November home projects #4: consigli per gestire un trasloco con i bambini senza perdere la serenità

Siamo arrivate alla fine di Novembre e all’ultimo appuntamento con la rubrica settimanale che ci ha accompagnato per tutto il mese. Abbiamo parlato di finestre e infissi non convenzionali, idee per ristrutturare il bagno in modo low cost e spunti per ottenere una casa più eco-friendly con soluzioni fai da te. In mezzo, poi, c’è stato anche il tempo per parlare di gadget e soluzioni, per le amanti della tecnologia, per ottenere una SmartHome senza troppe rivoluzioni o spese eccessive.

trasloco con bambini figliMa cosa accade quando cambiamo casa? Un trasloco è già di per sé impegnativo, lo è ancora di più dopo l’arrivo di uno o più figli. Non solo dal punto di vista organizzativo (tutto si complica avendo in casa nanetti che corrono o aprono i pacchi che stavamo per chiudere), ma anche da quello emotivo, se i bambini sono abbastanza grandi da capire cosa sta succedendo intorno a loro. O quantomeno abbastanza grandi da percepirlo. Ci sono passata quando P. aveva 15 mesi. Per me il problema, all’epoca, è stato soprattutto legato al dover seguire i lavori, preparare i cartoni e tutto ciò che rimaneva da imballare e dover tenere d’occhio un bimbo che aveva da poco imparato a camminare e metteva ancora in bocca tutto ciò che, in giro per casa, attirava la sua curiosità. Viti e bulloni compresi (…e una volta c’è mancato davvero poco…).

Per consigli pratici circa l’organizzazione di un trasloco, rimando alla lettura dei consigli delle FlyLadies, che in questo senso rimangono sempre una sorta di “evangeliste” da consultare ogni volta che ne abbiamo bisogno per non impazzire in casa. Come comportarci, invece, con i nostri figli? Mi viene subito in mente Riley, la bambina protagonista di Inside Out. Non è lei che sogna ad occhi aperti la sua nuova stanza o che inventa giochi in quella nuova abitazione ancora triste e spoglia, per esorcizzare la paura o combattere la delusione? Non è stato proprio quel trasloco a “mandare in tilt” le sue emozioni? 🙂

“Cambiamo casa” è sicuramente una frase difficile da dire ai propri figli, perché i genitori sono consapevoli di aver preso una decisione che modificherà, anche solo minimamente, la loro vita. Ogni bambino reagisce a modo suo, con entusiasmo oppure con più difficoltà, ma in entrambi i casi si tratta anche di un’esperienza di grande arricchimento. Nel lungo termine, infatti, potrebbe aiutare i più piccoli ad essere sicuri di sé stessi e ad avere più autostima, a possedere la consapevolezza di sapersi adattare ai cambiamenti e di poter vivere molte esperienze positive anche nella nuova casa.

 

mammeorachefaccio 2Quando iniziare a parlare dell’idea di traslocare? Sicuramente il primo possibile, appena si prospettare questa opportunità, soprattutto per rendere partecipe tutta la famiglia del cambiamento. I bambini hanno una grande capacità di percepire l’atmosfera che li circonda, per cui parlarne in maniera aperta ridurrà molto la loro ansia legata alla sensazione del “sta succedendo qualcosa di poco chiaro”. Nel momento in cui affrontate questa conversazione, sottolineate le motivazioni della vostra scelta e tutti gli aspetti positivi che ci saranno per loro: la presenza di più spazio o di un giardino dove giocare, essere più vicino ai nonni o ad un campo da calcio, a seconda di quello che piace ai vostri bimbi.

Loro saranno soprattutto preoccupati di perdere i loro amici, per tranquillizzarli spiegate loro che è possibile rimanere in contatto anche dopo un trasloco. Potrete anche fargli qualche esempio concreto di legami “a distanza” che voi per primi avete mantenuto. Dall’altro lato è importante anche sottolineare che avranno molte occasioni per conoscere nuove persone, ad esempio nella nuova scuola.

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I bambini, anche a seconda dell’età, avranno bisogno soprattutto di tempo per abituarsi all’idea. All’inizio non sapranno bene che cosa aspettarsi e starà a voi guidarli attraverso tutti i vari momenti di preparazione, tra scatole e scatoloni. Per aiutarli, modificate il meno possibile la loro routine quotidiana e le attività che fanno di solito.

 

Qualche attenzione extra di sicuro non guasta, ma non cadete nella “trappola” di voler fare di tutto pur di rendere questa esperienza meno traumatica.  Altrimenti si avvierà una continua negoziazione. I bambini hanno una particolare sensibilità nell’individuare il momento perfetto per chiedere un cucciolo o dei giochi in più, non fate promesse che non potrete mantenere!

Per finire, un’idea per rendere il trasloco meno traumatico è cercare di trasformarlo in un’occasione per festeggiare insieme, magari esaudendo il loro desiderio di fare un piccolo pigiama party o semplicemente di invitare i loro gli amici per un pomeriggio di gioco, oppure concedendo qualche strappo alla regola, come una cena speciale a base di pizza. Ricordiamo che, come sempre, se noi genitori siamo i primi ad essere sereni, lo saranno anche i più piccoli, nonostante una resistenza iniziale.

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