Isola d’Elba per grandi e bambini: traghetti, spiagge da visitare, attrazioni per bambini e folklore

Ricordo la prima volta che ho visto il suo profilo emergere dall’acqua. Se chiudo gli occhi ancora la vedo lì all’orizzonte: l’Isola d’Elba. Musica nelle cuffiette, io poco più che una ragazzina e quel breve viaggio dalla terraferma all’isola che mi aveva dato giusto il tempo per prepararmi a quello che sarebbe stato il primo di diversi weekend passati sdraiata sulle sue coste o a passeggiare tra i negozietti. Quando sono ripartita, infatti, sapevo dentro di me che non sarebbe stata l’ultima volta che mi sarei immersa in quelle acque cristalline. Così l’Elba è diventata, qualche anno più tardi, meta per “fughe romantiche” a due: l’isola può fare al caso di giovani coppie in cerca di relax, ma è anche molto adatta alle famiglie. Di attrazioni per i bambini, infatti, ce ne sono parecchie, senza dimenticare le spiagge incantevoli e ben attrezzate, che non a caso l’hanno resa una celebre meta turistica. 

Traghetti per l’Isola d’Elba e altre informazioni sugli spostamenti 

Raggiungere l’isola non richiede molto tempo, partendo da Piombino. Basta dare un’occhiata ai siti di prenotazione online dei traghetti per l’Isola d’Elba per rendersene conto: per arrivare a Portoferraio, che rappresenta il centro principale dell’Isola, basta un’ora imbarcandosi con i traghetti e mezz’ora se si sceglie l’opzione fast ferry, mentre con gli aliscafi la tratta dura circa 40 minuti. Tuttavia, in quest’ultimo caso, possono imbarcarsi solo i passeggeri, senza i veicoli.

Partire con la propria autovettura, comunque, rappresenta una buona soluzione per le famiglie, visto che le scarse distanze tra le diverse spiagge e cittadine rende possibile un tour ricco di sorprese anche per chi viaggia con i bimbi. Per aggiungere Rio Marina da Piombino, invece, sono necessari circa 45 minuti.

 Vacanze all’Isola d’Elba: quali spiagge?

La scelta è vastissima: è possibile puntare alle mete più popolari (ma anche un po’ più affollate in alta stagione), oppure andare alla scoperta degli angoli meno noti e frequentati, magari più difficili da raggiungere in auto. In ogni caso sarebbe comunque improbabile non imbattersi in piccoli angoli di paradiso. Un buon punto di partenza, soprattutto per i genitori, potrebbe essere semplicemente chiedersi: “Spiaggia con ghiaia o spiaggia con sabbia?”.

Isola d'Elba, vacanze con bambini: spiagge, attrazioniSu quest’isola la prima tipologia è più frequente, ma non è l’unica scelta possibile. Dipende dai gusti: ci sono mamme che preferiscono i sassolini piuttosto che portare inevitabilmente in macchina/casa chili e chili di sabbia e altre che, invece, puntano di base verso le spiagge più sabbiose possibile.

Se i piccoli ciottoli non sono un problema per la famiglia, allora la spiaggia delle Ghiaie può rappresentare un’ottima scelta. Oltre a poter contare su un mare incredibile, che la rende suggestiva sia di giorno che di sera, la spiaggia si trova a due passi (quasi letteralmente) da Portoferraio, il che significa avere bar e ristoranti praticamente a portata di mano e potersi concedere una passeggiata con i bambini durante le ore più calde in estate, quando stare in spiaggia sotto il sole può diventare un problema. Lì vicino, infatti, è possibile trovare anche uno spazio giochi per bambini all’aperto e, cosa più importante, all’ombra. Tra l’altro Potoferraio è anche una delle location più adatte per poter passeggiare tra i negozi e trovare un po’ di “movida” notturna, comunque sempre molto rilassante e mai eccessiva.

Altrettanto attrezzata, ma stavolta sabbiosa, è la spiaggia di Fetovaia, che tra l’altro è indicata ai bambini anche per il suo fondale che digrada meno velocemente rispetto ad altre spiagge dell’isola, quindi anche i più giovani possono avventurarsi nell’acqua continuando comunque a toccare per alcuni metri. Non mancano però anche qui scogli nei paraggi, per la gioia dei bambini più grandi. Entrambe le spiagge, comunque, in alta stagione vengono prese “d’assalto” dai turisti, ma questo non deve scoraggiare: sarebbe un peccato lasciare l’isola senza averle visitate.

Isola d'Elba, vacanze con bambini: spiagge, attrazioni

Per chi, come la sottoscritta, è amante delle passeggiate tra negozi tipici, mercatini e ristoranti, impossibile non visitare anche Porto Azzurro e Portoferraio, cittadine particolarmente amate dai turisti, non senza motivo. Portoferraio, tra le altre cose, può anche vantare la presenza di ben due residenze di Napoleone. Non dimentichiamo, infatti, che quest’isola è strettamente legata alle vicende e alla vita di Bonaparte. Per gli amanti della storia e i loro figli, dunque, è possibile visitare il Museo di Villa dei Mulini, noto anche come Palazzina dei Mulini, ovvero la residenza ufficiale di Napoleone divenuta Museo Nazionale, ma anche Villa San Martino (in località San Martino, appunto, ma sempre nel comune di Portoferraio e adiacente alla cittadina). Si tratta, in quest’ultimo caso, della residenza estiva di Napoleone, ancora oggi particolarmente suggestiva.

 Isola d’Elba con bambini: cosa visitare e cosa non perdere

Tra le mete più gettonate dalle famiglie con bambini c’è anche Marina di Campo. Non solo per la spiaggia sabbiosa (parlare del mare spettacolare è quasi superfluo, qui tutto sa di natura incontaminata nonostante l’abbondante afflusso di turisti), non solo perché facilmente accessibile (in questo senso merita una nota positiva anche la spiaggia di Lacona), ma anche per le strutture particolarmente adatte ad allietare il soggiorno ai piccoli viaggiatori. Soprattutto perché la spiaggia è abbastanza vicina all’Acquario dell’Elba, che fa sempre un certo effetto sui più giovani (ma non solo…). Quale bimbo non rimarrebbe a bocca aperta davanti a squali e tartarughe marine?

Per i giovanissimi appassionati di minerali, poi, c’è La Piccola Miniera, in zona Porto Azzurro. Ancora ricordo la prima volta che i miei genitori mi hanno portato lì. Ero alle soglie dell’adolescenza, quindi quasi sbuffavo all’idea di quella roba “da ragazzini”, eppure ricordo anche quando ho dovuto ricredermi e ho pensato che fosse valsa la pena dare retta ai miei genitori e seguirli lì. Ora non vedo l’ora di portarci il mio piccoletto, sperando che non spacchi tutto come al suo solito. Comunque…

E’ possibile salire a bordo di un piccolo trenino che conduce, attraverso un itinerario sotterraneo della durata di circa 15 minuti, in una miniera ricostruita fin nei minimi dettagli, con tanto di macchinari d’epoca e manichini volti a mostrare anche la quotidianità dei minatori nel passato, il tutto accompagnato da una voce che spiega i vari passaggi. Insomma, un’esperienza didattica che non risulta noiosa.

Tra immersioni e gite naturalistiche non dimentichiamo, poi, le escursioni in barca, tra cui quella a bordo della motonave Nautilus, particolarmente caratteristica. Una sorta di “nave-acquario” che parte giornalmente e frequentemente da Portoferraio e Marciana Marina e che permette, grazie alle grandi vetrate installate nella sua parte immersa nell’acqua, di ammirare i fondali del mare davvero da vicino. E’ possibile quindi anche osservare nell’acqua ciò che rimane del relitto sommerso di una nave mercantile affondata nel 1972, che ora giace sul fondo del mare (il relitto in questione si trova sull’itinerario con partenza da Marciana Marina).

Isola d’Elba… “Innamorata”: folklore e tradizione

Isola d’Elba romantica: ogni 14 luglio, nei pressi di Capoliveri, si festeggia la tradizionale fiaccolata dell’Innamorata, evento da non perdere se siete in zona in quel periodo. Un antico racconto tramandato nei secoli dai pescatori locali narra della tragica storia d’amore nata tra due giovani, Lorenzo e Maria, nel 1534, anno in cui le coste dell’Elba erano oggetto di scorrerie per il Pirata Barbarossa e i Saraceni. Un amore, quello dei due giovani, contrastato dalla ricca famiglia del ragazzo, che non vedeva di buon occhio la ragazza di umili origini.

I due erano quindi costretti a vedersi in gran segreto su quella che sarebbe poi stata soprannominata “la spiaggia dell’Innamorata”, finché una notte Lorenzo venne catturato dai pirati, davanti agli occhi della sua amata, per poi essere lanciato in mare agonizzante. Maria, davanti a quella scena, si sarebbe quindi gettata tra le onde per raggiungerlo, sparendo però tra quei flutti. Il mare, a quanto si racconta, riportò a riva solo lo scialle di lei, che finì su uno scoglio divenuto noto come “Ciarpa” (sciarpa, appunto) proprio per questo motivo.

Nel XVII secolo un nobile spagnolo decaduto, Domingo Cardenas, credendo di aver visto Maria sulla spiaggia, decise di istituire una festa in onore della giovane donna e del suo amato, in cui mille fiaccole sarebbero state accese per permettere alla donna di ritrovare il suo Lorenzo, specificando che la tradizione sarebbe dovuta andare avanti anche dopo la sua morte. Ancora oggi ogni 14 luglio ha luogo una rievocazione storica e un corteo parte da Capoliveri per giungere alla spiaggia dell’Innamorata, illuminandola a giorno con una spettacolare fiaccolata.

Segue, poi, la cosiddetta “disfida della Ciarpa”, con quattro imbarcazioni a remi (una per ciascun rione del castello di Capoliveri) che si sfidano per conquistare la Ciarpa in questione. Sempre in estate, comunque, imperdibile appuntamento anche con i tradizionali fuochi d’artificio accesi in onore dei patroni di Marciana Marina (12 agosto) e Marina di Campo (7 agosto). Altre due occasioni per vivere il lato più folkloristico dell’isola.

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