Web che ho sconosciuto molte altre donne che, anche da lontano, hanno saputo farmi riflettere con i racconti dei problemi delle loro famiglie, così simili ai miei, oppure raccontando delle proprie sfide, paure, vittorie.

Mi hanno consigliato, anche indirettamente, titoli di libri e film che poi hanno lasciato il segno, alcune mamme blogger hanno saputo calmarmi quando avevo un figlio di pochi mesi e già pensavo che potesse crescere viziato, che già lo fosse, che stessi sbagliando tutto.

Così avrei voluto io aiutare altre madri, se possibile.

Inoltre ho avuto la fortuna di poter conoscere brand che si sono interessati al mio piccolo spazio, ho potuto testare i loro prodotti ed allargare le mie vedute, consigliare acquisti e dire la mia sullo shopping, visitare posti nuovi, conoscere le altre mamme blogger e ridere con loro dal vivo, partecipare a eventi piacevoli con la mia famiglia.

Insomma, il blog mi è mancato, in questi mesi.

Allo stesso tempo, però, ho pensato più di una volta di mollare tutto. Chiudere, oscurare, non scrivere più una riga.

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