Venerdì del libro: “Follia”, madre e moglie da brivido

 Dopo aver parlato, ultimamente, di libri leggeri, di favole e di re, stavolta per il venerdì del libro  di Homemademamma parlo di un romanzo tormentato, dallo stile gotico, che ho letto prima di essere moglie e madre e che giá a quei tempi mi lasciò interdetta e che oggi, a ripensarci e a scorrere lo sguardo tra quelle pagine, mi fa assalire dai brividi. Follia, di Patrick McGrath.

Nell’Inghilterra del 1959, la moglie di uno psichiatra di un tetro manicomio criminale si innamora follemente (appunto…) di uno dei detenuti rinchiusi nel centro. Edgar Stark, artista rinchiuso lì dentro perché artefice di un efferato caso di uxoricidio. I motivi per cui Edgar si trova lì non fermano Stella e tra i due inizia una travagliata, complessa, malata storia d’amore che porterà Stella pian piano ad abbandonare la sua pacifica (forse troppo?) vita di moglie borghese per diventare complice di quell’uomo folle (di nuovo…), a seguirlo nella sua spirale malata, dimenticando non tanto quel marito, Max, che spesso finiva per psicanalizzare freddamente anche la moglie piuttosto che amarla, quanto (cosa ben più grave) quel figlio piccolo, Charlie, che aveva così bisogno di lei. Vera vittima di questa storia, come troppo spesso accade anche nella vita reale.
A fare da narratore della storia, un altro psichiatra, amico di Max e Stella, che ha un ruolo comunque importante nella vicenda ma che descrive il tutto lucidamente, da vero medico.
Ho letto tempo fa questo libro ma mi ha lasciato talmente amareggiata, mi ha dato così tanto da pensare che anche ora che ho marito e figlio mi rimangono in mente certi passi e mi fanno ancora più paura.
Tutte le sere mangiavano in silenzio, e dopo cena, se non pioveva, Max e Charlie andavano a fare una passeggiata. Stella sparecchiava e lavava i piatti, beveva un bicchiere seduta alla finestra. Fra tre ore dormirò, si diceva, e avrò passato un altro giorno senza impazzire. Si stava abituando a considerarlo un risultato. Non pensava al futuro perché pensare al futuro ha senso solo se si desidera qualcosa e lei ora non desiderava niente, le bastava arrivare a fine giornata senza diventare pazza. 
LUI era a Chester.
A quindici chilometri.
In mano alla polizia. 
Tutto perduto, i sogni di evasione e fuga non avevano più senso.
In un senso strettamente clinico, la depressione di Stella cominciò in quel momento.
Una sera, a tavola, Charlie era irrequieto. Lanciava continue occhiate a Max e Stella capiva che gli stava chiedendo di dirle qualcosa.
Max sospirò, pulendosi le labbra col tovagliolo.
“Charlie ha paura che tu ti sia dimenticata della sua gita scolastica di domani”
“Vuoi sempre venire?”, le chiese Charlie.
Stella si alzò, andò al lavandino, posò il piatto sull’asciugatoio e si appoggiò al ripiano dandogli le spalle.
Dalla finestra vedeva il cielo a occidente, una luminescenza dell’arancio più tenue immaginabile. 
Passò qualche secondo. Sentì il buio invaderla.
“Sì, direi di sì”
Ps: da questo libro é stato tratto anche un film, se lo cercate, ma come spesso accade “meglio il libro”

7 thoughts on “Venerdì del libro: “Follia”, madre e moglie da brivido

  1. Sto demotivando tutte 😀 ma il libro è molto bello, secondo me, è giusto la trama ad essere un po'pesante come argomento…certo, non è una lettura da ombrellone 🙂

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