Fascia porta bebè: il babywearing fa tendenza

Finalmente un po’ di buona e sana informazione: ultimamente si sta tornando a parlare dell’importanza del portare i bambini in fascia. Sì, perché sembra essere diventata una vera e propria tendenza tra le nuove generazioni di genitori, anche se molte mamme blogger (io tra queste) professano da tempo la loro fede, in questo senso. Finalmente la gente si sta svegliando.

P. da quando è nato è stato sin da subito un bambino molto impegnativo, nel senso che non gradiva starsene buono nella sua culla, mentre altri (non molti) neonati accettano la cosa, magari non proprio di buon grado. Non so gli altri, ma il mio non smetteva di piangere e urlare finché non lo prendevo in braccio. Già sento nelle orecchie l’obiezione “eh, però tu non l’hai abituato…eh, però tu l’hai viziato” che mi fa tornare in mente la tortura psicologica e le pressioni che ho subito in quel periodo (ne ho parlato qui: Neonato vuole sempre stare in braccio). Com’è, come non è, il piccolo piangeva in continuazione e dopo un po’, per tenerlo vicino ma poter anche muovermi liberamente per casa, ho iniziato a usare la fascia porta bebè. Mai scelta fu più azzeccata e la benedico ancora. La mia esperienza, però, non basta a spiegare quanto sia importante la fascia, come più volte hanno sottolineato mie amiche più esperte di me. Quelle che riuscivano davvero a fare di tutto con la fascia e che magari le producevano anche.

Babywearing: cos’è e a cosa può essere utile

Il concetto è spiegato bene su un articolo di AdnKronos in cui si leggono le parole di Ilaria Cinefra, presidente della scuola di formazione Babywaring Italia: “Questo contatto è una forma di accudimento che dà una continuità rispetto alla gravidanza. Dai 9 mesi di endogestazione si passa a 9 mesi di esogestazione in cui il bambino matura. Un periodo in cui i neonati hanno solo bisogno di mangiare e stare a contatto con la madre. Tenendolo addosso è provato che il bambino è più tranquillo, piange meno. Il contatto continuo fa sì che la madre produca più ossitocina  – l’ormone del legame – più prolattina e quindi più latte, facilitando così anche l’alimentazione naturale”.

Fascia porta bebè: come si usa e vantaggi
Ecco, per esempio mi sono girata in lungo e
largo Amalfi e Positano senza avere
l’ingombro del passeggino. Che comunque
mio marito aveva dimenticato in albergo…ecco,
non so se la posizione fosse quella giusta…
ma lui si era piazzato così 🙂

Al centro di tutto c’è proprio il contatto di cui il bambino ha bisogno nei primi mesi di vita, un aspetto che trovo naturale, visto che per 40 settimane, più o meno, ha vissuto dentro di noi.

Premesso che ovviamente io ho anche usato carrozzina e passeggino, ho letteralmente amato questo approccio e lo consiglierei a tutte, ma per esperienza, se avete intenzione di portare i vostri, preparatevi anche a veder arricciare il naso ad alcuni amici genitori. Come sempre, se pensate che questo sia il meglio per voi e per i vostri figli, fregatevene. Poi sono certa che, se davvero diventerà una moda, i detrattori della fascia si guarderanno bene dal dire a voce alta il loro pensiero e tutti diventeranno favorevoli. Comunque, andiamo avanti. Tra l’altro non ci si sta neanche inventando niente di nuovo, perché portare i bimbi in fascia è una pratica antica e molto comune in Africa, in India e in Asia

“Noi occidentali ci siamo arrivati un po’ dopo – ha proseguito l’esperta – la maggior parte di noi sono figli di uno stile di maternage a basso contatto perché per le nostre mamme lavoratrici, femministe, la carrozzina, il porta enfant, il biberon erano visti come elementi che potevano emancipare le donne. Ma oggi la tendenza si è invertita tornando a comprendere l’importanza dell’allattamento al seno così come di altre pratiche antiche di accudimento come, appunto, il semplice contatto fisico”.

Tra l’altro il babywearing è anche molto pratico, perché consente di fare molte cose, come ad esempio seguire nelle attività il primogenito, se ne avete uno.

Fascia porta bebè: quale scegliere e come usarlA?
Fascia porta bebè o mei tai?
Mei tai utilizzato, per esempio, per visitare il
Museo delle Civette a Villa Torlonia

Dal momento che in commercio ce ne sono di molti tipi (in alternativa c’è anche il mei tai, che io ho usato pochissimo ma con cui pure mi sono trovata bene) e visto il modo di portarlo dipende dall’età del bambino, consiglio di consultare qualcuno di esperto che possa aiutarvi. In giro ci sono molte esperte disposte a farlo e, anzi, se qualcuna di queste passasse di qui sarei lieta di avere una sua opinione. Il rischio, ovviamente, è quello di sbagliare posizioni e rendere la cosa controproducente. Ecco le parole della presidente di Babywearing Italia riportate da AdnKronos:

“Quando indossiamo la fascia ci sono dei piccoli accorgimenti da seguire come l’altezza alla quale posizionare il bambino: il sedere del deve stare al di sopra dell’ombelico del portatore in modo tale che il baricentro della mamma sia sempre in equilibrio e non si sforzi la schiena. Importantissimo è che il tessuto che passa sotto il sedere del piccolo vada da piega del ginocchio a piega del ginocchio (la cosiddetta posizione a M) in modo tale che le ginocchia del bambino stiano più alte rispetto al bacino come nella posizione fetale. Importante è anche l’aderenza della fascia che non deve essere lenta. Da evitare la posizione a culla che può essere pericolosa per il neonato

Se siete curiosi (e parlo anche ai papà, visto che è una pratica amata anche dai padri, che così sentono quasi la stessa sensazione di una madre incinta…quasi), in giro ci sono molti tutorial su Youtube e pagine Facebook dedicate all’argomento, mentre se volete provare ci sono anche fascioteche come la Fascioteca ProfessioneMamma a Roma.
Insomma, io ho fatto il mio, fatemi sapere se avete intenzione di provare, se già ne siete esperte e avete informazioni da aggiungere o come vi troverete!

4 pensieri riguardo “Fascia porta bebè: il babywearing fa tendenza

  1. Ciao:) sono mamma da 7 mesi e mezzo.. Da gennaio ho preso un manduca poiché mi sono avvicinata alle fasce grazie al corso di danza in fascia effettuato a Genova.. Mi trovo molto bene, ma ammetto di concepirlo principalmente come un mezzo di trasporto..:) non condivido appieno l'uso esclusivo della fascia in casa per sbrigare le faccende domestiche ecc.. E nemmeno tenere tutto il tempo i bambini in braccio.. Non sono assolutamente hitler, anzi, ma voglio che la mia piccola cresca senza troppi vizi, anche perché ho notato che quando viene presa più spesso in braccio non posso più allontanarmi che piange e strilla, cosa che di solito non succede 😉 insomma sono evidentemente capricci 🙂 questo ovviamente è il mio punto di vista..

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  2. Se vedi che tanto ce la fa dopo un po' fai bene, anche io non sono per gli eccessi. Come dicevo, se dovessi avere un secondo figlio credo che lo abituerei a stare più da solo, perché P. per esempio è un mammone che non ti dico 🙂 anche se non ha mai avuto problemi a stare lontano da me, a scuola o con chi conosce bene. E' molto autonomo, però a volte gli riprende la “mammite” acuta e torna quello che era in fascia 🙂 io ho usato il passeggino per le passeggiate (lo dice anche il nome 😀 ) però per i giri più crevi o dove il passeggino era ingombrante mi è stata utilissima, in casa quando ancora sostenevo il peso ballavamo un po' insieme…lui si addormentava così e a me piaceva tenerlo vicino ❤ secondo me la via di mezzo è sempre la migliore ❤ grazie per aver condiviso la tua esperienza!

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  3. Grazie per le citazioni. È un onore.
    Vorrei sottolineare il fatto che il contatto non crea in nessun modo bambini “mammoni” e quindi poco indipendenti.
    Tutt'altro.
    L'imprinting di una base sicura offre loro di diventare adulti più autonomi ed indipendenti! 🙂

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  4. anche noi usiamo e abbiamo usato la fascia…mei tai e zaino da montagna,…….. portiamo entrambi e i nostri figli chi più chi meno adorano essere portati…… tutto è nato da un pareo e da una signora senegalese vicina di ombrellone che camminava con disinvoltura con il suo bambino inriva per farlo dormire …sulla schiena….
    sembrava danzasse..

    da allora abbiamo portato in giro ovunque i nostri pargoli e a volte siccome ne avevamo due in fascia uno io e uno mio marito e altri tre intorno venivamo guardati un po come alieni….
    noi adoriamo portare e posso assicurare che non sono bimbi mammoni anzi….
    chi no starebbe appiccicato alla mamma o al papà?
    brava e che beiposti hai visto
    veronica

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