Baby sitter al posto dell’asilo nido? Un aiuto alle mamme nella loro scelta

Baby sitter o asilo nido?

Mentre io attendo speranzosa l’uscita delle graduatorie per la scuola materna (un giorno aprirò un capitolo a parte riguardo gli open day a cui ho assistito…), si avvicina il periodo caldo relativo alle iscrizioni per gli asili nido per l’anno scolastico 2016-2017. Per molte mamme potrebbe essere la prima occasione per lasciare il bambino a scuola dopo averlo tenuto sempre accanto a sé, come è accaduto a me lo scorso anno, quando P. aveva 2 anni. Avevo paura, lo ammetto. Una paura assurda a lasciarlo, pur sapendo che sarebbe stato in mani affidabili (prima di scegliere il nido ho fatto ricerche e indagini di mercato che neanche la Microsoft e la Apple messe insieme…).
Mi sentivo in colpa, pur avendo dedicato al mio piccolo ben 2 anni di vita occupandomi di lui full-time. O forse proprio per questo. Eravamo una cosa sola, io e lui, mi sentivo quasi di tradirlo. Eppure, al di là del fatto che avevo bisogno di recuperare quella vita sociale e professionale che avevo perso troppo tempo prima, sentivo che separarci, anche solo per mezza giornata, sarebbe stato utile anche a lui. Lo vedevo pronto. Lasciarlo andare oppure no?

 “In linea generale i pediatri consigliano di tenere a casa i bambini fino almeno all’anno e mezzo di età – si legge su un comunicato di Sitter-Italia – questo per non sottoporre un organismo ancora fortemente sensibile ai continui attacchi virali e batterici: molti ritengono che nel primo anno di vita il bambino sia altamente suscettibile a infezioni ricorrenti, soprattutto per quel che riguarda l’apparato respiratorio e gastrointestinale. Luoghi chiusi, caldi e ad alta frequentazione, lo scambio di oggetti, la mancanza della capacità da parte del piccolo di rispettare le basilari norme igieniche, favoriscono il propagarsi delle malattie, con possibile complicanze”.

Anche dal punto di vista della socializzazione, aspetto che spesso preoccupa noi mamme (ma sempre meno rispetto alla salute), “una parte degli esperti ritengono che fino ai 18/24 mesi di vita non vi sia alcun vantaggio per il bambino nell’entrare in una comunità, a fronte dello svantaggio di averlo sovente a casa malato e di aver quindi comunque necessità di un’assistenza alternativa”. Sitter-Italia riporta inoltre che:

“E’ condiviso il pensiero che, fino all’età di 6-8 mesi, il bambino tenda a confondere la propria persona con quella della mamma. Si può immaginare il trauma del distacco in questa fascia di età? Furono studiosi come John Bowlby, Donald Winnicot, Melanie Klein o Margaret Mahler , pur non esprimendosi mai esplicitamente contro l’asilo, che sottolinearono l’importanza del legame madre figlio. Da questo momento, l’importanza di un ambiente accudente e armonioso resta fondamentale (ricordiamo la teoria dei 1000 giorni di David Barker su come l’alimentazione, insieme ad altri fattori, sia determinante per la crescita del bambino, in particolare fino ai 2 anni), tanto che le scuole Steineriane consigliano di iniziare la materna almeno ai 3 anni e mezzo”

Certo, premesso che i genitori possano permettersi di seguire personalmente i propri figli così a lungo. Ma qualunque madre tende a voler accudire i propri figli fin quando le è possibile farlo, al massimo delle sue forze e della disponibilità del suo tempo, credo.
Si può scegliere una via di mezzo?
Ovvero tenere i bambini ancora in casa per essere più protetti, senza per questo rinunciare a favorire il loro sviluppo, il loro bisogno di socializzare e la loro necessità di scoprire il mondo “fuori dal guscio”?
Si potrebbe scegliere, prima di tutto, una buona baby-sitter, affidabile e con entusiasmo e capacità tali da poter garantire la sicurezza del bambino, ma anche saperlo stimolare con giochi creativi adatti alla sua età. Una baby sitter che possa accompagnare il piccolo all’aria aperta, nei parchi, dove per lui sia possibile socializzare con altri coetanei, ma anche respirare aria fresca, evitando luoghi affollati e ricchi di germi.

Come scegliere una baby sitter?

Se deciderete di puntare su questa seconda opzione e magari rimandare l’inserimento nella scuola ancora per un po’, potreste affidarvi ad esperti ed agenzie. Come ad esempio, appunto, Sitter-Italia (www.sitter-italia.it).

Sitter Italia: come funziona?

“I genitori possono registrarsi gratuitamente e andare alla ricerca della baby sitter, tata o persona che sia di supporto alla mamma nella zona di riferimento, visionandone la foto, il curriculum, la disponibilità, le lingue parlate, le eventuali referenze, le mansioni per le quali si propone.

Per un approccio più che mai concreto, la baby sitter è invitata a pubblicare inoltre una propria, breve, intervista in cui racconti il suo modo di approcciarsi ai bambini e all’attività. Allo stesso tempo, i genitori possono inserire il proprio annuncio di lavoro all’interno del portale , indicando molteplici criteri di ricerca: l’età e il numero dei bambini da accudire, gli orari e l’area in cui è richiesta la prestazione…

O se, oltre alla baby sitter, sono interessati a incontrare altre famiglie per condividere la baby sitter, occuparsi a turno dell’accudimento dei bambini, organizzare il doposcuola.
‘Genitori in contatto’ è infatti un ulteriore servizio offerto da Sitter-italia.it, sempre in un’ottica di supporto alla quotidianità della famiglia e di risparmio in termini di denaro. E’ un piacere per mamme e papà poter condividere esperienze e necessità con famiglie guidate dai medesimi principi in tema di educazione.

Per genitori e baby sitter la registrazione è gratuita, così come la risposta alle domande e alle offerte di lavoro; è poi possibile essere i primi ad attivare contatti diretti grazie ad un abbonamento Plus“.

Voi cosa avete scelto per i vostri bambini? Nido o baby sitter? Come pensate di trovare una baby sitter che faccia al caso vostro? Avete provato Sitter-Italia? Come vi siete trovati? Ma soprattutto: faccio troppe domande? 🙂

3 thoughts on “Baby sitter al posto dell’asilo nido? Un aiuto alle mamme nella loro scelta

  1. ormai sono da anni fuori dal giro nido e fra pochissimo anche da quello materna, ma mi scaldo sempre nel leggere l'argomento. e mi scaldo perchè ogni storia, ogni famiglia, sono a sè. ed anche il discorso malattie molto spesso è generalizzato. molto. i miei bambini sono andati al nido a 17 mesi. sono entrambi di aprile e la scuola cominciava a settembre. prima, dovendo io fin da subito lavorare, sono stati con la nonna. santa nonna. come è andato poi l'ingresso in comunità? benissimo. e anzi, il primo anno del grande quella sempre malata ero io. in merito alla socializzazione i benefici maggiori sono stati della piccola. ha un carattere diverso ed a un anno ha iniziato a parlare. bene. per cui era avvantaggiata. ho visto bambini accuditi fino alla scuola materna da amorevolissimi nonni e da perfette baby sitter. ma nulla a che vedere con l'esperienza del nido. per non parlare di baby sitter meno perfette, ovviamente. io sono quindi pro nido. in condizioni di normalità.

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  2. Grazie per aver raccontato la tua esperienza! Mi sarebbe servita molto quando si è trattato di scegliere 🙂 onestamente anche io ho optato per l'accoppiata nonna-nido, anche se prima di iscriverlo ero tentata di lasciarlo ad una baby sitter per alleggerire il peso sulla povera e santa nonna! Il problema per me era sempre di chi fidarmi…da neo-mamma sentivo storie tremende sui nidi e sulle baby sitter, sarà che ci facevo maggiormente caso…comunque P. si è fatto il primo anno al nido sempre malato, ma il pediatra mi ha detto di non preoccuparmi, che gli sarebbe anche servito per gli anticorpi e in effetti (fatti i dovuti scongiuri) quest'anno che è il secondo sta andando meglio. Ora sono certa di essermela tirata da sola, ma vabbè! Poi comunque io avevo il “vantaggio” di aver perso il lavoro :S grazie ancora, sono questi i commenti che ci servono per capire e aiutare le altre ❤

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  3. Pro nido. Il discorso malattie secondo me dipende dal singolo bambino. Il ricciolino è entrato al nido a nove mesi e ha fatto due settimane di malattia in due anni. Altri bimbi erano sempre malati, mentre tra quelli che non hanno frequentato il nido, ci sono stati quelli sempre malati alla materna e quelli no comunque.
    Per la socializzazione, nel nostro caso ci siamo trovati benissimo, non so se perchè lo avevo già abituato a stare anche con le nonnne o il papà. D'altronde, non vedo la differenza tra lasciarlo ad una maestra, ad una baby sitter o un nonno, da questo punto di vista: comunque non sono nè la mamma nè il papà.
    non ho provato il portale di cui parli ma posso dirti che nella mia zona le uniche baby sitter sono ragazzine che lo fanno per quadagnare qualcosa o donne mature che hanno già cresciuto i loro figli e che, per quanto affidabili, non hanno competenze specifiche in materia. Inoltre, a conti fatti, a tempo pieno costerebbero ancora di più del carissimo nido!!!

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