I 10 errori da neo-mamme più comuni

Questo post lo scrivo con un po’ di anticipo rispetto alla festa della mamma ma lo dedico a tutte quelle neo-mamme che, come me, non sono abituate a sentirsi definire come tali, vista la novità, ma che iniziano a starci comode in questo ruolo. Anche quando si lamentano.
Alle mamme primipare che, come me, dopo il primo anno passato con il dolce tiranno si guardano indietro e tirano le somme su quanto sia stato bello ogni singolo giorno, anche quello più faticoso, e quanto sia stato facile commettere errori già in soli 12 mesi.

Ecco qui, quindi, i più comuni errori da neo mamma, che ho raccolto sulla base dell’esperienza mia, delle amiche e delle mamme che ho letto in rete. Tranquille, future mamme, non vi fate prendere dall’ansia perché ovviamente il tono è goliardico (forse) e il resto è tutto in discesa, tra poco vi godrete il pupo più bello che c’è e le emozioni più incredibili di tutta la vostra vita.
Però non dite che non vi ho messo in guardia.
Siete d’accordo, mamme senior? Volete aggiungere altro?


1. Desiderare sempre sempre nuovi traguardi. Non vedevo l’ora che imparasse a stare dritto e muoversi e poi è cominciato l’incubo del “non-posso-lasciarlo-solo-due-secondi-altrimenti-cade-dal-letto-e-muore”. Non vedevo l’ora che imparasse a camminare e ora mi ritrovo a dover sudare come un muratore ogni volta che vado a fare la spesa perchè lui fa il diavolo a quattro per stare a terra a camminare (male) quindi devo seguirlo nella sua folle corsa per impedirgli di sfracellarsi da qualche parte. Ora non vedo l’ora che impari a parlare ma mi sa tanto che sarà come desiderare di avere gli operai che ti fanno i lavori in camera da letto di notte.
Ogni volta che mi accorgo che mio figlio sta per fare un “salto evolutivo”, dopo uno smodato orgoglio iniziale, comincio ad avere paura delle conseguenze.

2. Illudersi che la tua vita sociale darà la stessa di prima. Almeno durante i primi mesi dalla nascita, le vere Happy Hours (nel vero senso della parola, le vere ore felici) saranno quelle in cui il pupo dorme e ci si può rilassare un po’. Solo ora riesco a ricominciare a gestire relazioni sociali e bimbo, sempre con le dovute accortezze, ma ancora oggi ci sono serate in cui il vero sogno per me è sdraiarmi sul divano con il maritozzo, a fine giornata, e vederci un film accoccolati una volta che il nanetto dorme. E ovviamente addormentarci 10 minuti dopo che lui ha chiuso gli occhi. In genere.
Anche perchè portare il nano alle occasioni mondane significa concederci, sì, un aperitivo/cena con gli amici ma pagarla cara quando lui vuole toccare TUTTO CIO’ CHE VEDE IN GIRO, buttare giù bicchieri e forchette, se non o tieni d’occhio e sopratutto quando tornerà a casa tutto eccitato con la voglia di proseguire la festa anche dentro le mura domestiche.

3. Pensare di aver capito tutto sull’essere madre solo perchè sei stata ore e ore a sentire consigli di amici o a osservare cattivi esempi di “genitorialità”. Illuderti, mentre sei incinta, che tuo figlio non sarà mai come quel nanerottolo che urla nel ristorante e che voi due saprete intendervi al primo sguardo. Già dopo un anno imparerai che le idee preconcette vanno abbandonate e penserai che forse è solo il tempo, le esperienze e gli errori che faranno di te una buona madre. Che non tutto andrà come avevi previsto (ma che a volte potrebbe andar meglio).

4. Aspettarsi che il rapporto con il partner vada meglio di prima e sia più forte. Secondo la mia esperienza diretta e quella osservata con attenzione antropologica, nei primi mesi potrebbe non andare proprio così. Almeno non come me lo immaginavo io, con noi due stretti a guardarci negli occhi e a bearci di quanto fosse bello il nostro fagotto mentre dorme serenamente tra le nostre braccia.
No, i nostri primi mesi sono stati conditi di amore, ok, ma senza troppe romanticherie. C’è stato un bel passaggio tra le nostre cenette frugali ma intime e quelle in cui uno dei due mangiava e l’altro intratteneva il bambino improvvisando performance da Cirque du Soleil, finendo poi per sdraiarci distrutti l’uno vicino all’altro e cadere addormentati dopo essersi appena dati la buonanotte biascicando. Il punto di incontro tra l’essere buoni genitori ed essere una coppia innamorata e forte è difficile (ma non impossibile) da trovare e ora capisco cosa intendeva la gente quando mi consigliava di fare un figlio con una persona che amavo davvero. Tra la tentazione di cadere in facili e reciproche recriminazioni, la stanchezza infinita e un aspetto a volte trasandato (tipo mamma-zombie, con macchie di latte sulla maglietta e capelli che non hai avuto tempo di lavare e sistemare come si deve), se non c’è un amore più che forte alle spalle la prova è davvero dura. Ma io sono ottimista: è anche vero che quando trovo nei lineamenti del nostro principe le tracce della nostra storia, delle nostre radici che si sono intrecciate, mi innamoro sempre un po’ di più di mio marito. Dimenticando così tutte le volte in cui dimentica le richieste più elementari che gli faccio o non riesce a capire che nostro figlio è davvero piccolo e lo tratta come un adolescente. A soli 13 mesi. Dimenticando le volte in cui lo fa uscire di casa senza scarpe (“Ma tu non me l’avevi detto di mettergliele!”………….) o tralascia di prendere la borsa con la pappa e il cambio che tu gli avevi sapientemente lasciato sopra il tavolo in salone. Non in un angolo, no. Sul tavolo, nel bel mezzo della stanza. “Non l’ho vista, mi è sfuggito”. Ci vuole tanto amore.

5. Leggere i libri sull’educazione e la puericultura e prenderli per “oro colato”. Così poi ti ritrovi impantanata in nottate in cui il bambino non si addormenta “secondo regole da manuale” oppure piange disperato perchè vuole attenzioni e vuole stare in braccio, nonostante voi abbiate applicato tutti i metodi raccolti e scientificamente catalogati in ore e ore di letture nei mesi della gravidanza, e finisce che ti senti una madre già sconfitta. Oppure quel bambino ti odia già a una manciata di giorni dal parto.
Poi capisci che molti di quei libri possono essere semplici linee guida ma che ogni figlio (ed essere umano) è a sé e che è lui che devi imparare ad ascoltare. Dunque molti di quei volumi li userai come eleganti sottobicchieri per il vino.

6. Dannarsi per sistemare la casa quando sei sola. Inutile illudersi, cinque secondi dopo che l’altra parte della famiglia avrà varcato quella soglia e sarete tutti riuniti casa sarà di nuovo simile a un campo nomadi. Occuparsi dell’igiene sì ma non mi illudo più di rendere casa mia simile a una di quelle pubblicate sulle riviste. Tanto vale godermi i pochi minuti che mi rimangono di solitudine (una manciata al mese, credo…) per leggere qualche pagina di rivista e smangiucchiare qualche schifezza.

7. Pensare di perdere tutto il peso appena si torna a casa dall’ospedale o al massimo entro le prime settimane di allattamento. Beh, questo può non accadere. Sì, lo so, alcune vostre amiche sono tornate più magre di prima in pochi giorni, alcune non si sono neanche accorte di aver partorito se non per le tette più gonfie. Mi auguro per tutte le future mamme che mi leggono che sia così anche per loro ma è meglio mettere in conto che quei chili accumulati in ben 10 mesi possano non scivolare via in un battito di ciglia. meglio avere un dannato “piano B”.

8. Non affezionarsi a beni materiali. Una volta messi via i ricordi delle vacanze o souvenir etnici delicati a cui tenevo, da quando mio figlio ha iniziato a muoversi per la casa ho capito che tutto ciò su cui può mettere sopra le mani andrà distrutto, inutile rimanerci male e di certo non posso prendermela con un bambino di un anno che ha solo voglia di sperimentare e conoscere ed esplorare senza capire i concetti di “delicatezza” e “attenzione”. Con il tempo gli sto cercando di far capire come muoversi nello spazio ma fino ad allora non posso lamentarmi troppo se sbava, sbatte, lancia e rompe anche gli oggetti più preziosi. Meglio non comprare più troppe cose belle, in fondo, e risparmiare i soldi per una vacanza, come suggerisce qualcuno.

9. Arrivare puntuali agli appuntamenti. Ahahahahahahahaaha. Seriamente. Negli ultimi mesi mio marito ed io abbiamo provato ad organizzarci in modo tale da poterci muovere con più di un’ora di anticipo rispetto agli appuntamenti ma no, ogni volta che siamo sul ciglio della porta Pablito produce valanghe di cacca, oppure una volta in macchina ci rendiamo conto di aver dimenticato a casa il passeggino o qualcos’altro di essenziale e ci tocca tornare a casa. Insomma, tra pappe da preparare, borse da riempire neanche stessimo per partire per il campeggio (invece dobbiamo solo andare a cena un paio di km più in là rispetto a casa nostra), sonnellini improvvisi nei momenti più inopportuni, ormai dico direttamente a tutti che “noi arriviamo in ritardo, sappiatelo. Voi cominciate a mangiare”.

10. Comprare troppi vestiti da neonato, magari prima ancora del parto, ogni volta che se ne ha occasione. Per fortuna ho potuto contare su tanti vestitini e pigiamini regalati dalle amiche mamme-senior con figli più grandi ma per conto mio mi ero illusa che l’etichetta “3-6 mesi” rispecchiasse l’età che effettivamente avrebbe dovuto avere il bambino per dover indossare quei capi. In realtà il mio pupo a sei mesi già indossava i vestitini per 10-12 mesi. Quindi ogni tanto sbuca in giro per casa un pigiamino mai messo, con tanto di etichetta del negozio mai strappata via.

11 thoughts on “I 10 errori da neo-mamme più comuni

  1. mi piace molto questo post, perchè mi rispecchio in tutte le tue riflessioni
    dieci regole che hanno scandito i miei primi anni di Michelle
    ora lei è grande, va a scuola e ti assicuro che non è cosa facile da seguire
    quando aveva 3 anni pensavo già a come sarebbe stato più facile a 7 anni ma, ti assicuro che non riesco ancora a tirare fiato
    i problemi con i compiti, i problemi con il mangiare, i problemi quando esci con amici che debbono avere a sua volta altri figli perchè altrimenti lei si annoia e diventa ingestibile, i problemi nel scegliergli i vestiti che se le danno “fastidio” non se li vuole mettere, i problemi del dormire, che non so dove sbaglio ma ultimamente lei riesce a chiudere gli occhi solo se gli sono accanto, così ci ritroviamo a dormire in tre in un lettone
    e quando arrivo alla sera alle 22.00 già crollo in un sonno profondo, mi addormento dinanzi alla tv o mentre le leggo una fiaba della buona notte
    sono sempre di fretta, le mie giornate sono scandite sempre dalle stesse cose e se percaso c'è un intoppo vado in crisi
    tempo per me stessa c'è ne sempre meno, e poi ti nasce anche quella senzazione di chiederti se sei una brava mamma visto che scarozzi sempre la bambina dai nonni per correre al lavoro o la porti di corsa a pallavolo senza riuscire a fermarti a parlare con le altre mamme…e quando arriva finalmente la domenica vorresti fare cose speciali come una bella gita, un pic-nic, andare al cinema e invece per vari motivi ti ritrovi chiusa in casa cercando di rendere meno noiosa possibile la giornata magari dipingendo mentre tu stiri montagne di roba
    e ora che lei ha 7 anni penso a quando ne avrà 10 che magari sarà tutto più facile
    ciao Valeria

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  2. Beh, il nano ad oggi non ha rotto niente, però è anche vero che avevamo spostato in tempo molti oggetti fragili.
    Sui vestitini, io ho contato sugli altri e mi sono ritrovata spesso senza. Per il resto, concordo in pieno!
    Mi piace soprattutto il punto 1! Sul 2, posso solo dirti di insistere. E' dura ma se porti spesso il piccolo con voi, piano piano imparerà a gestire queste situazioni e la vita sociale sarà più facile.
    Aggingerei.
    – pensare che certi oggetti serviranno sempre o per lungo tempo e non pensare, all'acquisto, al loro ingombro (es. seggiolone, abbandonato a due anni anche se è una fantastica sedia che segue la crescita, perchè lui è grande e non la vuole, quella cosa da piccolo), carrozzina (per fortuna in prestito) usata due mesi o meno, seggiolino per auto da cambiare dopo un anno ecc.;
    -pensare di aver capito i suoi gusti e adattarsi: non appena avrai fatto scorta di gilet perchè non vuole più mettere maglie, lui d'improvviso non ne vorrà più sapere e chiederà…le maglie; dopo settimane di wrustel e carote, preparare la cena (sempre quella) e scoprire che no, vuole frittata e fagiolini, sempre, per settimane, per poi cambiare radicalmente in agnolotti al burro (che non hai comprato) e così via..

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