“FacciAMO la nanna”: chi ha bisogno di Estivill?

Pensavo di cambiare nome a questo blog. Pensavo di chiamarlo: “QuandoLuiDorme.it”, tanto i miei post sono direttamente proporzionali al suo sonno. Non so voi ma a volte i momenti in cui vedo quegli occhietti chiudersi sono tra quegli attimi in cui lo amo di più (a parte che quando dorme è proprio un gran fico e già immagino le donne ai suoi piedi…coredemamma).
A proposito di questo, a parte che, fatti i dovuti scongiuri, Pablito non ha mai avuto grandi problemi di sonno la notte, si svegliava giusto per la poppatina di 10 minuti e poi di nuovo nanna fino alle 8 di mattina, ho sempre avuto paura di “viziarlo” addormentandolo in braccio,cantandogli ninne nanne, dandogli il seno per farlo dormire (ora ha sei mesi). Dell’argomento “vizio” ne ho già ampiamente parlato attraverso un altro libro: “E se poi prende il vizio?”, ma anche questo testo, consigliatomi da una mamma blogger (…), è stato assolutamente utile a farmi chiarezza su alcuni aspetti legati al sonno dei bimbi, anche da un punto di vista medico, a darmi spunti su cui riflettere circa un potenziale approccio col nanetto.

Passiamo al titolo, “FacciAMOla nanna”, in contrapposizione al caro vecchio Estivil e al suo “FaTE la nanna”. Già il titolo indica che l’idea di base di questo libro è proprio smontare molte delle teorie del medico spagnolo, che non avrebbero alcun fondamento scientifico, spiegando ai genitori il motivo medico dei frequenti risvegli notturni dei propri figli, che non sarebbero piccoli mostriciattoli da combattere ma persone dotate di una propria dignità, da rispettare. In questo mi trovo pienamente d’accordo. Metteteci che a casa mia abbiamo provato ad applicare Estivill per un breve periodo (molto breve) ed è stato tutto inutile, perciò forse parlo perchè sono una delle (poche, credo) mamme che non hanno avuto successo lì dove altre “colleghe” hanno trovato geniale questo sistema e lo consigliano a destra e a manca. Il che non fa che farti sentire frustrata, con un piccolo fallimento alle spalle. Invece no, “Facciamo la nanna” dimostra alle mamme come me che non si tratta di un fallimento, che non siamo noi a sbagliare. Infatti si fa notare che Estivill sostiene che il suo metodo funziona nel 96% dei casi ma non riporta dati di alcuna ricerca empirica che lo possano supportare. Inoltre vengono mostrate le “falle” del metodo, che non hanno alcun dato scientifico alle spalle, al contrario queste pagine riportano percentuali e statistiche, oltre che pareri di esperti del settore.

“Un’educazione così fatta appare artificiosa e superficiale: non sembra tener conto della vita intima del bambino, della necessità che qualcuno senta il suo disagio, che lo conforti (…) le risposte positive che riceve gli confermano che i suoi segnali vengono raccolti con tutto l’amore e la serietà (o senso di responsabilità) che meritano. Questo lo acquieterà, non l’idea per cui “si renderà conto che le sue azioni non servono a niente e la farà finita” espressa da Estivill” (Cit.)

Sarò più chiara ed ecco a voi alcuni punti che mi hanno colpito di più:

– è importante conoscere le fasi del sonno del bambino:

“Dopo la nascita, il suo orologio biologico si modifica (…) secondo il pediatra americano William Sears il fatto che dopo la nascita ogni ciclo del sonno duri la metà di quello di un adulto, comporta che un bambino ai primi mesi abbia circa il doppio delle fasi REM. In altre parole, se un adulto ha tre cicli (quindi tre possibili risvegli) in sei ore complessive, il bambino nello stesso periodo di tempo ne ha sei con sei successivi passaggi dal sonno lento al sonno REM. Sei “periodi vulnerabili” in cui può svegliarsi rispetto ai tre dell’adulto”

“E’ accertato che nei primi mesi di vita la strutturazione cerebrale che presiede alle alternanze giorno/notte e veglia/sonno è indipendente dal modo in cui il bambino viene accudito, se nutrito al seno o dalla bottiglia”

Dorme poco? Dorme tanto? io per prima mi lamentavo di quanto dormisse poco Pablito, poi,come suggerito dal libro, ho usato una scheda per segnare le ore di sonno e di veglia e mi sono accorta che era solo una mia percezione (comune a molti genitori) e che in realtà dormiva solo un paio d’ore meno della media e solo in alcuni giorni (cosa che mi ha spinto a tener conto di cosa era successo in quei giorni, per capire cosa poteva avergli dato fastidio).

Ho imparato che la media (non tassativa!) delle ore di sonno è più o meno:

nascita: 16-17 ore di sonno
sei mesi: 15 ore
un anno: 14 ore
due anni: 13 circa
Dopo i sei anni: 11 ore
Dopo i 10 anni: 9 ore

Ecco lo schema proposto dal libro, che a me è stato molto utile:

Il libro consiglia annotazioni puntuali per almeno un paio di settimane.

– I disturbi del bambino durante il giorno sono la CAUSA per cui non dorme e non la conseguenza (al contrario di quanto sostiene Estivill, quindi)

– la “fatica” fisica durante il giorno aiuta a conciliare il sonno, come lo sgambettare in giro in esplorazione, salire e scendere una scala, ad esempio (per la gioia della schiena dei genitori, aggiungo io!)

– Piazzare il ciuccio in bocca ai bambini in risposta ad ogni necessità non li aiuterebbe a sperimentare, anche con la bocca (stando sempre attenti a cosa sperimentano, lo so bene io…ormai Pablito allunga le mani verso tutto, devo stare “con 100 occhi”, come direbbe mia nonna)

– Va bene addormentare il bimbo al seno ma dovremmo cercare di metterlo a letto quando ancora non è completamente addormentato ma è in quella fase di beatitudine (tipica del “fattone”, come dico io!) dopo la poppata, così da fargli associare il letto con una sensazione positiva. Io ci sto provando, a volte funziona altre meno ma secondo me potrebbe fare al caso mio

– I disturbi del sonno, quelli veri, quelli gravi, vanno risolti con l’aiuto di uno psicologo o un pediatra, non con un libricino senza valore scientifico

– L’indipendenza del bambino, argomento a cui vengono dedicate pagine importanti, si può ottenere, sì, ma dopo un periodo di “dipendenza”

– Estivill sostiene di lasciare al bambino, nel lettino, oggetti che possano sopperire al suolo della madre, così che possa ritrovarli lì al suo risveglio, ma secondo l’autrice questo atteggiamento favorirebbe un approccio “consumistico” alla vita,dove gli oggetti possono sostituire l’amore delle persone.

In comune, i due approcci hanno solo alcuni punti, con cui concordo anche io (per quel che può valere):

– Importanza della routine
– Importanza della giusta temperatura nella cameretta
– Evitare giochi troppo “eccitanti” quando si avvicina l’ora della nanna

Con questo post partecipo nuovamente e con piacere al “Venerdì del libro” di Home Made Mamma

Beh, se siete arrivati a leggere fin qui vi ringrazio molto ^^
A proposito di questo, ora scappo perchè Godzilla si sta svegliando…..

mio figlio ha aperto un occhio….ho paura.

 

15 thoughts on ““FacciAMO la nanna”: chi ha bisogno di Estivill?

  1. Ho letto tutto. ^.^ Io ho utilizzato per il primo figlio il metodo Estivill e sì, funzionava perchè crollava sfinito e il mio cuore era a pezzi. E cmq non è stato definitivo. Adesso mio figlio ha tre anni e mezzo e ha avuto varie fasi. Con la piccola che adesso ha due anni non ho mai usato nessun metodo eppure lei dorme da sempre tutta la notte e sempre nel suo letto, tranne quando sta male. Per sicurezza voglio dormirLe vicino, per sentire la temperatura. Ciao!

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  2. Non avendoti mai ufficialmente unfollowed quando ho visto il tuo titolo sono passata di qui. Abbiamo un sacco di cose in comune, nonostante tu-sai-cosa. Va beh, un ciao giusto per non leggerti nell'ombra.

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  3. Aahah rido perché anch'io chiamo mia figlia Godzilla!!! Ho letto Estivill e l'ho trovato…traumatico. Fortunatamente non ho mai dovuto applicarlo e cmq credo che la cosa fondamentale sia conoscere e capire il proprio bambino (ricordiamoci che sono tutti diversi!)

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  4. Cara bia posso confermare ke il loro sonno è a fasi alterne periodi ke dorme cm un ghiro periodi cm ora ke ha 9 mesi (domani!) Ke si sveglia un attimo lo prendo in braccio e ricrolla…a volte è infastidito da qualcosa oppure sogna male! Poi ultimamente è diventato piu mammone vuole solo me ! La chiamano sindrome dell abbandono…si sentono soli soprattutto ora ke la mattina lavoro bello lui!!! ! Ciaoooo e baci a paul♥

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  5. Se dovessi parlarti dei primi 4 anni circa di vita della monella e di come li abbiamo trascorsi a star svegli di notte spesso e volentieri, non la finirei più. Tieni conto che però da un momento all'altro tutto si è regolarizzato e lei ha iniziato a dormire per ore senza svegliarsi o al massimo chiamandomi se deve fare pipì o nel dormiveglia, ma si riaddormenta immediatamente.
    Estevill l'ho conosciuto solo sommariamente…e subito l'ho evitato 😉
    Questo altro testo di cui parli mi pare molto più “normale” e può dare spunti interessanti.
    Il monello per fortuna non mi ha dato particolari problemi di notte (se non raramente quando era più piccolo, adesso no).
    Non credo avrò altri figli, ma se mai ne avessi non prenderei mai in considerazione Estevill. Piuttosto terrei d'occhio questa tua segnalazione più “umana” 😉

    Ciao, un bacio!

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  6. Estvill l'ho letto, come credo tutte le mamme, poi l'ho messo in un cassetto e ho lasciato fare ai miei figli, questa e' l'unica cosa che mi ha aiutato a superare le notti insonni, perché ascoltando i loro bisogni e venirgli incontro, ci ha permesso di avere delle notti serene…una notte di filata forse l'abbiamo vissuta poche volte ma niente che non si potesse affrontare.

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  7. Ma infatti quei puntini di sospensione vicino al riferimento alla mamma blogger che mi ha consigliato il libro li ho messi senza rendermene conto, frutto di un semplice moto di dispiacere interiore e rammarico…non pensavo leggessi ancora neanche i miei titoli…

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  8. …anche con tua figlia hai l'impressione di essere davanti a una piccola Godzi??? Anche tu vedi INCRESPARSI L'ACQUA NEL BICCHIERE IN SOGGIORNO PERCHÈ LEI STA ARRIVANDO?!? 🙂 comunque sono assolutamente d'accordo: per fortuna gestire un bambino è qualcosa di più magnificamente complesso di una semplice equazione!

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  9. Ecco, la prossima volta che ci vediamo dobbiamo approfondire la cosa della sindrome dell'abbandono perché Paul sta raggiungendo vette inesplorate!!….e manco a dire che lavoro e sto fuori casa!!! :S

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  10. Esatto!! …una lotta per far capire a mio marito questo concetto! Lui “tifa” Estivill….poi però appena il nano fa: “babbà” tra le lacrime, lui si scioglie!!!

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  11. Io non ho mai avuto problemi con il sonno dei miei bimbi perchè hanno sempre dormito, per fortuna. Mia cugina, invece, non dorme da cinque anni in modo corretto per via del sonno “a fasi alterne” dei suoi figli. Potrei suggerirle questo libro anche se so che ha provato con letture simili, senza successo

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