Viaggio in Provenza con bambino: il nostro itinerario di una settimana (parte 1)

Aix En Provence

Atterriamo all’aeroporto di Marsiglia e già mi chiedo se non abbia fatto per caso una cretinata. Il primo viaggio all’estero, fuori dall’Italia, ad addirittura due ore di volo dal nostro pediatra di fiducia. Lieve panico.
“Siamo in Provenza – mi ricorda mio marito – non nella giungla o dall’altra parte del mondo. Con la macchina in mezza giornata massimo siamo in Italia. Rilassati”.

E’ solo che lui è così piccolo, ai miei occhi: 1 anno e 4 mesi. E poi c’è quella serie infinita di mamme che mi hanno pronosticato sciagura e iattura per la mia scelta di uscire fuori dai confini nazionali prima della maggiore età del pargolo, più o meno.
“Tanto – mi hanno detto – con la sfiga di noi mamme, gli verrà un febbrone da cavallo mentre siete nel mezzo del nulla”.
Invece alla fine tutto è andato bene e ora possiamo anche raccontarla serenamente, a beneficio di chi sia alla ricerca di informazioni su come organizzare un viaggio in Provenza in famiglia.

Io vi dico la mia, a noi non è andata male, anzi.
Ma la Provenza è talmente vasta, ci sarebbero talmente tante strade da seguire, che noi in 7 giorni abbiamo scelto solamente quelle più adatte a noi e ai nostri ritmi, perdendoci però il lato più “wild” di questa provincia del Sud-Est della Francia (come mi suggerisce Wikipedia). Tipo che non abbiamo visto i fenicotteri rosa e l’apoteosi della natura che mi dicono caratterizzare la limitrofa area della Camargue, per dire. Ma contiamo di tornarci presto per finire il nostro percorso, che invece ha prediletto città d’arte, mercatini, senza dimenticare anche la natura, con nel caso di Rousillon, la piccola “città rossa”.

Arles, Avignone, Aix-en-Provence, L’Isle-sur-la-Sorgue, Rousillon, Apt: direi che come tour non è stato per niente male, considerando che abbiamo anche rispettato i tempi e i riposini di Pablito (e nostri), senza stressarci.
Ecco, per esempio noi, contrariamente a chi ha optato un viaggio con tappe in città diverse ogni giorno, abbiamo scelto di pernottare stabilmente a Aix-en-Provence, che è stata un’ottima “base” di partenza, visto che distava un’oretta circa di auto da tutte le mete elencate sopra, ovvero quelle che più ci incuriosivano.

Viaggio in Provenza con il bambino: albergo.

Per chi, come noi, volesse pernottare in questo gioiello di cittadina, mi sento di consigliare l’Hotel Du Globe.

Vantaggi

  • Molto centrale, ci permetteva di essere al centro della città con soli 5 minuti di camminata.
  • Pulito
  • Personale gentilissimo: almeno nel 2014, ma ho letto che un po’ per tutti i viaggiatori è stato così. Ci hanno dato tutte le informazioni di cui avevamo bisogno, consigli e sono spesso venuti incontro alle esigenze del bambino, quando ce n’è stato bisogno.

Problemi (mah…molto relativi, a mio avviso):

  • Trovare parcheggio è un po’ difficile, vista la posizione centrale, ma c’è a disposizione un parcheggio in garage a pagamento
  • Non ha il frigo in camera, ma il personale (come dicevo prima) è stato sempre disponibile a tenere nel frigo della cucina dell’albergo qualunque cosa ci occorresse, soprattutto per il bambino (latte, yogurt, formaggini…)
  • C’è chi si è lamentato, come ho letto on line, per la colazione, che in effetti non è stratosferica. Sì, è stata fondamentalmente a base di succhi di frutta, cornetti (non eccezionali), biscotti confezionati, fette biscottate, burro e marmellata (la solita roba, insomma), ma considerate che proprio davanti all’hotel, attraversando la strada, c’è un fornaio buonissimo e neanche troppo costoso, dove noi facevamo la seconda colazione e magari compravamo un panino in vista degli spostamenti.

Aix-en-Provence: sulle orme di Cezanne

(…ma non solo…)

Impossibile non avvertire la presenza di Cezanne in ogni dove, tanto che esiste un percorso turistico, da fare a piedi autonomamente o con visite guidate a bordo di un trenino, che consente di passare davanti ai luoghi che hanno segnato la sua vita, dall’infanzia alla morte. Il negozio di cappelli in cui ha lavorato il padre, l’Ancienne Chapellerie Du Cours Mirabeu, ma anche il Cafè Des Deux Garçon, sempre su cours Mirabeau, ai cui tavoli l’artista era solito sedere con l’amico Emile Zola, senza dimenticare la chiesa dove si è sposato, i palazzi in cui hanno vissuto lui e la sua famiglia e poi, come dimenticarlo, il suo atelier, dove ha lavorato fino ai giorni della sua morte.

Provenza, percorso Cezanne: occhio ai marciapiedi, questi segnali servono
a far capire che siete nei pressi di un luogo importante per la vita del pittore.

Le visite partono secondo gli orari che potrete trovare nell’ufficio turistico in centro. E’ sempre lì che potrete ottenere anche una mini-guida, al prezzo di 1 euro, utile se invece decideste di percorrere quelle strade in autonomia, come abbiamo scelto di fare noi.
Pablito era piccolo e non sapevo quanto sarebbe stato possibile adattarci a ritmi e orari prestabiliti. Comunque al sito http://www.aixenprovencetourism.com troverete tutte le informazioni, compresa La guida “Sulle orme di Cezanne” in formato PDF.

Ancienne Chapellerie Du Cours Mirabeu

Consiglio un salto all’atelier: una grande stanza ricavata in un piccolo edificio di sua proprietà, in cui sono stati conservati i suoi oggetti, gli strumenti di studio e lavoro, e da cui si può ammirare il panorama che, un tempo, ha ispirato l’artista. Lo sguardo vola attraverso quelle finestre ed è possibile passeggiare per il giardino circostante immaginandolo ancora lì, intento a dipingere “en plein air”.
L’atelier è posizionato su una collina e c’è un autobus che ci arriva, partendo dal centro della città, ma noi abbiamo optato per una scarpinata in salita con passeggino, sulla strada asfaltata. Una salita che mio marito mi rinfaccerà per il resto dei nostri giorni, visto che era lui a spingere il pupo. Vabbè, io l’ho partorito e i conti non saranno mai pari, giusto?

Aix En Provence: Atelier Cezanne

Ma Aix-en-Provence è anche dolci (tipici di qui sono i calisson, fatti di frutta candita e mandorle, ricoperti da un sottile strato liscio di glassa) o il mercatino di Cours Mirabeu, molto caratteristico alla vista e piacevole per una passeggiata, anche se l’ho trovato un po’ banale. Niente che non si possa vedere anche in Italia, eccetto quintali e quintali di sapone provenzale. In generale ho adorato questa città, con ottimi ristoranti, negozi alimentari aperti fino a tardi (utili soprattutto per me che ricercavo sempre pannolini, omogeneizzati, acqua e frutta per il piccolo P. in orari improbabili) e tanto romanticismo.

Aix-en-Provence: il mercatino di Cours Mirabeu
Father & son ❤
Aix-en-Provence: tango in strada
Aix-en-Provence: foto scattata di sera, in una strada semi-deserta e io che pensavo di trovarmi in un romanzo…

Arles e Van Gogh

Arles: alberi “vestiti”

Proseguendo per i percorsi d’arte, non posso non parlare di Arles. Anche qui c’è un cammino che mostra i luoghi dove ha vissuto e lavorato un altro grande mito della storia dell’arte, Van Gogh, e anche in questo caso, se non volete affidarvi a una visita guidata, presso l’ufficio turistico è possibile ottenere una piccola ma preziosa guida (non ricordo se gratuitamente o a 1 euro). Un po’ più caotica rispetto ad Aix, Arles riempie gli occhi di colori forti, accesi, soprattutto sotto il sole di agosto, quelli che ricordano proprio i quadri di Vincent.
Il Cafè La Niut, l’Entrata dei Giardini Pubblici, gli Spettatori nell’Arena: questi sono solo alcuni dei luoghi che hanno ispirato le sue tele e che il Comune ha deciso sapientemente di preservare per i posteri e per i turisti. Ma Vincent è ovunque, tipo Santo patrono della città: se se per caso un giorno si è sdraiato su una panchina a fare una “pennichella”, voi lo saprete perché ogni luogo toccato dal genio ribelle è stato conservato, restaurato, catalogato, preservato, amato.
Vincent rulez.

Van Gogh – Cafè La Niut
Arles – Cafè La Niut oggi
             
Van Gogh: Entrata dei giardini pubblici
Arles: entrata dei giardini pubblici oggi

A proposito di Spettatori nell’Arena, è in questa città che si svolgono le Courses Camarguaises, proprio nella famosa Arena immortalata da Van Gogh.
Una sorta di corrida dove, però, chi rischia di farsi male sono soprattutto i toreri (raseteurs), che sfidano l’animale tentando di sfilare dalle sue corna coccarde e nastri che vi sono stati legati. C’è davvero da rimanere con il fiato sospeso a guardare quei ragazzi, non professionisti, mentre saltano oltre il recinto di protezione appena un secondo prima che il toro li colpisca. Comunque, da quello che mi è stato detto sul luogo, gli animali sono tenuti in ottime condizioni per tutto l’anno e c’è il massimo rispetto per la loro salute (spero sia vero).

Arles: Courses Camarguaises
Arles: Courses Camarguaises
Arles: Courses Camarguaises

Rousillon: percorso dell’ocra.

Ovvero: tutto ciò che abbiamo visitato. Ma mi è sembrata anche la cosa più interessante da vedere. 
Ci si immerge in mille tonalità del rosso, tanto che dopo un po’ sembra quasi di essere su Marte, e ci dimentica per un attimo del viola della lavanda, uno dei simboli della Provenza. Quel viola così romantico e shabby…che dopo qualche giorno “anche-basta” 🙂 
Comunque: se volete incamminarmi con i vostri figli per questo itinerario, che prevede percorsi differenti più e meno brevi e impegnativi (30 o 60 minuti), assicuratevi che tutta la famiglia e soprattutto i piccoli indossino abiti e scarpe tranquillamente sacrificabili. Il bello, per molti ragazzini, è proprio sporcarsi con quei colori che in nessun altro luogo ho mai visto. Sperimentare, scoprire. 
L’ingresso al percorso è a pagamento, ma costa davvero pochissimo. Inoltre per i bambini più grandi del mio scricciolo sono spesso organizzati dei laboratori didattici, su cui però ammetto di non essermi documentata bene perché ero troppo intenta ad accertarmi che Pablito, che all’epoca camminava da poco, non cadesse in qualche canyon. Attenzione: non si può procedere con i passeggini, quindi, per i più piccoli, armatevi di marsupi capienti, zaini porta-bebè abnormi e santa pazienza. Ne vale la pena, in fondo, e comunque io parlo da donna che dopo il parto si è rammolita e impigrita, sono certa che sarete più gagliardi e tosti di me.

Provenza, Rousillon: il percorso dell’ocra.
Provenza, Rousillon: il percorso dell’ocra.
Rousillon…e sì, a me è capitato anche di incontrare
questi due signori qui e riuscirli a fotografare prima che voltassero l’angolo
dalla parte opposta rispetto alla mia direzione…

Bene, concluderei qui la prima arte del racconto, che spero possa essere utile a chiunque voglia organizzare una vacanza in Provenza. Il resto del tour merita un altro post a parte, che spero arrivi a breve…se avete domande o spunti da aggiungere, dateci sotto nei commenti!

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